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·21 gennaio 2026
Roma, Gasperini: “Al momento siamo più attenti al campionato che all’Europa League. Su Bailey…”

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·21 gennaio 2026

Gian Piero Gasperini ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della partita di Europa League contro lo Stoccarda.
“A parte Hermoso e i soliti, oltre ai due nuovi arrivi, per il resto la squadra sta attraversando un buon momento. Col Milan sarà una gara ravvicinata, sarà una sfida di maggior tensione. Domani sappiamo che vincendo avremo buone possibilità di saltare i playoff. Ma al momento il campionato è quello su cui avremo maggiore attenzione”.
Come ha reso Dybala così continuo e può giocare nei due impegni ravvicinati? La Roma ha raggiunto la condizione per esprimersi nelle due competizioni? “La Roma si è distinta subito per mentalità. Il gruppo è motivato, vuole fare una stagione importante. Mi auguro che andando avanti nella stagione si riesca a migliorare l’aspetto qualitativo offensivo che in alcune partite è stato il nostro punto debole. A livello di prestazioni raramente la squadra non ha risposto. Dybala ha fatto bene in un momento della stagione, poi ha avuto alcuni problemi fisici e quando ha queste situazioni ci mette di più a recuperare. E’ un giocatore che sta bene, gli anni passano magari sul profilo della velocità ha qualcosa in meno, ma la capacità resta. Se supportato dai compagni è determinante”.
Sull’importanza del trofeo. Quanto le piacerebbe iniziare nella Roma con un trofeo? Il quarto posto è l’ambizione di tutti, ma non dà coppe…
“Non metto il punto sulla vittoria del trofeo, dell’Europa League. Sa quanto tempo è che una squadra italiana non vince l’Europa League? L’ultima è l’Atalanta due anni fa, ma poi si va agli anni 90… idem per la Champions League con l’Inter nel 2011. Vincere un trofeo in Europa per le squadre di club italiane è diventato un problema. Bisogna vedere anche le partite di Inter e Napoli in Champions. Se questo diventa il metro di giudizio, si corre il rischio di finire per essere delusi. Dobbiamo pensare a guardare la nostra crescita e sfruttare ogni opportunità, per cercare di diventare sempre più forti. Poi, quando si ha la sensazione di essere una squadra forte, forse, si riesce a vincere qualcosa”.
Si è raggiunta una certa consapevolezza rispetto a inizio stagione?
“Abbiamo sempre giocato per fare il massimo. All’inizio della stagione, non solo noi, ma tutti, non conoscevamo la nostra dimensione. Dopo 21 giornate non c’è niente di definitivo, ma se siamo lì è perché ce lo siamo conquistati. Ci sono Inter, Milan, Napoli, Juventus, Como… abbiamo un discreto vantaggio su Bologna e Atalanta, ma sono tutte squadre che ambiscono a lottare per la Champions e hanno rose molto forti. Noi nei mesi ci siamo conquistati questa posizione e faremo di tutto per difenderla e se possibile incrementarla. Abbiamo una considerazione di noi stessi superiore a quella che avevamo qualche tempo fa”.
Come si è arrivati all’interruzione del prestito di Bailey? Dobbiamo aspettarci qualche altra cosa da questo punto di vista?
“Purtroppo ha avuto un’esperienza sia per lui che per noi, negativa. Si è infortunato il primo giorno, poi è stato un calvario. L’infortunio è durato tantissimo, c’è stato qualche spezzone di recupero ma ogni volta che poteva recuperare ha avuto ricadute. Un peccato, è un giocatore che pensavamo potesse essere un giocatore aggiunto. Gli infortuni hanno determinato questa scelta, compresa Torino. Poi è stata presa questa decisione, essendo un giocatore in prestito. Chiaro che questo apre una casella, uno spazio. Non so cosa può succedere in questi dieci giorni. Si vedrà. Quello che penso io è che se arrivano situazioni che possano migliorarci va bene, altrimenti rimaniamo così”.
Come sta Ferguson? Nei piani del club c’è l’idea di trattenerlo fino al termine della stagione?
“Sicuramente è un giocatore recuperato dalla contusione forte che ha preso. Domani è disponibile. È un giocatore della Roma, ad oggi. Ogni occasione per lui è buona per fare prestazioni, ultimamente sono state buone con un paio di gol importanti. Mi aspetto da lui una prestazione in linea con le ultime che ha fatto”.
È in via di definizione un provvedimento contro i tifosi della Roma, che probabilmente non potranno seguire la Roma in trasferta in campionato per tutto il resto della stagione. E addirittura c’è chi dice anche in coppa…
“Questo è l’eterno problema. Per poche persone vengono penalizzate migliaia di persone che seguono la squadra con passione. È evidente che questi episodi non fanno parte dello sport, del calcio. Rispetto a tempo fa ne succedono di meno, per fortuna. Quando andiamo in trasferta, vedere così tanta passione e così tanta gente è un qualcosa di molto positivo. Dispiace, dispiace fortemente. Non so se questa è la pena giusta, per quanto mi riguarda no. Si va a penalizzare migliaia di persone che ci seguono con passione”.
Giocatori come Pisilli, Ziolkowski, Ghilardi… possono essere considerati nuovi acquisti per la seconda parte di stagione? Sembrano essersi adattati alle sue richieste. Ghilardi sostituirà Hermoso?
“Vi dico quello che penso mi piacerebbe sviluppare a Roma, spero sia possibile. Sviluppare un nucleo forte di 15/16 giocatori, molto competitivi, dove quando cambi soffri molto poco. Su questi 15/16, riuscire a far crescere altri ragazzi giovani come quelli citati. Che possano alimentare quel nucleo di una squadra altamente competitiva. La loro crescita va vista come valutazione di campo, su quella voglio andare avanti, insieme alla società, in modo anche sostenibile. Quando hai gente dentro che cresce, non serve andare ad operare per forza sul mercato. Stiamo cercando di fare questi. Quando sono arrivato, c’era una squadra con pochi giocatori e con tante scadenze. Stiamo cercando di fare quello che ho detto, poi si potrà parlare di Champions, vincere una coppa o altre cose. Serve questo per ottenere risultati. Senza non si può fare. Pisilli è l’esempio migliore, perché esce dal settore giovanile. Sarebbe una gran cosa per il settore giovanile tornare a sfornare prodotti per la prima squadra. È cresciuto tanto, per me non ha bisogno di andare a giocare altrove. Penso possa crescere nella Roma. Arriverà il momento, mi auguro, che diventerà del valore di Koné, Cristante e gli altri. Per me lui è il prototipo perfetto: deve diventare forte qua”.







































