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·4 ottobre 2026
PSG e Francia, Doué è schietto sul futuro

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·4 ottobre 2026

Désiré Doué, attaccante 21enne del Paris Saint-Germain, ha parlato ai microfoni di Téléfoot della sua volontà di migliorare sotto porta. Il numero 14 parigino si assume i rischi legati al suo gioco e individua un ambito di lavoro preciso: diventare più efficace e più lucido per finalizzare meglio le sue occasioni.
«Sono un giocatore a cui piace creare molti pericoli, provare a inventare, puntare l’uomo e prendersi dei rischi. A volte può esserci un po’ di spreco, ma il mio obiettivo è la prestazione. Quando posso aiutare la squadra, come ho fatto nelle ultime partite, sono molto contento»
Il PSG ha bisogno di giocatori capaci di mandare fuori equilibrio una difesa, e questa assunzione di rischio ha inevitabilmente un costo. Un dribbling non riuscito, quindi, non racconta sempre la stessa cosa di un pallone perso nel tentativo di fare una giocata inutilmente complicata. Il vero lavoro da fare sta nella scelta: capire quando puntare l’uomo, quando combinare e quando semplificare. È lì che l’audacia può diventare più redditizia.
Doué stesso mette l’utilità collettiva al centro del suo discorso. Questo invita a giudicare le sue iniziative in base a ciò che portano alla squadra, con rigore sulla loro pertinenza. Lo zero errori è affascinante sulla carta. In campo, però, una serie di passaggi comodi può anche lasciare la difesa avversaria perfettamente tranquilla. Per Parigi, la sfida è conservare questa capacità di creare pericolo migliorando al tempo stesso la qualità delle decisioni.
«Ho voglia di segnare per aiutare la squadra. Ho già segnato, nella finale di Supercoppa (contro l’Aston Villa), ma serve molto di più, lo so. Sto lavorando in questa direzione e so che quando succederà, poi andrà tutto di seguito. I miei margini di miglioramento? L’efficacia. Riesco a crearmi belle occasioni. Ora devo lavorare anche sulla mia lucidità sotto porta, essere ancora più calmo per riuscire a concludere, anche se ho una sola occasione nella partita. Lavoro ogni giorno per questo. Sono sicuro che entrerà e che riuscirò a segnare, qui con la nazionale francese e in club con il Paris Saint-Germain.»
La precisazione su quell’eventuale unica occasione è interessante. Pone un’esigenza concreta: riuscire a essere decisivo senza avere più tentativi per prendere la mira. Per Doué, il progresso passa quindi dal controllo dell’ultimo gesto dopo aver creato il varco. Un’azione può richiedere molta energia per arrivare fino alla porta, e poi abbastanza calma per scegliere come concluderla. Questo cambio di ritmo merita tanto lavoro quanto la stessa percussione.
La sua certezza di vedere i gol arrivare uno dopo l’altro traduce fiducia. Resta una convinzione che il lavoro deve rendere credibile sul campo. L’aspetto incoraggiante è questa capacità di individuare un difetto preciso senza cercarsi scuse. Per il PSG, i progressi dovranno vedersi anche nella qualità delle sue scelte e delle sue conclusioni: un gol può sbloccare la fiducia, ma una finalizzazione più affidabile si costruisce al di là della scintilla tanto attesa.
Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🇫🇷 qui.







































