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·30 settembre 2026

Pronto a rilevare il FC Nantes, qual è il vero passato di Paulo Tavares?

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Un’inchiesta pubblicata nel 2019 da France 3 Hauts-de-France, in collaborazione con Mediapart e Mediacités, aveva esaminato il percorso dell’intermediario portoghese, in particolare il suo coinvolgimento nel progetto di acquisizione del Neuchâtel Xamax, un club svizzero dichiarato fallito pochi mesi dopo.

Secondo le informazioni pubblicate martedì sera da L’Équipe, da allora sarebbe stato firmato un protocollo d’intesa tra la famiglia Kita e Phenix Sports Invest, la struttura guidata da Paulo Tavares. Il progetto, che riunirebbe investitori francesi, portoghesi e lussemburghesi, sarebbe valutato intorno ai 100 milioni di euro bonus esclusi e deve ancora superare diverse fasi, in particolare davanti alla DNCG.


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Un intermediario già presente in diversi progetti di acquisizione

Paulo Tavares non è uno sconosciuto nel mondo del calcio. Nell’inchiesta pubblicata da France 3, veniva presentato come un intermediario portoghese di 55 anni, consulente abituale del canale L’Équipe e soprattutto come uno dei volti del progetto di acquisto del Valenciennes portato avanti dalla società svizzera III Sport Invest ed Éric Besson.

All’epoca, Tavares spiegava di voler svolgere un ruolo di consulente per il futuro proprietario e metteva in evidenza le sue reti internazionali. Il progetto valenciennese alla fine non si è concretizzato. Oggi il portoghese torna nuovamente in primo piano in un progetto di acquisizione, questa volta per uno dei club più storici del calcio francese.

Ma è soprattutto la sua esperienza con il Neuchâtel Xamax a colpire nel suo percorso.

Neuchâtel Xamax, un’avventura finita con un fallimento

Nel 2011, Paulo Tavares si avvicina a Bulat Chagaev, uomo d’affari ceceno residente in Svizzera e allora vicepresidente del Terek Grozny. Pochi mesi prima, i due avevano già collaborato all’organizzazione di una partita spettacolare a Grozny, con la partecipazione tra gli altri di Diego Maradona, Luis Figo, Jean-Pierre Papin, Franco Baresi, Ivan Zamorano e Fabien Barthez.

La collaborazione tra i due uomini assumerà poi un’altra dimensione. Chagaev diventa azionista di maggioranza del Neuchâtel Xamax il 30 aprile 2011 e affida a Tavares una parte del reclutamento del club. Il portoghese porta in particolare il brasiliano Sonny Anderson nel ruolo di allenatore.

Ma l’esperienza si trasforma rapidamente in un disastro. Secondo l’inchiesta, Chagaev si ritrova senza finanziamenti dopo essere caduto in disgrazia in Cecenia. La sua gestione del club viene anche descritta come autoritaria, con in particolare partenze all’interno dello staff e tensioni con alcuni giocatori.

Il 26 gennaio 2012, il Neuchâtel Xamax viene ufficialmente dichiarato fallito. Bulat Chagaev sarà poi condannato in Svizzera in questa vicenda, anche se la sentenza d’appello menzionata nell’inchiesta è stata successivamente annullata dal Tribunale federale. Da parte sua, Paulo Tavares ha dichiarato a France 3 di non essere mai stato pagato dall’uomo d’affari ceceno e assicura di non avere più contatti con lui.

Un punto essenziale da ricordare: l’inchiesta non presenta Tavares come il proprietario o il dirigente responsabile del fallimento del Neuchâtel Xamax. Interveniva come consulente e nel reclutamento accanto a Chagaev. Il club era controllato da quest’ultimo al momento del fallimento.

Il suo passaggio degno di nota al Monaco

Dopo l’episodio svizzero, Paulo Tavares prosegue la sua attività nel calcio e si avvicina all’AS Monaco. I documenti dei Football Leaks consultati da France 3 mostrano che disponeva allora di un accesso importante alla dirigenza monegasca, in particolare presso Vadim Vasilyev.

