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·27 agosto 2026

River sfiora la goleada ma esce ai rigori (video qualificazione Santa Fe)

Immagine dell'articolo:River sfiora la goleada ma esce ai rigori (video qualificazione Santa Fe)

Durante i tempi regolamentari la squadra argentina è stata immensamente superiore e ha finito per pareggiare 1-1. Ai rigori si sono imposti i colombiani per 8 a 7

Il River Plate è stato eliminato dalla Copa Sudamericana in una di quelle notti che difficilmente si dimenticano. La squadra argentina non è riuscita a superare l’Independiente Santa Fe al Monumental e, dopo aver pareggiato 1-1 nei 90 minuti, ha finito per cedere per 8-7 in un’interminabile serie di rigori, che ha richiesto 22 tiri e ha trovato un epilogo solo quando è arrivato il turno dei portieri.

L’eliminazione è particolarmente dolorosa per il modo in cui è avvenuta. Il River ha avuto la possibilità di chiudere la sfida in diversi momenti della serie, ma non è riuscito a sfruttare le sue occasioni e ha finito per pagare a carissimo prezzo i propri errori. Il Santa Fe, invece, ha retto alla pressione, ha mantenuto il sangue freddo e ha trovato nel suo portiere Asprilla l’uomo incaricato di mettere il punto finale a una qualificazione che, a tratti, sembrava sfuggirgli di mano.


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La serie è iniziata con Thiago Almada, che si è assunto la responsabilità di aprire per il River e ha segnato con sicurezza. Maximiliano Lovera ha risposto immediatamente per la squadra colombiana. Poi è stato il turno di Ángel Correa, che ha riportato in vantaggio il Millonario, anche se Dani Torres ha ristabilito nuovamente la parità.

Nicolás Otamendi ha trasformato il suo tiro per il River e, poco dopo, Santiago Beltrán ha iniziato a diventare protagonista. Il portiere argentino ha respinto il tiro di Olivera tuffandosi alla sua destra, regalando ai compagni una prima concreta possibilità di prendere vantaggio nella serie.

Joaquín Freitas ha segnato il quarto rigore del River, mentre Luis Palacios ha tenuto in vita il Santa Fe. La pressione ha allora cominciato a crescere. Rafael Santos Borré ha avuto tra i piedi la possibilità di dare un colpo praticamente definitivo alla serie, ma il suo tiro si è stampato sul palo.

L’errore dell’attaccante ha riaperto la porta alla squadra colombiana. Franco Fagúndez, autore del pareggio del Santa Fe durante la partita, ha di nuovo superato Beltrán e ha tenuto in vita la sua squadra. In un gesto che ha rispecchiato la tensione e il dramma della giornata, Fagúndez ha abbracciato il portiere del River prima di tornare dai suoi compagni.

La serie è entrata allora in un territorio in cui ogni tiro poteva significare qualificazione o eliminazione.

Lucas Martínez Quarta, protagonista anche dell’azione che aveva portato al pareggio colombiano durante la partita, ha avuto l’opportunità di segnare per il River, ma ha sbagliato. Jhojan Torres si è così ritrovato a un passo dal chiudere la serie per il Santa Fe. Tuttavia, Beltrán è apparso di nuovo: si è lanciato ancora verso il suo palo destro e ha parato il tiro.

Il River respirava.

Fausto Vera ha segnato per la squadra argentina e Iván Scarpeta ha risposto per mantenere la parità. Poi è arrivato un altro momento critico: Asprilla ha parato il tiro di Facundo González, ma Beltrán ha di nuovo tenuto a galla il River subito dopo. Questa volta si è tuffato alla sua sinistra e ha fermato il tiro di Angulo.

Era la sua terza parata della serie, una cifra che cominciava già a renderlo una delle figure indiscusse della notte.

Marcos Acuña e Helibelton Palacios hanno segnato i rispettivi rigori. Hanno segnato anche Maximiliano Meza e Christian Mafla. La serie è arrivata al 7-7, dopo che tutti i giocatori di movimento di entrambe le squadre avevano calciato i loro tiri.

E allora è arrivato il capitolo più inaspettato.

I portieri hanno dovuto assumersi la responsabilità.

