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·3 ottobre 2026

Rennes: i segreti del successo del centro di formazione bretone

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Lo Stade Rennais ha inaugurato il suo nuovissimo centro di allenamento, che ospita anche il settore giovanile. Focus sul modo in cui il club attira i migliori talenti per valorizzarli.

"Congratulazioni Ousmane, fai brillare ancora una volta l'ETP". Queste sono le parole di Désiré Doué rivolte a Ousmane Dembélé, appena eletto giocatore dell'anno del campionato francese durante la cerimonia dei trofei UNFP. Se, come Marina Lorenzo, presentatrice della serata, queste 3 lettere non vi dicono nulla, è normale: si tratta del soprannome de La Piverdière, il luogo da cui escono i giovani talenti bretoni che incantano il calcio europeo.


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Un concentrato di talento

La Piverdière ha visto emergere talenti di ogni generazione, da Wiltord a Gourcuff, da Brahimi a M'vila, passando per le attuali stelle del PSG citate poco sopra. Alimenta anche la Nazionale francese, visto che anche i neo-internazionali Diouf, Da Cunha e Jacquet provengono dal vivaio bretone. Oltre al talento che regna nel club, è la capacità di esportare giocatori formati in casa a far sì che il marchio "SRFC" attiri gli osservatori di tutti i grandi club europei. Il modello del club tende anche a vendere i suoi diamanti più grezzi, anche se illustri prodotti locali hanno brillato con la maglia rossonera come giocatori quali Danzé, Hunou e Jimmy Briand.

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Il metodo del successo

Il successo di questo settore giovanile non è frutto del caso, ma di un lavoro di lungo corso da parte della dirigenza. Gli scout del club sono presenti in buona parte del territorio, in particolare nell'Île-de-France, il più grande bacino di talenti d'Europa, se non del mondo. Il club ha saputo radicarsi a livello regionale moltiplicando le partnership con gli attori principali della preformazione, così da lasciarsi sfuggire il minor numero possibile di talenti, come dimostrato dall'ingaggio di Camavinga a Fougères quando aveva appena 10 anni. È anche al centro regionale di Ploufragan, dove si svolgono gli stage dei migliori giocatori della regione, che il club va a cercare profili rari. Una volta individuati i profili, gli staff tecnici lavorano sulla capacità dei giovani di integrarsi e crescere all'interno del centro. Questo lavoro è senza dubbio l'inizio del cantiere più importante: formare talenti capaci di esportarsi, rispondendo al disciplinare della formazione rennaise. Al di là degli eccellenti risultati ottenuti nelle categorie giovanili, i responsabili mettono tutto a disposizione affinché i giocatori arrivino nel mondo professionistico con un bagaglio non solo tecnico e fisico, ma anche umano, che permetta loro di approdare nei migliori club del mondo.

Si tratta di una strategia di lungo termine, attentamente studiata, che ha permesso al Roazhon di incassare oltre 200 milioni di euro di indennità di trasferimento grazie alle cessioni dei suoi giovani talenti negli ultimi due anni.

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Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🇫🇷 qui.

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