Perrotta: “Totti? Lo metto al primo posto con Zidane. Penso sia il giocatore più forte che il calcio italiano abbia mai espresso” | OneFootball

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·13 giugno 2026

Perrotta: “Totti? Lo metto al primo posto con Zidane. Penso sia il giocatore più forte che il calcio italiano abbia mai espresso”

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Simone Perrotta, ex calciatore della Roma, è tornato a parlare dei giallorossi ma in particolare del Capitano, Francesco Totti

Durante un’intervista a Cronache di Spogliatoio, l’ex centrocampista giallorosso, ha preso parte al format della ‘piramide‘. Il gioco consiste nello schierare i suoi ex compagni di squadra in quattro fasce ben distinte: quattro posti in ultima fascia, tre in terza, due in seconda e solo uno al vertice.


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Perrotta: “Totti? Se voleva mandare il pallone in un buco da 50 metri, ci riusciva”

L’ex giallorosso ha schierato Cassano (con cui ha condiviso anche l’esperienza al Bari) in terza fascia:

Parliamo di un talento, ma se immagino chi sono gli altri…“.

Poi è stato il turno di Henry, posizionato in seconda fascia, Pellissier, in quarta, e Del Piero, in terza. Poi su De Rossi:

Fare la griglia è complicato, immagino gli altri… ma mettiamolo in terza fascia“.

Quarta fascia invece per Amauri, poi è arrivato il momento di occupare la posizione al vertice: Zidane, con annesso aneddoto di orologio regalato a tutti i suoi compagni dal centrocampista francese dopo la vittoria del Pallone d’Oro. Quarta fascia anche per Biehroff, ma poi è arrivato il turno di Francesco Totti:

“Sapevo che me lo avreste chiesto, lo metto al primo posto con Zidane. Penso sia il giocatore più forte che il calcio italiano abbia mai espresso, insieme a Roberto Baggio. Ho avuto modo di apprezzarlo in 10 anni, era un giocatore dall’intelligenza tattica incredibile e tecnicamente non devo dirlo io perché l’ha dimostrato in tutta la sua carriera… Se voleva mandare il pallone in un buco da 50 metri, ci riusciva. Giocandoci insieme ti rendevi conto che bastava dargli mezzo metro e o si girava e calciava in porta, facendo gol, o capiva di avere il difensore attaccato e quindi ti serviva di prima. Questo ti fa capire che servono qualità tecniche per fare determinate cose, ma se non hai anche un’intelligenza tattica la qualità poi viene meno”.

Infine, è stato il suo turno: e Perrotta ha deciso di mettersi in ultima fascia: “Sono molto soddisfatto della carriera che ho fatto. Potevo vincere di più in alcuni momenti, ma poteva andarmi anche peggio. Quelli che avete citato sono sicuramente migliori di me”.

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