Zerocinquantuno
·18 maggio 2026
Questo Bologna vale l’ottavo posto e ha fatto quel che doveva. Italiano meglio sul campo che davanti ai microfoni, ma se resterà sarà un valore aggiunto

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·18 maggio 2026

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Atalanta-Bologna 0-1: ecco le note liete e quelle dolenti in casa rossoblù relativamente al match disputato ieri alla New Balance Arena.
PRO
Il finale in crescendo – In due settimane siamo passati da «speriamo che il campionato finisca presto» a «peccato che stia già finendo». La stranezza di questa stagione è tutta qua. Il rammarico c’è, perché queste ultime due vittorie ci hanno fatto vedere che il Bologna è forte: basti pensare che ieri mancava uno dei migliori giocatori in rosa, ovvero Lucumí, e la squadra è riuscita a non farlo minimamente rimpiangere. Nell’arco dei novanta minuti la prestazione è stata persino superiore a quella offerta contro il Napoli, perché ad eccezione dell’occasione di Krstovic i rossoblù non hanno concesso niente ad un’avversaria di valore e hanno ampiamente meritato il successo.
Il piazzamento finale – Arrivando ottavo il Bologna ha fatto il suo. Agli occhi dell’opinione pubblica stranisce l’alternanza di risultati tra casa e trasferta, ma se gli stessi punti fossero arrivati con una suddivisione diversa forse ci sarebbe una percezione differente della stagione. Le prime sette in classifica sono tutte più forti, compreso il Como che può sembrare un’infiltrata ma è lì per restare. Non c’è nulla di strano e ancor meno di fallimentare in questo piazzamento, semplicemente quest’anno i felsinei non sono riusciti ad andare oltre il loro valore.
I tanti singoli da elogiare – Pobega ha caratteristiche uniche nel centrocampo rossoblù, dispiace che abbia avuto così poco minutaggio perché secondo me non è un caso che gli ultimi due successi siano arrivati con lui in campo. Orsolini è sempre uno dei più chiacchierati e quest’anno credo sia anche stato gestito così così da Italiano, eppure ha raggiunto ancora una volta la doppia cifra in campionato e vorrei ricordare a tutti che è un esterno d’attacco: a mio avviso dovrebbe essere considerato uno degli insostituibili al pari di Lucumí, Ferguson e Freuler. Per quanto riguarda il portiere. mi aspettavo che Skorupski sarebbe stato fatto guarire con calma e che quindi quest’anno non lo avremmo più rivisto, invece Lukasz ha dimostrato di stare già benone e ha pure salvato il risultato. Rowe ormai non stupisce più, mentre Miranda sta finendo l’anno alla grandissima, non si capisce come sia possibile che abbia trascorso mesi di totale appannamento viste le qualità che ha.
La mai desiderata Conference League – Se non bastasse il fatto che nessuno tra squadra e società l’ha mai nemmeno nominata, ieri c’è stata l’ulteriore conferma che la Conference non è mai stata un obiettivo per il Bologna. Indubbiamente ieri Ferguson e compagni sono scesi in campo per vincere, ma non c’era l’interesse di provare a farlo con tre gol di scarto per superare così l’Atalanta negli scontri diretti. Evidentemente si è deciso che la terza coppa europea avrebbe rappresentato più un dispendio di energie che un palcoscenico importante, il che è comprensibile ma pure un peccato: considerando il buon cammino fatto dalla squadra quest’anno in Europa League, forse la Conference avrebbe realmente rappresentato un torneo che i rossoblù avrebbe potuto provare a vincere.
La comunicazione di Italiano – Il mister ha cambiato il tiro a livello comunicativo, ma continuo a ritenerlo più bravo sul rettangolo verde che davanti ai microfoni. Ora le sue dichiarazioni fanno immaginare che sarà l’allenatore del Bologna anche nella prossima stagione, il che credo rappresenterebbe un bel vantaggio per i felsinei perché ha le idee chiare e ottime abilità manageriali, ma ieri nel post partita mi ha comunque lasciato qualche perplessità sentirgli dire che ci è rimasto male per le tante critiche ricevute. Cosa si aspettava? La squadra andava male e lui ha infilato alcune dichiarazioni infelici, le reazioni non potevano che essere quelle. Resto convinto che gli ultimi cali di concentrazione che il BFC ha avuto dopo il ritorno contro l’Aston Villa siano stati dettati anche da una comunicazione completamente sbagliata da parte sua, che ha involontariamente spostato l’attenzione dal campo a sé.







































