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·16 settembre 2026
Mirko Jozic: “Il ricordo più duro? La mia infanzia”

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·16 settembre 2026

Lo storico allenatore del Colo Colo ha aperto una finestra su uno dei capitoli più personali della sua vita durante la presentazione del libro “Mirko, storia di un destino”, dove ha ricordato un’infanzia segnata dalla Seconda guerra mondiale e ha spiegato come il calcio si sia trasformato in un rifugio per superare i momenti più difficili.
Mirko Jozic è tornato in Cile e, oltre a ritrovare il Colo Colo e molti dei protagonisti che hanno segnato il suo periodo di successo nel club, ha avuto anche l’opportunità di ripercorrere diversi capitoli della sua vita.
Durante la presentazione di “Mirko, storia di un destino”, libro scritto dal giornalista Ignacio Pérez Tuesta, lo storico allenatore del Cacique ha parlato dei momenti più complessi che ha dovuto affrontare nel corso della sua storia personale e sportiva.
In questo contesto, Jozic ha riconosciuto che uno degli esercizi più difficili durante la ricostruzione della sua vita è stato tornare a quei primi anni della sua infanzia.
“Per me la cosa più difficile è stata ricordare la mia infanzia perché, come sapete, sono nato nel 1940 e proprio in quel momento è iniziata la Seconda guerra mondiale”, ha raccontato l’ex allenatore albo.
Il croato ha spiegato che quei ricordi restano profondamente presenti nella sua memoria, nonostante il passare dei decenni. Per Jozic, tornare mentalmente a quella fase della sua vita non significa semplicemente ricordare fatti del passato, ma anche rivivere sensazioni rimaste impresse fin dai suoi primi anni.
“La verità è che la prima parte della mia vita da bambino mi ha segnato e non è mai uscita dalla mia testa. E oggi praticamente sento le stesse cose che sentivo quando mi tornano in mente i ricordi dell’infanzia”, ha detto.
Nonostante la durezza di quei ricordi, Jozic ha trovato anche nel suo percorso sportivo un modo per collegarsi ai momenti positivi della sua vita.
Lo storico tecnico ha raccontato di conservare una grande quantità di fotografie e ritagli di giornale che fanno parte della sua storia nel calcio. Per lui, questi ricordi hanno un significato speciale quando attraversa momenti complicati.
“C’era la parte sportiva, anch’io ho un armadio pieno di foto, di giornali, perché a volte c’è un detto: ‘Se hai qualche problema per la testa, bisogna ricordare qualcosa di bello e i problemi passano’”, ha spiegato.
In questo senso, il suo passaggio nel Colo Colo occupa un posto fondamentale. Jozic ha ricordato vari calciatori che sono stati sotto la sua guida durante una delle fasi di maggior successo della storia del club.
L’allenatore ha menzionato in particolare Daniel Morón, Jaime Vera e “Chano” Garrido, tra gli altri membri di quella storica rosa, assicurando che ricordare quegli anni gli permette di lasciarsi alle spalle le difficoltà.
“E io uso questo e quando ho un problema posso ricordarmi di Morón, di Jaime o di chiunque, del Chano e dei tempi che abbiamo passato insieme ed è praticamente un modo per liberarmi, per uscire dai problemi”, ha espresso.
La presentazione del libro ha permesso di conoscere un lato diverso di Mirko Jozic. Al di là dei titoli, delle partite storiche e della gloria raggiunta con il Colo Colo, la sua storia personale è segnata anche da esperienze iniziate molto prima del suo arrivo nel calcio sudamericano.
Il croato è nato nel 1940, in un periodo segnato dalla Seconda guerra mondiale, e quei primi anni di vita fanno parte di una memoria che, secondo le sue stesse parole, continua ad accompagnarlo ancora oggi.
Il suo ritorno in Cile, quindi, non è servito solo a ricordare i suoi successi insieme al Cacique. Gli ha anche permesso di riaprire capitoli intimi della sua vita e di condividere con i tifosi una parte della storia che di solito resta dietro i grandi traguardi sportivi.
Per i tifosi del Colo Colo, Jozic è ricordato soprattutto come l’allenatore che portò il club alla Copa Libertadores del 1991, ma la sua storia con il Cacique era iniziata molto prima e si è trasformata in un legame che lo stesso allenatore considera familiare.
Oggi, nel ritrovare il Cile e il Colo Colo, lo storico stratega torna a guardare indietro e ricorda sia i momenti di gloria sia quegli episodi personali che hanno contribuito a formare l’uomo che in seguito sarebbe diventato una delle figure più importanti della storia alba.
Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🇪🇸 qui.







