Beltrán era stato determinante per tutta la serie. Aveva parato tre tiri, aveva incitato i suoi compagni e aveva tenuto in vita il River quando la qualificazione sembrava allontanarsi. Ma il calcio sa anche essere crudele e, in appena pochi secondi, tutto è cambiato.

Il portiere ha iniziato la rincorsa per calciare il suo rigore, ma ha perso l’equilibrio proprio prima di colpire il pallone. È scivolato e il suo tiro è finito ben al di sopra della traversa.

Il silenzio del Monumental ha fatto da contrasto alla festa colombiana. Tuttavia, lungi dal diventare bersaglio di rimproveri, Beltrán ha ricevuto l’applauso dei tifosi che erano ancora rimasti nello stadio. Il suo errore non poteva cancellare tutto ciò che aveva fatto durante la serie.

La responsabilità è così passata nelle mani di Asprilla.

Il portiere dell’Independiente Santa Fe aveva la qualificazione tra i piedi e non ha sbagliato. Ha calciato con precisione e ha firmato l’8-7 definitivo, provocando l’esultanza della squadra colombiana e consumando un’eliminazione particolarmente dolorosa per il River.

La statistica dà ancora più misura della portata di quanto accaduto. La serie ha raggiunto un totale di 22 tiri, eguagliando il maggior numero di conclusioni dal dischetto registrato in una sfida di Copa Sudamericana decisa ai rigori. Il precedente risaliva al confronto tra Club Guaraní e Unión San Felipe nel 2010.

Ma c’è stato anche un dato individuale di enorme rilievo. Nonostante l’eliminazione, Santiago Beltrán è diventato il primo portiere del River Plate a parare tre rigori nella stessa serie di Copa Libertadores o Copa Sudamericana. La sua prestazione resterà nella storia del club, anche se inevitabilmente sarà accompagnata dal ricordo dell’ultimo tiro.

Il paradosso è evidente: Beltrán è stato per diversi minuti il principale responsabile del fatto che il River restasse in vita ed è finito per essere anche colui che ha avuto tra i piedi l’ultimo tentativo della serie. Il suo errore non annulla le sue tre parate precedenti; al contrario, rende ancora più evidente quanto sottile possa essere il confine tra eroe e protagonista di un’eliminazione ai rigori.

Per l’Independiente Santa Fe, invece, la notte ha riaffermato una tradizione che comincia a diventare particolarmente significativa nelle competizioni internazionali. La squadra colombiana mantiene una percentuale perfetta nelle serie di rigori nei tornei organizzati dalla Conmebol, con quattro vittorie in altrettante serie disputate in Copa Sudamericana.

Prima di eliminare il River, il Santa Fe aveva superato il Millonarios nel 2018, l’Huracán nella finale del 2015 e il Deportivo Cali nel 2011. La statistica non è secondaria: parla di una squadra che, quando arriva al limite di una sfida e tutto dipende dalla precisione dagli undici metri, ha dimostrato una capacità speciale di reggere la pressione.

Il River, al contrario, lascia la Copa Sudamericana con l’amara sensazione di aver avuto la qualificazione a portata di mano e di non essere riuscito a concretizzarla. La serie è stata una successione di occasioni, errori, parate e momenti di enorme tensione. Il Millonario ha avuto in Beltrán il suo uomo simbolo, ha avuto occasioni per chiudere la sfida ed è arrivato fino all’ultimo dei giocatori di movimento, ma alla fine è stato condannato da un dettaglio minimo.

Il Santa Fe ha vinto 8-7, ma la storia di questa eliminazione resterà segnata ben oltre il risultato. Sono stati 22 rigori, tre parate di Beltrán, occasioni sprecate, una parità che sembrava interminabile e un epilogo con i due portieri protagonisti.

Nel calcio, a volte una differenza di centimetri separa la gloria dal fallimento. Questa volta, per il River, quella distanza è stata in uno scivolone. Per il Santa Fe, invece, è stata nella precisione di Asprilla nel trasformare l’ultimo rigore e scrivere una storica qualificazione proprio al Monumental.

/Julián Lautaro Luque corrispondente di todofutbol in Argentina. Video: ESPN

Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🇪🇸 qui.

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