Milannews24
·16 settembre 2026
Rui Costa spiega: «Il Milan mi ha dato tanto, ma oggi rappresento il Benfica e deve vincere. Speriamo di ritrovarci in finale»

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·16 settembre 2026

Manuel Rui Costa, grande ex calciatore del Milan e attuale presidente del Benfica, ha parlato ai microfoni dei giornalisti presenti durante il pranzo UEFA tra le delegazioni delle due società, in vista della sfida di oggi a San Siro. Il dirigente portoghese ha raccontato le sue emozioni nel tornare a Milano da avversario, ricordando il suo passato in rossonero e commentando alcuni protagonisti della sfida.
Che sensazioni prova nel tornare a Milano e affrontare il Milan da presidente del Benfica?
«È ovviamente molto speciale ma con la responsabilità di rappresentare una squadra come presidente e con il sentimento di gratitudine per una squadra che mi ha dato tanto… Quindi un piacere e una sensazione strana: da una parte è un piacere giocare contro una squadra che senti tua, dall’altra non è mai bellissimo. Però così ha deciso il sorteggio, in una competizione che non è quella a cui entrambe le squadre sono abituate. Speriamo che la prima giornata e l’ultima giornata di questa Europa League si ripetano proprio con le stesse squadre».
Che tipo di atmosfera si aspetta questa sera a San Siro e quanto può essere importante il sostegno dei tifosi del Benfica?
«L’ambiente di Milano è sempre un ambiente bellissimo. I nostri tifosi sono sempre presenti ovunque e, quindi, questa è una certezza che abbiamo. Che sia a Milano o in qualsiasi altro posto, riescono a essere sempre presenti e a darci tutto il supporto. Resta un insieme di sensazioni contrastanti. In fondo, si tratta di giocare contro una squadra che ho rappresentato per cinque anni, dove ho vinto tutto e dove sono stato trattato nel modo in cui sono stato trattato. Ma questo non toglie che oggi io sia al Benfica e, come ho sempre fatto nella mia carriera, la squadra che rappresento è la squadra che deve vincere».
Che significato ha ancora oggi il Milan per lei e quanto è rimasto forte il legame con questa società?
«Non so quanto sia diverso: si chiama sempre Milan e i valori sono sempre gli stessi e la sensazione è sempre la stessa di quando sono uscito da qui e di quando l’ho rappresentato. È un misto tra il tornare in uno spazio che ho sentito un po’ mio, però da avversario: quindi è un insieme di sensazioni strane».
Qual è il ricordo più bello che porta con sé dei suoi anni in maglia rossonera?
«Mi sembra che sia stato ieri. Alla fine invece sono quasi 20 anni: è bello essere ricordato. I ricordi sono belli perché con il Milan ho vinto la Champions, lo Scudetto. E i ricordi sono soprattutto di una squadra e di un gruppo di ragazzi fantastici che mi porterò dietro tutta la vita».
Come valuta Diego Moreira e cosa si sente di dire a Ruben Amorim alla vigilia della sfida?
«Moreira è un bravissimo giocatore. Consiglio ad Amorim? Non ne ha bisogno. Gli auguro come minimo di riuscire a vincere quello che sono riuscito a vincere io nel mio periodo qua al Milan. Ma come minimo».
Che idea si è fatto di Gonçalo Ramos, attaccante cresciuto nel settore giovanile del Benfica?
«È un grandissimo giocatore, lo abbiamo creato noi quindi è un grandissimo giocatore».







































