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·4 settembre 2026
“Non posso dirlo”: il “Pulga” e l’ipotesi di essere idolo del Boca

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Luis Miguel Rodríguez non ci ha dovuto pensare troppo durante il suo passaggio a La Noche de TyC Sports. Sottoposto al classico segmento del vero o falso, l’attaccante è stato categorico quando gli hanno chiesto se giocare nel club de La Ribera fosse stato il grande sogno della sua carriera: «Vero.» Tuttavia, nel momento in cui gli è stato chiesto se sarebbe riuscito a conquistare il cuore della curva xeneize, l’attaccante ha preferito restare con i piedi per terra e ha risposto con la stessa onestà: «Falso. Non posso attestare qualcosa che non è successo.»
Dietro questa forte rivelazione si nasconde una storia di assoluto riscatto. Da ragazzino di Simoca, Tucumán, che giocava scalzo per mancanza di scarpini e lavorava come muratore e imbianchino per aiutare una famiglia con nove fratelli, il «Pulga» si ritrovò a vivere la durezza dello sradicamento a 13 anni, quando partì da solo per l’Italia per unirsi all’Arezzo e finì abbandonato in una stazione ferroviaria, senza soldi, senza squadra e senza conoscere la lingua.
Nonostante le avversità che quasi lo spinsero ad abbandonare l’attività, è diventato una delle figure più rispettate e amate del calcio dell’interno del Paese. Con l’Atlético Tucumán ha segnato un’epoca d’oro nel corso di due primi cicli: ha disputato 325 partite, segnato 130 gol ed è diventato il secondo miglior marcatore della storia del club, dietro a SantiagoMichal. Con la maglia del Decano ha vinto il Torneo Argentino A nel 2008 e la Primera B Nacional nelle edizioni 2009 e 2015, oltre alla storica finale della Copa Argentina 2016-17 e alla partecipazione alla Copa Libertadores 2018.
La sua aura si è poi trasferita al Colón, dove è arrivato a 34 anni per lasciare un’eredità indelebile. Ha guidato il Sabalero alla sua prima finale internazionale nella Copa Sudamericana 2019 e, il 4 giugno 2021, ha condotto alla conquista della Copa de la Liga Profesional, sollevando il primo titolo ufficiale nei 116 anni di storia del club di Santa Fe dopo aver chiuso come capocannoniere del torneo. La sua lunga carriera avrebbe poi incluso esperienze al Gimnasia de La Plata, al Central Córdoba de Santiago del Estero e al Gimnasia de Jujuy, prima di sancire il suo terzo ritorno all’Atlético Tucumán nel 2024. Il coronamento a livello nazionale arrivò nel 2009 per mano di Diego Armando Maradona. Il fuoriclasse lo convocò nella Nazionale argentina per un’amichevole contro il Ghana che si concluse con una vittoria albiceleste per 2-0; quella sera, il tucumano entrò in campo al 57° minuto al posto di Martín Palermo. Una carriera piena di gloria ed epica per un calciatore di strada a cui mancò soltanto indossare la maglia azul y oro.
Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🇪🇸 qui.







































