Celtic Shorts
·27 agosto 2026
Prezzo della responsabilità: Celtic, rifondare i vertici e i tifosi

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LASK vs Celtic, Linz 25 agosto 2026 – UEFA Champions League, spareggio, la delusione di Luke McCowan, Reo Hatate e Kasper Hogh. GEPA pictures/Manuel Binder/ IMAGO
Nell’immediato e rovente dopopartita della catastrofica capitolazione per 5-1 del Celtic contro il LASK a Linz, ho scritto un pezzo con un titolo che non nasceva da parole scelte a effetto, ma che la realtà imponeva: ABDICAZIONE TOTALE. Era un’espressione scelta volutamente per il suo doppio significato: per riflettere la resa strutturale assoluta a cui abbiamo assistito in campo e per sfidare direttamente la classe dirigente scollegata e irresponsabile che oggi siede nella sala del consiglio di Parkhead.

1 marzo 2026; Ibrox, Scottish Premiership, Rangers contro Celtic; Chris McKay e Michael Nicholson del Celtic arrivano prima della partita. Vagelis Georgariou
Le conseguenze di quell’articolo erano del tutto prevedibili. Nella camera dell’eco online, impulsiva e istintiva, del calcio moderno, offrire una critica profonda e strutturale porta spesso a essere fraintesi. Dopo la mia iniziale analisi tattica dell’assetto societario del club, alcuni elementi reazionari della tifoseria mi hanno frettolosamente etichettato come un “difensore del consiglio d’amministrazione”.
Resto fermamente convinto di ogni singola parola. Michael Nicholson e Chris McKay devono andarsene. Se possiedono anche solo un briciolo di dignità professionale e rispetto per la storica istituzione che amministrano, dovrebbero dimettersi. In caso contrario, devono essere licenziati.

L’uomo d’affari Dermot Desmond colpisce dal tee della seconda buca nel primo giorno dell’Alfred Dunhill Links Championship 2025 all’Old Course il 2 ottobre 2025 a St Andrews, Scozia. (Foto di Luke Walker/Getty Images)
Per questo imploro Dermot Desmond di farsi avanti, sanare questa frattura crescente e fare la cosa giusta per il nostro club. In quanto custode del potere ultimo all’interno di Celtic PLC, la responsabilità di rompere il silenzio e guidarci fuori da questa crisi ricade su di lui.
Il disastro per 5-1 in Austria non è stato un’anomalia tattica isolata; è stata l’inevitabile conseguenza sportiva di una strategia aziendale isolata. Da anni, le operazioni quotidiane e i meccanismi finanziari sono stati delegati a un CEO e a un CFO che guardano il club esclusivamente attraverso una lente fiscale.

3 maggio 2026; Easter Road, Scottish Premiership, Hibernian contro Celtic; Brian Wilson, Michael Nicholson e Chris McKay del Celtic. Foto Vagelis Georgariou
Mentre McKay gestisce enormi riserve di liquidità e bilanci, la rosa è stata lasciata sistematicamente esposta sulla scena europea.
Eppure, mentre si posa la polvere sul disastro di Linz, all’interno del nostro stesso tifo è emersa una tendenza profondamente preoccupante che richiede con urgenza un bagno di realtà. Da un giorno all’altro, una minoranza tossica della tifoseria è sprofondata in un vitriolo personale e anonimo, scegliendo di usare singoli giocatori come capri espiatori.

Luke McCowan del Celtic reagisce dopo la partita LASK v Celtic, UEFA Champions League, turno playoff, gara di ritorno, calcio, Raiffeisen Arena, Linz, Austria – 25 ago 2026 Linz Raiffeisen Arena. Foto Michael Zemanek/Shutterstock IMAGO
Gli abusi sono diventati così gravi che Luke McCowan—tifoso del Celtic da sempre e giocatore del club che ama—è stato costretto a disattivare completamente i suoi social media per proteggere la propria serenità.
Sia chiaro una volta per tutte: esiste un confine netto e invalicabile tra l’analizzare il rendimento professionale in campo e l’esercitare crudeltà personale. L’apparizione di McCowan dalla panchina è stata un incubo calcistico, ma prendere di mira la sua persona da dietro un nome utente falso supera un limite che nessun vero tifoso del Celtic dovrebbe mai oltrepassare.

Cameron Carter-Vickers del Celtic e Luke McCowan del Celtic. LASK v Celtic, UEFA Champions League, turno playoff, gara di ritorno, calcio, Raiffeisen Arena, Linz, Austria – 25 ago 2026 Linz Raiffeisen Arena: Foto Michael Zemanek/Shutterstock
Se vogliamo davvero riportare questo club allo standard che gli compete e tutelarne l’eredità, dobbiamo imparare da questo disastro. Distruggere singoli giocatori non risolve nulla.
Una vera riforma richiede una rifondazione dirigenziale al vertice assoluto: un modello di leadership che colmi finalmente il gelido divario tra la finanza aziendale e la realtà del calcio. Dermot Desmond ha il potere di introdurre quel modello.

Peter Lawwell, presidente del Celtic, Dermot Desmond, direttore non esecutivo del Celtic, e Michael Nicholson, CEO del Celtic, sono presenti prima della partita di Premiership tra Celtic FC e Rangers FC al Celtic Park il 16 marzo 2025. (Foto di Ian MacNicol/Getty Images)
Non abbiamo bisogno di altri amministratori distaccati attaccati ai fogli di calcolo. Abbiamo bisogno di una leadership visionaria, che metta il calcio al primo posto, dotata sia di peso aziendale sia di una comprensione profonda di ciò che richiede la maglia biancoverde.

1989: Ritratto di Paul Elliott del Pisa mentre mangia un gelato a Pisa, Italia. Foto: Ben Radford/Allsport

1989: Paul Elliott si rilassa a casa a Pisa, Italia. Foto Ben Radford/Allsport
Il progetto per quella rinascita esiste. Immaginate un consiglio d’amministrazione guidato da Paul Elliott CBE come Chief Executive Officer. Elliott è un uomo che conosce il peso delle aspettative di Parkhead da ex Calciatore scozzese dell’anno, ma il suo curriculum moderno vanta anche autorevolezza amministrativa di altissimo livello come vicepresidente del Charlton Athletic e consigliere speciale della FA inglese.

I giocatori del Celtic Henrik Larsson e Ramon Vega festeggiano la vittoria del campionato dopo la partita di Scottish Premier League contro il St Mirren al Celtic Park. Foto: Tom Shaw /Allsport
Abbinate alla sua governance strutturale qualcuno come Ramon Vega nel ruolo di Chief Financial Officer: un’icona vincitrice del Treble, con una laurea in banking and finance conseguita a Zurigo e alla guida di società globali di asset multimilionari.
Portare al club figure di questo calibro è assolutamente alla portata finanziaria del Celtic e, per uomini che hanno già costruito una ricchezza indipendente, la motivazione sarebbe il prestigio e la passione, non uno stipendio aziendale.
Una coppia Elliott-Vega sanerebbe immediatamente la frattura con una tifoseria alienata, sostituendo l’isolamento societario con pedigree calcistico d’élite e competenza finanziaria globale.
Scrivere queste critiche non mi dà alcuna soddisfazione. Come ogni tifoso, sogno i giorni in cui la mia rubrica sia una celebrazione incontaminata del bel calcio e dell’armonia nei vertici societari. Ma amare davvero un’istituzione significa pretendere da essa lo standard che merita.
Colin Dempster
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Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🏴 qui.







































