Zerocinquantuno
·12 maggio 2026
Napoli-Bologna 2-3: il Tosco l’ha vista così…

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·12 maggio 2026

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Le squadre si sono affrontate senza troppi tatticismi con ritmi da fine stagione: le statistiche della partita analizzano bene questa situazione.
Nel recupero palla, cioè il dato relativo al pressing, il Bologna occupa la quarta posizione, concedendo agli avversari mediamente 9 passaggi prima di recuperare il possesso; il Napoli ne concede mediamente 11. Ieri, a sostegno di quanto detto, i partenopei hanno concesso ai rossoblù 20-21 passaggi prima del recupero palla, i felsinei 17,44: più del doppio per entrambe le compagini.
Sostanzialmente le squadre non hanno pressato, preferendo attendere che gli avversari perdessero palla una volta tentata la giocata in zona rifinitura per poi ripartire quando vi fossero le condizioni, oppure consolidare un comodo paleggio per imbastire una nuova azione.
Così si è sviluppato un match fatto di lunghi possessi e qualche transizione dopo recupero palla basso. Il Napoli ama questo tipo di gare, mentre il Bologna solitamente è poco incline ad adattarsi a situazioni del genere: ieri lo ha fatto, immagino, per la poca intensità in questo momento del campionato.
Si sono così potute vedere giocate di qualità di quei calciatori che potevano ‘rompere’ gli equilibri: Bernardeschi e Allison, Orsolini e Politano hanno acceso le squadre, sfruttando il lavoro delle punte centrali impegnate a far salire i compagni.
Non a caso Castro e Hojlund si sono spesi e sbattuti nel compiere il lavoro sporco per gli esterni al fine di far girare i loro attacchi, che hanno prodotto un buon numero di azioni potenzialmente da gol e generato una sfida tutto sommato gradevole, sempre tenendo conto del contesto di cui sopra.
Le motivazioni dovrebbero fare la differenza, si dice, ma nell’ultimo turno di Serie A abbiamo assistito a tanti risultati positivi di compagini che avevano sulla carta meno motivazioni: l’Atalanta corsara a Milano, il Bologna appunto a Napoli e l’Udinese a Cagliari, senza dimenticare il modo in cui il Parma, salvo da un pezzo, ha battagliato al Tardini contro la Roma cedendo solo dopo 100 minuti.
Un’inversione di tendenza che, se diventasse regola, farebbe del calcio uno sport meno chiacchierato e più godibile.
Immagino che adesso qualcuno mi chiederà di Bernardeschi: bene, rispondo che era ora!
Quello visto al Maradona è stato il calciatore che mi sarei aspettato altre volte (di certo non tutte, ci mancherebbe) e che quest’anno si è visto solo a intermittenza, malgrado i tanti minuti giocati: più di 1.000 in campionato, quasi 2.000 con le coppe.
Sarò severo, ma da uno come lui cosa avrei dovuto aspettarmi?
Ha performato a Vigo, due volte contro la Roma in Europa League e ieri sera: per me è ancora pochino.
Poi so che esiste una folta schiera di estimatori del 10 rossoblù col mirino puntato ogni volta che sfodera una grande prova. Ma è proprio per questo che avevo maggiori aspettative su un ragazzo con la classe di Bernardeschi, che ne dite?
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