Milannews24
·21 gennaio 2026
Rabiot Milan, che impatto! L’effetto del centrocampista francese è totale: con lui in campo cambia tutto. L’analisi tra numeri e leadership

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·21 gennaio 2026

Se qualcuno aveva ancora dubbi sul perché Massimiliano Allegri abbia voluto con forza Adrien Rabiot nell’ultima sessione estiva di mercato, oggi le risposte sono tutte nei numeri e nelle prestazioni. Il centrocampista francese, arrivato al Milan negli ultimi giorni di agosto, è stato finora uno dei giocatori più determinanti della stagione rossonera, contribuendo in modo diretto al secondo posto in classifica, a -3 dalla vetta.
Come sottolineato da Tuttosport, l’impatto dell’ex Juventus e Olympique Marsiglia è evidente sotto ogni aspetto. Rabiot ha portato carisma, forza fisica, leadership, corsa e intensità, aggiungendo nelle ultime settimane anche un contributo concreto in zona gol. Esattamente ciò di cui il Milan aveva bisogno per completare il proprio centrocampo.
I numeri raccontano meglio di qualsiasi analisi tattica il peso del francese: 13 partite giocate da titolare e 33 punti conquistati, con una media impressionante di 2,5 punti a gara. Un rendimento da squadra scudetto. Proiettando questa media sulle restanti 17 giornate di campionato, il Milan – oggi a quota 46 punti – potrebbe chiudere la stagione intorno agli 88 punti, proprio la soglia scudetto indicata da Allegri dopo il successo contro il Lecce.
Il confronto è ancora più netto osservando i dati senza Rabiot dal primo minuto. Nelle otto partite in cui il francese non è partito titolare – le prime due perché non era ancora stato acquistato, le altre sei a causa dell’infortunio al polpaccio rimediato in nazionale a ottobre – la media punti del Milan è scesa a 1,6 a partita, quasi un punto in meno.
Un divario che evidenzia quanto l’equilibrio della squadra cambi con e senza Rabiot in campo. Con lui, il Milan è più solido, più intenso e più continuo; senza di lui, fatica maggiormente a mantenere lo stesso livello di controllo e incisività.
L’apporto del centrocampista francese è quindi inequivocabile: Rabiot non è solo un titolare, ma un moltiplicatore di rendimento. E oggi, guardando la classifica e le ambizioni rossonere, si può dire che Allegri aveva visto giusto.









































