DirettaCalcioMercato
·20 settembre 2026
Napoli, sette punti e tanti dubbi: l’avvio di Allegri è il PEGGIORE degli ultimi otto anni

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·20 settembre 2026

Sette punti dopo cinque giornate: il Napoli di Allegri firma il peggior avvio dal 2019. Il confronto con Conte, Spalletti, Gattuso, Garcia e Ancelotti.
Ci sono numeri che non hanno bisogno di commenti, perché parlano da soli. E quello che riguarda l’avvio di stagione del Napoli è uno di questi: sette punti dopo cinque giornate, il bottino più magro raccolto dagli azzurri in questa fase di campionato negli ultimi otto anni. Il centenario del club, insomma, non è cominciato esattamente come i tifosi avevano sognato, e per Massimiliano Allegri l’eredità di Antonio Conte si sta rivelando più pesante del previsto.
Il percorso racconta di una squadra ancora in costruzione. Partenza brillante al Ferraris, con il 2-0 al Genoa che sembrava l’inizio ideale. Poi lo scivolone casalingo al debutto al Maradona contro il Como (1-2), la rimonta subita a San Siro dall’Inter (3-2) e, in mezzo, anche il ko interno con l’Arsenal all’esordio in Champions League. Il successo sul Bologna per 1-0 aveva riacceso le speranze, prima del pareggio di Firenze che ha fissato il totale a quota sette.
Basta guardare i numeri delle ultime otto annate per capire la dimensione del problema. Nel 2025/2026, con Conte in panchina, il Napoli era a 12 punti dopo cinque giornate; nel 2024/2025, sempre con Conte, a 10; nel 2023/2024, con Rudi Garcia, a 8; nel 2022/2023, con Spalletti, a 11; nel 2021/2022, ancora con Spalletti, addirittura a 15, il massimo possibile; nel 2020/2021, con Gattuso, a 12; nel 2019/2020, con Ancelotti, a 9. Il Napoli di Allegri fa peggio persino di quello di Garcia nel 2023-24, stagione poi archiviata come una delle più fallimentari della storia recente azzurra e culminata con il decimo posto finale. Per trovare un dato simile bisogna guardare ancora più indietro, oltre l’orizzonte degli ultimi otto campionati.
C’è però un attenuante che va messa sul piatto, e non è piccola. Il calendario aveva riservato al Napoli un avvio in salita: nelle prime cinque giornate gli azzurri hanno affrontato Genoa, Como, Inter, Bologna e Fiorentina, incrociando cioè la squadra campione d’Italia in carica, la rivelazione di Fabregas e due formazioni di media-alta classifica. A questo si aggiunge l’esordio in Champions contro l’Arsenal, arrivato proprio nel momento più delicato, e un’emergenza infortuni che ha privato Allegri di pedine importanti come McTominay, operato a inizio settembre.
C’è poi una lezione che la storia recente insegna: gli avvii lenti non sono sempre condanne definitive. Lo stesso Spalletti, nel 2022-23, partì con undici punti in cinque giornate — appena quattro in più di Allegri oggi — per poi dominare il campionato e riportare lo scudetto a Napoli dopo trentatré anni. La differenza, semmai, la farà il modo in cui la squadra saprà reagire nelle prossime settimane, quando il calendario tornerà più clemente. Allegri lo ha ripetuto più volte: “Siamo solo noi quelli che possiamo ribaltare il trend, non è che qualcuno ci regalerà qualcosa”.
Il messaggio è chiaro. Ora servono i fatti.
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