Trevisani: «Pochi hanno davvero capito quanto talento ha Maldini! Il Cagliari farà una grande plusvalenza con Romano» – ESCLUSIVA | OneFootball

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·26 settembre 2026

Trevisani: «Pochi hanno davvero capito quanto talento ha Maldini! Il Cagliari farà una grande plusvalenza con Romano» – ESCLUSIVA

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Riccardo Trevisani ci ha concesso un’intervista esclusiva nel corso della quale ha parlato dell’avvio del Cagliari, di Alessandro Romano e Daniel Maldini e non solo

Riccardo Trevisani è uno dei volti più riconoscibili e autorevoli del giornalismo sportivo italiano oltre che uno dei telecronisti di punta del nostro paese. Nella giornata odierna ci ha concesso un’intervista esclusiva per parlare del momento vissuto dal Cagliari di mister Fabio Pisacane. Tra i vari temi trattati il momento vissuto da Alessandro Romano e Daniel Maldini, il percorso con i rossoblù e tanto altro ancora. Le sue parole:

L’inizio della stagione del Cagliari è andato oltre le più rosee aspettative. Secondo lei qual è il segreto di questa squadra?


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«E’ evidente che il Cagliari si basa sul non prendere gol, sulla fase difensiva e su un grande portiere come Caprile. La solidità che sta avendo e i zero gol subiti sono davvero tanta roba. Poi è chiaro che i dati ci dicono anche che ci sono dei numeri dai quali si capisce che c’è stata anche un pizzico di fortuna. La bravura e la fase difensiva della squadra di Pisacane, oltre ad un pizzico di fortuna, ti portano a essere dopo cinque giornate in quella posizione. Siamo ad un decimo di campionato e ad essere la squadra come miglior difesa, poi non so se il Cagliari avrà la miglior difesa alla fine, ma di sicuro stiamo parlando di una squadra che ha una buona idea di come difendere e anche un grande portiere».

Uno dei principali protagonisti fin qui è stato Daniel Maldini tra la polemica per la guida in stato di ebbrezza e i tre gol consecutivi. Cosa ne pensa del suo momento?

«Io penso che l’extra campo quando c’è un cognome come quello di Maldini venga sempre tirato in ballo anche spesso a sproposito. Io lo conosco, è un ragazzo assolutamente simpatico e per bene ed è un ragazzo che ha un talento smisurato che probabilmente per le pressioni, il cognome e le rotture di scatole, non era riuscito completamente a tirar fuori. Secondo me è un ragazzo che ha un talento che pochissime persone hanno capito, non ci si è resi conto bene di che talento abbia Daniel Maldini. Non parlo di fare tre gol, parlo proprio di saper giocare a calcio ad altissimo livello, è un giocatore talentuosissimo che vede cose che vedono in pochi! Ho trovato molto centrata la scelta del Cagliari di prendere lui al posto di Esposito, perché l’altro giocatore che volevo citare che ha quelle caratteristiche di visione di gioco particolare, di grande tecnica e qualità, è proprio Sebastiano Esposito. Nel calcio non succede frequentemente di centrare così tanto un acquisto. Spesso le squadre cercano due giocatori e i due giocatori non si somigliano per niente. E invece la sostituzione di Esposito con Maldini è molto azzeccata, molto centrata per tutte le ragioni che dicevo in precedenza. Quindi sono stati molto molto bravi. Io non sottovaluterei neanche Mendy nell’attacco del Cagliari, ha fatto meno gol ma per me si sta rivelando già dall’anno scorso, ma quest’anno è una vera certezza. Penso che gli altri perderanno il posto, Kevin Carlos e compagnia dovranno faticare perché Mendy è un ragazzo molto giusto e molto forte»

L’altro volto principale dei rossoblù finora è Alessandro Romano. L’ha sorpresa l’exploit del centrocampista classe 2006?

«Guarda, ti dico la verità, se ti dicessi che mi ha sorpreso ti direi una bugia perché è un giocatore eccellente. A volte le squadre, come la Roma, magari devono puntare su giocatori più pronti, e quindi si fanno scappare dei talenti per guadagnare o racimolare dei soldi che poi possono servire per prendere giocatori, appunto, più pronti. E le squadre sveglie, e il Cagliari in questo è sveglissimo, se ne accorgono. L’anno scorso l’hanno fatto con la valorizzazione di Palestra, quest’anno con Romano. Devo dire che prima Angelozzi, poi Accardi, sono stati veramente molto bravi a trovare questo tipo di situazioni. Io credo che Alessandro Romano sia destinato a fare il titolare al Cagliari, in squadre più grandi del Cagliari e che possa giocare anche in Nazionale. Questo anche se dovesse andare male la partita contro il Belgio. È un giocatore troppo forte per non riuscire a fare una grande carriera, lo è sia a livello di testa, sia a livello di gioco. Ha un gran piede, un gran fisico, e anche grandi letture. Da quello che ho capito, Mancini lo vuole mettere perno centrale, io lo vedo più in un centrocampo a due o mezzala, sinceramente. Però troppe volte ho visto allenatori inventarsi i giocatori in quel ruolo, e quindi mi rimetto alla loro volontà; da D’Agostino con Malesani, Pirlo con Ancelotti, Brozovic con Spalletti. Quindi, se Mancini ci ha visto qualcosa, ci dobbiamo fidare. Penso che Romano farà una carriera strepitosa e complimenti al Cagliari che farà una mega plusvalenza».

