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·24 giugno 2026

No alle svendite, D’Amico tiene duro

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La Roma e D’Amico non vogliono svendere, se non arriveranno proposte serie si prenderanno altre strade. Preoccupa meno la questione rinnovi.

Corriere della Sera (D.Stoppini) – Vendere sì, svendere no. Detta così, quando mancano sei giorni alla scadenza del 30 giugno, sembra un po’ fuori tempo massimo. Ma è quel che sta provando a fare la Roma. Meglio: quel che vuole fare la Roma. Ovvero tenere il punto, non abbassarsi al livello di proposte che ancora non sono arrivate e che, chissà, probabilmente arriveranno nelle prossime ore. Perché la società giallorossa, in primis il direttore sportivo Tony D’Amico, deve aver annusato l’aria di offerte prossime che non saranno soddisfacenti. E così nelle riunioni avute con il tecnico Gian Piero Gasperini ma pure in call direttamente con la proprietà, la Roma ha deciso di fissare questa linea di comportamento.


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D’Amico ha il mandato per realizzare plusvalenze, ma la Roma vuole far capire al mondo intero — ai mediatori, non solo ai club potenzialmente interessati — che se da qui ai prossimi giorni arriveranno offerte degne di essere prese in considerazione per ottemperare agli obblighi di financial fair play, una cessione sarà effettuata. Altrimenti, il club è pronto a battere altre strade. Quali? Qui si entra nel campo delle ipotesi, nessuno può avere certezze. Però una cosa si può affermare con sicurezza: in queste settimane tra la Roma e la Uefa ci sono stati dei dialoghi, anche precedenti alla comunicazione della scorsa settimana sulla multa complessiva di 6 milioni. Non siamo di fronte a un organismo muto: Nyon e Trigoria si parlano, il club giallorosso non può non sapere a grandi linee a cosa va incontro se non dovesse centrare l’obiettivo del settlement agreement. E sa pure che è stata oggetto di dibattito anche l’ipotesi di uno slittamento di 12 mesi dell’accordo.

Che cosa accadrà nei prossimi sei giorni non lo sanno con certezza neppure a Trigoria. Di sicuro, i Mondiali in corso non aiutano. Prendi il caso di Koné: l’Arsenal ha sondato il terreno ma poi non c’è fatto più vivo, l’Atletico Madrid al momento non è una pista calda come qualche settimana fa quando fu il giocatore a stoppare tutto. Ora il centrocampista è negli USA con la nazionale, difficile organizzare una cessione in poche ore. Su Soulé, invece, siamo fermi: si cercano offerte in Arabia, chissà se arriveranno.

Sul fronte rinnovi c’è meno fretta. Tutti e tre i giocatori in scadenza — Dybala, Pellegrini e Celik — hanno in mano un’offerta di rinnovo. Tutti, nessuno escluso. E la Roma conta, dalle prossime ore in avanti, di chiudere anche qualche trattativa arrivando alle firme. C’è fiducia su tutti e tre i fronti, pure se le cifre si sono aggiornate rispetto a qualche settimana fa. Ma i ritardi non sono certo una responsabilità dei direttori sportivi. Piuttosto, è un modus operandi che arriva dall’altro e che a Trigoria si ripete ciclicamente.

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