L’inchiesta torna in particolare sul suo intervento in diversi dossier. Quello di Marcel Tisserand occupa un posto importante. Nel 2013, Tavares e Samir Khellafi trasmettono al Monaco una proposta di rinnovo del difensore, accompagnata da una commissione e da un «premio eccezionale di rinnovo» di 350.000 euro, poi ridotto a 300.000 euro.

France 3 rileva che questa somma superava, secondo la sua analisi, il limite legale applicabile alle commissioni degli agenti in questo tipo di operazione. La somma di 300.000 euro viene quindi fatturata da Gestisoccer, la società di Tavares, sotto forma di un contratto di scouting destinato ufficialmente a individuare giocatori in Portogallo e nell’Europa occidentale.

Il dossier è contestato da Tavares. Interrogato dai giornalisti, assicura che il contratto di scouting corrispondeva a prestazioni reali e nega che sia servito a mascherare una commissione legata a Tisserand. Anche l’AS Monaco aveva difeso il principio di questi contratti di prestazione di servizi, spiegando che corrispondevano a esigenze specifiche del club.

Leonardo Jardim, Adama Traoré… una rete importante a Monaco

L’inchiesta mostra anche l’importanza assunta da Tavares in diverse operazioni del Monaco. Partecipa in particolare all’arrivo di Leonardo Jardim sulla panchina dell’ASM nel 2014. Lavora allora con l’agente portoghese Nelson Almeida e con un agente francese, François Héritier, necessario per le questioni legate alla normativa francese.

Pochi mesi dopo, Tavares interviene anche nel trasferimento di Adama Traoré, giovane centrocampista del LOSC, al Monaco. I due club si accordano infine su una transazione di 12 milioni di euro, mentre Gestisoccer riceve una commissione del 5%, cioè 600.000 euro al netto dell’IVA, secondo i documenti citati da France 3.

Tavares sarà coinvolto anche nel trasferimento di Djibril Sidibé tra Lille e Monaco l’anno successivo.

«Non sono un filantropo»

L’inchiesta descrive infine un uomo che si assume pienamente la dimensione finanziaria della sua attività. Tavares spiegava all’epoca di intervenire come consulente e di cercare di essere remunerato per le operazioni a cui contribuiva.

«Non sono un filantropo, sono qui per guadagnare soldi», dichiarava allora a France 3. Spiegava anche di voler beneficiare di contratti indicizzati sulla plusvalenza generata dalle operazioni a cui partecipava.

Il suo percorso è segnato anche da tensioni con alcuni dei suoi partner. Nel 2016, l’agente portoghese Nelson Almeida annuncia in particolare di aver cessato la collaborazione con lui e gli rimprovera di aver continuato a intervenire in nome di giocatori legati alla sua agenzia. Tavares contesta questa versione e afferma, da parte sua, che Almeida gli doveva del denaro su alcune commissioni.

Un passato che accompagna ormai il progetto di Nantes

Più di sette anni dopo questa inchiesta, Paulo Tavares si ritrova dunque a una svolta importante della sua carriera. Dopo diversi progetti di acquisizione che non sono andati a buon fine, in particolare a Valenciennes e Saint-Étienne, sarebbe ormai vicinissimo a prendere il controllo del FC Nantes. L’Équipe indica che è stato firmato un protocollo d’intesa e che l’operazione deve ancora essere esaminata dal comitato aziendale e dalla DNCG.

Il suo passato non consente ovviamente, da solo, di prevedere il successo o il fallimento del progetto di Nantes. Ma il suo percorso, documentato dai Football Leaks e dall’inchiesta di France 3, comprende diversi episodi che saranno inevitabilmente esaminati con attenzione mentre si prepara potenzialmente a succedere a Waldemar Kita.

Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🇫🇷 qui.

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