Ha fatto rumore la mancata convocazione in Nazionale di Elia Caprile. Cosa ne pensa di questa decisione del CT Roberto Mancini?

«Mi ha sorpreso perché io credo che sia, come dicevo anche in apertura di intervista, un portiere molto forte. Dopodiché, credo che Caprile abbia già avuto delle convocazioni, e quindi magari ci fosse più urgenza di vedere degli altri. Perché non penso che la Nazionale di queste prime partite sarà la Nazionale definitiva. Ci saranno vari esperimenti per arrivare poi a quella che penso si presenterà alle qualificazioni per il 2028 e poi che possa andare al Mondiale, speriamo del 2030, quindi ci sarà tempo e modo per valutare Caprile. Credo che se dovesse continuare in questa maniera non ci sarebbero grandi dubbi sulla sua eventuale convocazione. Rimango dell’idea che per me, se devo dire i primi tre punti di forza del Cagliari, forse per primo all’interno dei primi tre dico Caprile».

Oltre a loro due quali sono gli altri giocatori del Cagliari che l’hanno sorpresa maggiormente in queste prime partite della stagione?

«Ti cito subito Adopo! Quando si parla degli allenatori, delle capacità di migliorare i giocatori, io credo che il lavoro sia fondamentale. Sono sempre stato un grande fan degli allenatori che migliorano i calciatori e sono sempre stato uno che ha guerrigliato contro gli allenatori da instant team, quelli che lavorano poco, che fanno poche cose per cercare di far crescere i ragazzi. Io credo che il lavoro su Adopo di Pisacane sia incredibile, oggi è un giocatore che è passato da faticatore, da portatore d’acqua, diciamo così, ad essere anche in giocatore del quale si vedono le doti techine. Può fare spesso la mezzala ed è anche diventato continuo dal punto di vista tecnico. Mi sembra veramente una sorta di capolavoro, perché sta diventando una specie di Nainggolan quando prima era un giocatore molto più basico dal punto di vista tecnico, era uno che correva, che recuperava, ma che non si era mai segnalato per cose tecniche. Ora invece l’ho visto migliorare tanto sotto la guida di Pisacane e mi ha sorpreso molto. Un altro che ti dico è Obert, che quando era arrivato non mi rubava l’occhio ed è invece un altro che ha avuto una grande crescita secondo me».

Fabio Pisacane si sta confermando un allenatore molto preparato. Le piacciono l’approccio e la comunicazione del tecnico?

«Mi piace molto il fatto che lui sappia, avendo lavorato con i giovani, come comunicare oggi con i ragazzi, una cosa che è difficile da sottovalutare. Nel mondo di oggi, il quale è estremamente comunicativo, gli allenatori come Pisacane e De Rossi mi piacciono molto, gente che dice la verità, che parla chiaro. Pisacane poi ha quella chiarezza che secondo me ti porta sempre un vantaggio in campo, se tu sei chiaro con i tuoi giocatori, poi dopo hai una ripercussione positiva sulla squadra. Mi piace il suo modo di comunicare diretto. Poi magari ci saranno delle volte in cui le cose non andranno bene, degli errori o altro, però di base chi comunica parlando di calcio e dicendo cose vere avrà sempre la mia stima».

Dopo cinque giornate in testa alla classifica ci sono Roma, Inter e Lazio, che ne pensa del loro percorso fin qui? Juventus e Milan me vede già fuori dalla lotta per lo scudetto?

«La Lazio è stata molto sorprendente perché era arrivata all’inizio della stagione con pochissime aspettative, e anche con un brutto clima attorno. Però Gattuso è molto bravo, per me è un allenatore molto sottovalutato, e sta facendo grandi cose e quindi la squadra più sorprendente a 13 punti è sicuramente quella. La Roma è in crescita, con un allenatore che migliora tutti e che fa cose miracolose da tutta la carriera. Gasperini ha portato l’ultima volta il Genoa in Europa League, l’ultima volta l’Atalanta in Champions League e ha riportato la Roma dopo otto anni in Champions League: dove arriva Gasperini succedono cose, belle di solito. L’Inter di Chivu gioca bene, è la squadra più forte, se vuole fare 100 punti per me li farà in questo campionato. Non so se riuscirà a farli, e non so come andrà in Champions (e anche quella è una cosa importante per avere un parametro), però sono due squadre che giocano benissimo e sono molto molto divertenti. Milan e Juve non le vedo per lo scudetto, sinceramente, sicuramente non il Milan. Ho dato qualche percentuale qualche settimana fa: press’a poco alla Juve, un 5%. E metto dentro alla corsa per il titolo anche il Como perché secondo me è una squadra formidabile con un allenatore fortissimo, che se non si incastra in Champions o non trova sempre un Palmisani versione nazionale contro, allora può competere».

Si ringrazia Riccardo Trevisani per la gentilezza, la disponibilità e la cordialità dimostrate in questa intervista

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