Mourinho in conferenza alla vigilia di Real Madrid Inter: «Il calendario? L’algoritmo parlava italiano. Sull’Inter e il rapporto con Chivu…» | OneFootball

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·7 settembre 2026

Mourinho in conferenza alla vigilia di Real Madrid Inter: «Il calendario? L’algoritmo parlava italiano. Sull’Inter e il rapporto con Chivu…»

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Real Madrid Inter, Mourinho, grande ex, presenta la sfida del Bernabeu alla vigilia dell’esordio in Champions League: ecco le sue parole

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Alla vigilia dell’atteso esordio nella fase a gironi di Champions League tra Real Madrid e Inter, José Mourinho è intervenuto in conferenza stampa al Santiago Bernabeu per presentare la super sfida contro i nerazzurri di Cristian Chivu, reduci dallo straordinario successo in rimonta contro il Napoli. L’ex tecnico interista ha parlato così nella consueta conferenza stampa della vigilia.

SULLA PARTITA – «Voglio vincere. Potrei dire che voglio giocare bene, ma non voglio giocare bene come contro il Betis e perdere. Voglio vincere. Siamo in un periodo di otto partite con l’obiettivo della qualificazione. E penso che ce la faremo. Ma voglio affrontare questa partita come un singolo incontro, isolato da questo contesto, senza pensare alle altre sette che ci aspettano. Voglio vincere».

SULLA SQUADRA DOPO LA SCONFITTA CON IL BETIS – «Li ho visti come mi piace vederli. Esausti negli spogliatoi dopo la partita, ma praticamente recuperati durante l’allenamento di domenica, e oggi, perfettamente normali. Dopo aver analizzato la nostra prestazione, siamo sempre più convinti di aver giocato bene. Di aver giocato di squadra e che i nostri errori siano stati un’anomalia. Di essere in buona forma. Abbiamo qualche problema a centrocampo per la partita di domani, ma giocheremo e daremo il massimo».

SUL BERNABEU – «Ovviamente al Bernabeu ho vinto una Champions League, ma ho anche perso una semifinale ai rigori. In quello stadio ho vissuto il meglio e il peggio. Però non penso a questo, né in positivo né in negativo. Penso soltanto al fatto che sono l’allenatore del Real Madrid e che domani non giochiamo una partita decisiva, perché non decide nulla: non è una gara a eliminazione diretta e non è nemmeno la vecchia fase a gironi. Ma è una partita che si gioca domani e ogni punto è importante. Anche l’Inter verrà qui per cercare di ottenere ciò che vuole».

SULLE ASSENZE DEL REAL MADRID – «Potrei passare minuti a parlarne, ma preferisco essere sincero. Non tutti e tre i giocatori sono disponibili, lo so… l’algoritmo ha scelto di giocare questa partita in queste circostanze, questa è la situazione. Non so se l’algoritmo del calendario della Champions parlava italiano… Abbiamo tre, quattro, cinque opzioni. Potremmo stare qui a discuterne tutte, ma alla fine non dirò nulla».

SULL’EMOZIONE NELL’AFFRONTARE L’INTER – «Dopo la partita, sì. Ma durante la partita, no. Durante la partita, è solo un altro club. Per me è una partita come le altre, come ho già detto. Dopo non lo diventerà, ma durante la gara. Non credo che, mentre si gioca, si pensi a chi è seduto sulla panchina del Real Madrid. Durante la partita non penserò a ciò che è successo in passato. Chivu sarà sempre uno dei miei. Sono molto felice per lui e per quello che sta riuscendo a fare. Lo saluterò prima della partita e dopo. Durante, invece, penserò soltanto alla partita».

A MADRID PER VINCERE LA CHAMPIONS – «Al Real Madrid ho vissuto due periodi diversi. Ho chiuso il mio lavoro nel 2013: abbiamo vinto quello che abbiamo vinto e perso quello che abbiamo perso. Abbiamo dato tutto e quel ciclo si è chiuso. Questo, però, non ha nulla a che vedere con il passato. Sono due momenti completamente diversi nella storia del Real Madrid. Nel 2010 la squadra non arrivava ai quarti di finale e mancava da tantissimi anni da una semifinale di Champions. Oggi, invece, il Real Madrid ne ha vinte sei: sono contesti diversi. Se mi chiedete se ho il desiderio di vincere la Champions League con il Real Madrid, ovviamente sì. Ma è qualcosa di completamente separato rispetto alla mia precedente esperienza qui».

SULLE DIFFERENZE RISPETTO ALL’ULTIMA AVVENTURA CON I BLANCOS – «Ho trovato un club… che è il Real Madrid. E questo dice già tutto. Il Real Madrid è il Real Madrid. La scorsa stagione è stata molto complicata e, quando succede, bisogna lavorare per migliorare. Qui vogliamo sempre vincere: domani e in tutte le competizioni. Ma allo stesso tempo bisogna lavorare sulla stabilità e sulla capacità di risolvere i problemi. Il Real Madrid deve arrivare ad avere un rendimento stabile».

SU ENDRICK – «Domani può essere pronto per giocare cinque minuti, forse dieci al massimo. Tutto qui. Ieri si è allenato per la prima volta con la squadra. Non gioca da… Budapest o dall’Austria, in un’amichevole. Non ha ancora la condizione per andare oltre i cinque-dieci minuti. Ma visto che abbiamo tanti posti liberi in panchina, sarà con noi. E magari potrà giocare cinque minuti. È un giocatore offensivo e giocherà in attacco. State tranquilli: non farà il terzino o il centrale. Giocherà davanti».

SULLE VOCI DI UN BRUTTO RAPPORTO CON CHIVU – «È stato un mio giocatore, abbiamo lavorato insieme. Abbiamo vissuto tante cose fianco a fianco, sia belle che brutte. Ma tu con chi hai parlato per sapere che io avrei un cattivo rapporto con lui? Con chi?».

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