Cagliarinews24
·27 settembre 2026
Romano la cartina tornasole di come funziona la stampa italiana: prima tutti contro, ora una levata di scudi

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I fatti sono sotto gli occhi di tutti, ma diamo un po’ di contesto. Nelle ultime settimane uno degli argomenti più caldi è stato quello relativo alla convocazione in Nazionale di Alessandro Romano. Svizzero per nascita e formazione giovanile, italiano per scelta “di cuore”, come affermato dal classe 2006. Prima le buone prestazioni con la maglia del Cagliari, poi la scelta di cambiare nazionalità e quindi la chiamata ufficiale del commissario tecnico Roberto Mancini.
Venerdì 25 settembre 2026, alla prima chiamata in assoluto arriva anche l’esordio e, particolare non secondario, da titolare. La posizione? Regista moderno, una sorta di play davanti alla difesa sostenuto dall’esperienza e la tecnica di Sandro Tonali da una parte (momento complicato con il Tottenham…) e Nicolò Barella dall’altra. Scelta azzardata? Senza dubbio. Tatticamente inspiegabile? Certo.
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Com’era normale e prevedibile che fosse, il rendimento di Romano ha avuto degli alti e bassi, soprattutto se consideriamo che doveva schermare le rappresaglie di Kevin De Bruyne e compagni. Il ruolo non era esattamente quello ideale per l’esordio, gli avversari di quelli capaci di crearti dei problemi.
Al di là di alcune sbavatura ed una certa timidezza iniziale, comprensibile per un ragazzo di appena 20 anni, la sua è stata la prova ordinata di chi è chiamato a dimostrare di essere una scommessa giusta. La sua è stata la partita di un esordiente che, schierato fuori ruolo, aveva gli occhi di tutto il mondo (calcistico) su di sè.
L’aspetto grottesco della vicenda però è da ricondurre al gioco delle parti scatenato dalla partita giocata da Alessandro Romano! Ogni allenatore ha la sua buona dose di simpatie e antipatie all’interno del mondo della stampa, uno schietto e ruvido come Roberto Mancini più la seconda. A maggior ragione dopo “l’imperdonabile addio” della sua prima avventura da CT.
E quindi sabato, il giorno successivo alla gara, chi voleva fare della critica corrosiva contro l’ex gemello del gol ha scelto di puntare il mirino contro Romano. “Troppo giovane”, “non pronto”, “inesperto” e tutto il campionario di formule classiche di chi, fino a 24 ore prima, si schierava nel fronte degli “SPAZIO AI GIOVANI”. Mah, vai a capirli.
Tante firme per anni non hanno aspettato altro se non la possibilità per bocciare il Mancini CT bis, le sue scelte, le sue intuizioni, la sua persona. E quindi sulla graticola è finito, definito dalle principali voci dell’editoria sportiva italiana come il peggiore in campo, proprio Romano. Come se Mancini (quello della Roma) non avesse sbagliato diversi movimenti, come se Tonali non fosse evidentemente sottotono, come se Kean non fosse palesemente fuori ruolo ed inadeguato a giocare da “ala” destra.
Pioggia di insufficienze, critiche, a dir la verità anche qualche voce discordante c’è stata: d’altronde qualche buon rapporto il CT ce l’ha con i giornalisti.
24 ore dopo il tenore cambia radicalmente! Interviste su interviste a difesa della giovane età e delle qualità tecniche di Romano, analisi sul perché Mancini abbia fatto bene a schierarlo in quella posizione, fini disamine circa la bontà della manciniana filosofia.
Alla fine in Italia il motto gattopardiano è sempre valido, pure a quasi 70 anni dalla pubblicazione dell’opera. Affinché tutto rimanga così, c’è bisogno di cambiare: anche con le opinioni sui giocatori di calcio si può fare così. Nel peggiore (e più verosimile) dei casi domani si cambierà opinione, saltando la barricata con l’agilità di una ginnasta. Siamo un paese che queste cose le ha fatte in tempi di guerra, e quale migliore metafora per la guerra c’è, se non il calcio?
Oggi si, domani no, oggi un fenomeno, domani un brocco: Romano è la cartina tornasole di come funziona la stampa in Italia. Scusali Alessandro!







































