Cagliarinews24
·22 settembre 2026
Pedullà esalta il Cagliari di Pisacane: «Ha dato un senso alla squadra, il suo lavoro è enorme»

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Tramite un video pubblicato sul proprio canale YouTube, Alfredo Pedullà ha dedicato ampio spazio al momento del Cagliari, protagonista di un avvio di stagione particolarmente positivo. Il giornalista ha evidenziato soprattutto il lavoro di Fabio Pisacane, inserendolo tra gli allenatori che stanno meritando maggiore attenzione insieme a Gennaro Gattuso e Massimiliano Alvini.
Pedullà ha sottolineato la capacità del tecnico rossoblù di valorizzare i giocatori a disposizione, citando in particolare Daniel Maldini, oltre alla solidità e alla crescita tattica mostrate dal Cagliari nelle prime gare contro Inter, Lecce, Atalanta e Udinese.
PISACANE – «Il lavoro che sta facendo Pisacane a Cagliari è enorme. Dispiace vedere che venga dato poco spazio a chi non ha particolari sponsor mediatici, perché lui sta facendo qualcosa che in Italia fanno in pochi. Lo aveva già dimostrato e ha saputo valorizzare tutti i giocatori che potevano essere valorizzati».
MALDINI – «Ha fatto giocare Maldini e, a proposito, secondo me non può fare il centravanti. Lo dico con grande rispetto per chi lo ha utilizzato in quella posizione, ma Maldini deve giocare defilato, sfruttando le sue qualità, i suoi colpi, il talento e cercando continuità nelle prestazioni. Altrimenti non avrebbe senso».
CAGLIARI – «Pisacane ha fatto bene, ha dato un senso al Cagliari. Non fermiamoci soltanto ai 12 punti, ma guardiamo anche le partite: contro l’Inter è uscito a testa alta, forse a Udine ha raccolto più di quanto meritasse, mentre a Bergamo ha disputato una gara perfetta e contro il Lecce, anche dal punto di vista tattico, avrebbe meritato di vincere. E infatti l’ha fatto bene».
ALLENATORI – «Bisogna parlare anche di quegli allenatori che non hanno amici, sponsor o spinte mediatiche e che finiscono sui giornali soltanto quando riescono a vincere quattro partite consecutive. Parliamone, perché è semplicemente la cosa più corretta da fare. Sarebbe poco onesto non riconoscere il lavoro che stanno portando avanti e, invece, se ne parla ancora troppo poco».







































