Openda e la Juve ormai ai titoli di coda: Spalletti dà l’ok alla cessione, per la società ora c’è un ostacolo da superare | OneFootball

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·29 maggio 2026

Openda e la Juve ormai ai titoli di coda: Spalletti dà l’ok alla cessione, per la società ora c’è un ostacolo da superare

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L’attaccante belga non rientra nei piani di Spalletti: l’analisi sull’onerosa operazione finanziaria e la missione plusvalenza

Il mercato della Juventus deve fare i conti con un vero e proprio paradosso economico e tecnico legato al futuro di Loïs Openda. L’attaccante belga è diventato a tutti gli effetti un calciatore interamente di proprietà del club bianconero, che ha dovuto adempiere agli accordi presi in precedenza attivando il riscatto obbligatorio.

Le cifre complessive dell’operazione sono destinate a pesare in maniera significativa sulle strategie finanziarie della Continassa. La dirigenza juventina ha versato 3,3 milioni di euro per il prestito oneroso, a cui si aggiungono ben 40,6 milioni di euro per l’obbligo di riscatto, una somma che la società bianconera potrà fortunatamente dilazionare in quattro rate. Il problema principale, tuttavia, risiede nel fatto che il centravanti ex Lipsia è un calciatore che praticamente non è mai stato impiegato all’interno delle rotazioni della squadra.


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I numeri dell’ultimo scorcio di stagione fotografano una bocciatura totale. Nelle ultime 11 partite ufficiali, Openda ha collezionato la miseria di appena quattro minuti. Una sparizione dai radar che non è stata minimamente causata da problemi fisici o infortuni, ma dovuta esclusivamente a una precisa scelta tecnica: Spalletti proprio non lo vede e non lo ritiene minimamente funzionale al proprio sistema di gioco.

Davanti a questa situazione di totale esubero, il classe 2000 ha ormai il tempo contato a Torino. La missione principale sarà quella di trovargli una sistemazione immediata all’estero. Riuscire a rivenderlo subito senza generare una sanguinosa minusvalenza a bilancio rappresenta una vera e propria impresa, che la Juventus dovrà portare a termine per non bloccare il mercato in entrata.

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