PianetaSerieB
·12 giugno 2026
💪🏻 Sampdoria, Branco: "Non sono qui in vacanza, remeremo tutti nella stessa direzione"

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·12 giugno 2026

Il nuovo ds della Sampdoria Americo Branco si è presentato ai canali ufficiali del club subito dopo l'annuncio.
Che significato ha per lei l'arrivo alla Sampdoria?"Sono molto orgoglioso e fiero di essere qui perché arrivo in una delle società più iconiche del mondo del calcio, una società speciale. Il mio è un percorso iniziato undici o dodici anni fa, quando avevo 24 anni. Però arrivare non basta. Nella mia carriera ho lavorato quasi sempre per più di tre anni negli stessi club, cercando di costruire qualcosa con continuità. Da portoghese, e non siamo così diversi dagli italiani, ho sempre cercato di rispettare i valori dei Paesi e dei club in cui ho lavorato. L'adattabilità è una delle cose più importanti nella vita e nel calcio. Ovunque sono andato ho sempre rispettato la storia del club, perché è da lì che si costruisce il futuro. Il passato non si può cambiare, ma si può usare come base per guardare avanti".
Quale sarà il suo approccio in questa nuova avventura?"Non mi piace promettere risultati. Posso promettere che sarò la migliore versione di me stesso e che lavorerò come parte di un gruppo. Nel calcio non esistono solo giocatori e allenatori: dal magazziniere al proprietario tutti devono condividere lo stesso spirito per raggiungere gli obiettivi. Questa maglia non basta indossarla. Tanti hanno portato questo stemma, ma la cosa bella non è indossarlo: la cosa bella è vincere con questo stemma e raggiungere gli obiettivi che la storia della Sampdoria e il DNA di questa città richiedono".
Qual è l'obiettivo della Sampdoria?"L'obiettivo è vincere la prossima partita. Non esistono programmi tra uno o due anni se prima non si affrontano i 90 minuti successivi con la mentalità giusta. Ogni domenica bisogna entrare in campo per conquistare i tre punti. Quei 90 minuti influenzano la vita quotidiana di tante persone e noi dobbiamo assumerci questa responsabilità".
Come giudica il calcio italiano e il momento della Nazionale?"Per me l'Italia è uno dei Paesi del calcio, se non il Paese del calcio. A volte vedo gli italiani troppo severi con se stessi. Capisco la delusione per il Mondiale, ma l'Italia ha appena vinto l'Europeo Under 17 ed è arrivata spesso nelle fasi finali delle competizioni giovanili. Bisogna guardare anche gli aspetti positivi. Arrivo da Paesi come Portogallo e Olanda che lavorano molto bene sul settore delle nazionali, ma posso dire che negli anni della crescita del Portogallo le grandi squadre schieravano anche dieci stranieri. Non è detto che una cosa influenzi necessariamente l'altra".
Lei è uno straniero che arriva alla Sampdoria. Come vive questo aspetto?"Tornando alla Sampdoria, il più grande allenatore della sua storia è stato uno straniero. Anzi, probabilmente i due più grandi allenatori della storia del club sono stati stranieri. Questo dimostra che ciò che conta davvero è capire dove si lavora e rispettarne l'identità".
Cosa l'ha convinta ad accettare la Sampdoria nonostante la Serie B?"Per metà della mia carriera ho lavorato nella Serie B portoghese e ho sempre detto che non volevo più affrontare una categoria di secondo livello, perché la Serie B è durissima, in Italia come in Portogallo, in Olanda o in Inghilterra. Puoi costruire una squadra per salire e ritrovarti a lottare per la salvezza, oppure il contrario. Però quando ho ricevuto la chiamata di Jesper, che ha fatto tanto per portarmi qui, ho capito subito che non si può dire di no alla Sampdoria. Non esiste un professionista del calcio che dica no alla Sampdoria".
Che caratteristiche dovrà avere il nuovo allenatore?"L'allenatore che arriverà dovrà capire molto bene dove viene e per cosa viene. Non arriva qui soltanto per indossare lo stemma, ma per sudarlo. È una cosa molto diversa. Io non arrivo con il tocco di Mida. Arrivo con conoscenza ed esperienza, ma soprattutto con la capacità di farmi aiutare da tutti. Non penso di sapere tutto e non credo che una sola persona possa vincere da sola. Cercheremo persone che abbiano fame di vittoria, ma che siano anche brave persone e rispettino profondamente questo club".
Qual è il messaggio che vuole lanciare all'ambiente blucerchiato?"Non sono venuto qui per perdere e nemmeno per fare una vacanza. Sono venuto per trascinare tutti nella stessa direzione. Dal proprietario a chi si occupa dei campi. Non credo nel calcio fatto soltanto di giocatori o allenatori, credo nel calcio delle società. Nei club nessuno è proprietario della storia: i veri proprietari sono i tifosi. Sono loro il cuore e i polmoni della Sampdoria".







































