Inter Milan
·13 settembre 2026
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·13 settembre 2026
L’arma segreta per la Champions, che alla fine la Champions la vinse davvero. C’era una wave di inizio millennio di giocatori legati a un singolo trick di campo. In Sudamerica, in particolare, c’era proprio un intero filone di giocatori dal colpo segreto, come fossero mosse speciali sbloccate alla Playstation. C’era Andres D’Alessandro, con la Boba, una particolare finta con cui spiazzava i difensori partendo da fermo. C’era Kerlon, visto anche da queste parti, deto Foquinha perché si incollava il pallone silla fronte per poi partire in progressione. Inevitabile che arrivasse presto il tanghero di turno a prendersi un cartellino giallo abbattendolo.
C’era il messicano Cuauhtémoc Blanco la cui signature move era il salto della rana. Un’improbabilissimo salto con il pallone bloccato tra entrambe le caviglie. E poi c’era la trivela, un colpo di esterno imprimendo però al pallone una traiettoria particolare, come se fosse calciato con l’interno del piede opposto. E la trivela era Ricardo Quaresma.
Josè Mourinho al suo arrivo espresse estremo rispetto per il calcio di Roberto Mancini, che all’Inter non era riuscito a portare la Champions League ma aveva portato comunque a casa tre Scudetti e due Coppe Italia in quattro anni. “Roberto è un grande allenatore”, disse Mou dedicandogli la Supercoppa Italiana vinta con la Roma grazie a un rigore di Zanetti, “ma io sono un allenatore differente e penso differente”. Tradotto sulla lavagna tattica: via 4-4-2 e 4-3-1-2, moduli su cui Mancini aveva edificato la propria epopea, dentro un modernissimo 4-3-3, come quello che schierava al Chelsea. Lì c’erano Drogba in mezzo e due satanassi come Robben e Duff come esterni. E qui? Beh sul centravanti era facile. Zlatan Ibrahimovic. Non basta? La casa propone, in caso, Julio Cruz e Hernan Crespo, due centravanti argentini nel caso uno non fosse bastato. Ah poi c’è Adriano, non so se conosce. E in caso anche Mario Balotelli, l’astro nascente. Cinque slot per il ruolo di centravanti, e tutti di questo livello, forse non si erano mai visti. Perfetto, e in fascia? Beh c’è Luis Figo, trentasei anni ma ancora va che è un piacere. C’è Amantino Mancini, arrivato dalla Roma. C’è anche Obinna in caso, giovane che rientra del Chievo. E all’occorrenza Mario Balotelli, che non ama correre ma in fascia può rientrare e calciare a giro. Non basta, serve un ultimo sforzo sul mercato. Sulla sirena agostana arriva dal porto Ricardo Quaresma. Soprannome ufficiale: Ricky Carisma. Beh. Soprannome non ufficiale: la trivela, il modo in cui sorprende gli avversari.
Il debutto è abbagliante: col Catania segna anche, seppur con deviazione di Mascara. Il tentativo forse era un cross. La parte del corpo con cui aveva colpito il pallone? Esterno. Trivela omologata. Esattamente diciotto anni fa. Poi però le cose non funzionano, anche perché come tutte le persone intelligenti Mou capisce di doversi in fretta correggere. Ciao ciao tridente, si torna al caro vecchio 4-3-1-2. Ne fanno le spese gli esterni in rosa. Ricardo va al Chelsea a gennaio in prestito, ma neppure lì incanta. Tocca tornare a Milano.
Nel frattempo però l’Inter è sbocciata: è iniziato l’anno di grazia 2009-2010, e Quaresma qualche spazio se lo guadagna. Gioca tredici partite, anche un paio da titolare. Due volte entra in Champions League, col Rubin in casa e a Barcellona in trasferta nel girone. Trentaquattro minuti totali: abbastanza per guadagnarsi spazio nella foto di Madrid. Di fianco a Julio Cesar, con delle improbabili treccine. La trivela è Campione d’Europa







































