Calcionews24
·11 maggio 2026
Premier League, l’Arsenal e il paradosso dei corner: il titolo passa per un fischio “ritardatario”

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C’è un’ironia sottile, quasi beffarda, nel fatto che l’Arsenal — la squadra che più di ogni altra ha trasformato i calci d’angolo in una sorta di esibizione in stile WWE — stia per vincere la Premier League grazie a una decisione arbitrale che punisce proprio quel tipo di gioco. Al London Stadium, il gol annullato al West Ham per un fallo su David Raya ha scoperchiato il vaso di Pandora sulla gestione dei blocchi in area. Se questo è il nuovo standard di giudizio, allora l’intera stagione andrebbe rigiocata, poiché i Gunners hanno costruito le loro fortune su contatti identici, se non più marcati. Ecco le considerazioni di Amos Murphy su Express.
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L’ostruzione di Pablo su Raya è fallo: l’attaccante trattiene il braccio del portiere impedendogli la presa. Ma il calcio non è fatto di istanti isolati. Se guardiamo l’azione completa, il campo si trasforma in una mischia da football americano: Declan Rice cintura Mavropanos in un “placcaggio” da rugby, Odegaard trattiene Todibo (il quale a sua volta afferra la maglia di Raya), mentre Trossard lotta al limite del regolamento. Cronologicamente, prima ancora che il pallone entrasse in area, Soucek era già a terra dopo un contatto con Havertz.
Almeno cinque episodi passibili di fischio sono avvenuti contemporaneamente, ma solo uno è stato ritenuto degno di intervento. La spiegazione arrivata da Stockley Park ha lasciato interdetti: il contatto Rice/Mavropanos non è stato punito con il rigore perché avvenuto dopo il disturbo su Raya. Eppure, i replay mostrano chiaramente come Rice avesse già le mani sui fianchi dell’avversario prima che Pablo toccasse il portiere. È qui che risiede il problema: l’applicazione della legge è stata ondivaga per tutto l’anno.
L’Arsenal ha testato i limiti del regolamento fin dalla prima giornata (si ricordi il gol vittoria a Old Trafford), beneficiando di quella libertà concessa dagli arbitri nel traffico dell’area. Al London Stadium, la classe arbitrale ha esposto la propria fragilità: punire oggi ciò che è stato permesso per 36 giornate è un’ammissione di colpa.







































