Roma piatto forte, squadra e staff a cena con Gasperini | OneFootball

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·6 febbraio 2026

Roma piatto forte, squadra e staff a cena con Gasperini

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CORRIERE DELLO SPORT (Jacopo Aliprandi, Giorgio Marota) – Metti una cena nel cuore della Città Eterna, lontano dal Fulvio Bernardini ma con lo stesso spirito da campo di allenamento. Metti Gasperini, lo staff, tutti i giocatori. Nessuno escluso. E capisci che non è solo una serata fuori: è un messaggio. Chiarissimo. Gasp non lascia nulla al caso. Ha aspettato la fine del mercato, ha guardato negli occhi il gruppo e ha scelto il modo più semplice e più potente per cementarlo: sedersi a tavola insieme. Tutti mischiati, veterani e ragazzi, facce note e nuovi arrivi. Perché il prossimo mese è una partita a poker con la Champions sul piatto. Due scontri diretti che pesano come macigni, Napoli e Juventus all’orizzonte, e la sensazione che ogni dettaglio possa fare la differenza.

E allora ecco l’idea: creare connessioni, rafforzare legami, trasformare uno spogliatoio in qualcosa di più. Adesso la Roma si ritrova a giocarsi le zone nobili della classifica, con il quarto posto nel mirino. Gasperini ha voluto che tutti si sentissero dentro il progetto. Chi sembrava con la valigia pronta e invece è rimasto – Dovbyk, Ferguson, Tsimikas – e chi è appena arrivato e deve ancora imparare ogni sfumatura dell’ambiente: Malen, Zaragoza, Venturino, Robinio Vaz. Nessuno ai margini. Al centro, simbolicamente, Mancini e Pellegrini. Attorno, giovani che rappresentano il futuro: Ghilardi, Rensch, Ziolkowski. In un altro angolo Svilar, Celik, Cristante a fare da ponte con Malen, Vaz, Pisilli e gli altri. I senatori sparsi tra i baby come chiocce.


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Pesce fresco nei piatti, un bicchiere di vino a testa, risate che sciolgono tensioni. E soprattutto una regola non scritta ma rispettata da tutti: telefoni via, cuffiette lontane. Solo sguardi, parole. Solo Roma. In un calendario che propone cinque partite in 34 giorni, la connessione umana diventa carburante. Poi il brindisi di gruppo. Da oggi si torna in campo, con la testa al Cagliari.

Ma qualcosa si è rafforzato. E quando una squadra corre nella stessa direzione, anche le salite sembrano meno ripide. Il segnale di Gasperini è doppio: alla squadra e alla società. Lui ci crede. Adesso chiede l’ultimo scatto. Quello che porta al quarto posto. La cena è finita. Ma il conto, quello vero, si pagherà in campo. E la Roma ha tutta l’aria di volerlo saldare fino all’ultimo centesimo di energia.

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