Portogallo, Ronaldo sul ritorno in Nazionale: “Ultimo capitolo? Non lo so. Sento l’amore del mio popolo” | OneFootball

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·23 settembre 2026

Portogallo, Ronaldo sul ritorno in Nazionale: “Ultimo capitolo? Non lo so. Sento l’amore del mio popolo”

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Dal ritiro della Nazionale lusitana, Cristiano Ronaldo si è concesso a una lunga e articolata conferenza stampa. Tra la rincorsa a un traguardo statistico senza precedenti, il legame con la tifoseria del Portogallo, la gestione delle energie sotto la guida del nuovo CT Jorge Jesus e la riflessione sull’imminente finale di carriera, il fuoriclasse dell’Al-Nassr ha fissato la rotta per i prossimi impegni internazionali.

Intanto, per il nuovo selezionatore CR7 è IL simbolo: partirà titolare nella prima gara di Nations League contro il Galles.


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Ronaldo, le missioni per il futuro e il traguardo dei 1000 gol

Ronaldo delinea chiaramente i suoi traguardi ma ci tiene a precisare di non voler cadere nelle trappole dell’ossessione numerica: “Le missioni ora sono due: vincere la Nations League e raggiungere i 1000 gol in carriera. Sarà questo il mio ultimo capitolo? Forse, non lo so. Questa potrebbe essere la mia ultima stagione. Ma non lo so. Se il mio corpo me lo permetterà, e se anche la mia mente lo farà, e se sarò ancora in buona forma, allora non lo so. Non so cosa accadrà. Sto ancora dimostrando di essere all’altezza di stare qui“.

Sulla rincorsa all’obiettivo 1000 gol –  “Voglio raggiungerlo, e lo raggiungerò… ma è un’ossessione? No. Non faccio mai le cose per ossessione, perché quando le cose diventano un’ossessione, non vanno nel modo in cui vogliamo che vadano“.

Sulla Nations League –Sono felice. È una nuova competizione e sono entusiasta di iniziare. Abbiamo quattro partite in 15 giorni e sappiamo che sarà un periodo molto impegnativo. Avremo bisogno di ogni giocatore“.

La gestione con Jorge Jesus e il ruolo in squadra

L’attaccante si dichiara pronto a mettersi al completo servizio delle decisioni del nuovo Commissario Tecnico: “Ho lavorato prima con Jorge Jesus. E so che il calcio sarà più offensivo, ma la cosa più importante è vincere, sempre. Sono completamente pronto a giocare. Se l’allenatore vuole che inizi la partita in panchina, sono pronto anche per quello. Anche se non gioco nella partita, non ci sarà nessun problema. Si tratta di gestire la rosa, e questa è una responsabilità dell’allenatore. Qualunque cosa l’allenatore richieda da me con la nazionale, che si tratti di giocare, uscire, entrare, uscire di nuovo, o addirittura non giocare affatto…sono a disposizione. L’orgoglio che provo nel rappresentare il Portogallo è maggiore di quello di qualsiasi altro giocatore internazionale“.

La forma fisica –Avremo quattro partite in 15 giorni e sappiamo che sarà un periodo molto impegnativo. Avremo bisogno di ogni giocatore. Sono certo di una cosa: non giocherò 90 minuti in tutte e quattro queste partite“.

Gli attacchi dei media e l’affetto dei tifosi portoghesi

Il capitano del Portogallo manda un messaggio chiaro a chi mette in discussione il suo rendimento: “So benissimo che alcuni media si divertono ad attaccarmi e cercano da anni di ‘uccidermi’. Ma questo non funzionerà mai. Quello che però resta inciso nella mia memoria sono le persone che mi amano, non quelle che non mi amano. Quello che posso controllare, lo controllo, e quello che non posso controllare, non lo faccio. Sento tanto amore dalla gente portoghese. E non è per via di mezza dozzina di persone che non mi vogliono bene che smetterò di sentire l’amore della gente“.

Se il Portogallo non vuole più fare affidamento su di me, posso andarmene già da oggi. Non ho problemi con questo. O anche il presidente: quando non vorranno più fare affidamento su di me nella nazionale, sarò il primo a parlarne con loro. Se fanno affidamento su di me, io faccio affidamento su di loro. E il popolo portoghese fa affidamento su di me. È per questo che continuo a giocare per la nazionale“.

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