Lazionews24
·2 giugno 2026
Quanto pesa l’assenza di un centravanti alla “Immobile” in questa Lazio! L’analisi

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Il vuoto lasciato da Ciro Immobile nella Lazio non è stato solo una questione di cifre (207 gol in 340 presenze), ma un vero shock identitario. Per un decennio la squadra ha orbitato attorno alla sua capacità di aggredire la profondità. Dal suo addio, la società ha dovuto inventare un nuovo modo di attaccare, affrontando una complessa transizione tattica e di mercato.
Per raccogliere questa eredità, la dirigenza ha inizialmente differenziato le soluzioni: Valentin “Taty” Castellanos e Boulaye Dia. Il primo è un centravanti di manovra ed eccellente nel pressing, ma poco incisivo negli ultimi sedici metri, con 98 presenze e 22 gol; invece l’attaccante senegalese è di movimento rapido e verticale, ma in difficoltà fisica contro i blocchi difensivi bassi, i numeri recitano 9 gol e 3 assist in 35 partite.
La gestione di queste risorse ha vissuto una netta polarizzazione. Nella stagione 2024/25, Marco Baroni ha proposto un 4-2-3-1 diretto, facendo coesistere Castellanos e Dia in una manovra basata su cross e verticalizzazioni. La stagione 2025/26 ha invece segnato il ritorno di Maurizio Sarri e una rivoluzione a gennaio: Castellanos è stato ceduto al West Ham per 30 milioni di euro, sostituito dal giovane gigante Petar Ratkov (13 milioni dal Salisburgo).
Il serbo, tuttavia, ha trovato pochissimo spazio nei rigidi codici sarriani, collezionando 0 gol in 8 apparizioni. Sarri ha così adottato soluzioni fluide, adattando Daniel Maldini come falso nueve e promuovendo l’ascesa di Tijjani Noslin, trascinatore del reparto con 5 gol in 29 presenze grazie alla sua duttilità.
Con l’arrivo di Gennaro Gattuso, i requisiti della prima punta cambiano. Il suo calcio richiede un centravanti di temperamento e fisico, capace di pressare e fare a sportellate. Per questo il club punta Bamba Dieng, profilo ideale per esplosività e fame agonistica. La sfida di Gattuso sarà anche rigenerare le risorse in rosa: Dia potrà esaltarsi nei ribaltamenti rapidi, mentre la vera “cura Ringhio” attende Ratkov. Il serbo possiede la fisicità e l’aggressività necessarie per diventare l’ariete di Gattuso, se saprà dimostrare la ferocia richiesta. L’obiettivo è chiaro: abbandonare le transizioni per ritrovare quel cinismo smarrito dopo l’addio di Immobile.
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