Milannews24
·10 febbraio 2026
Shevchenko svela alcuni vecchi retroscena: «Nel 2008 mi chiamò Spalletti per portarmi alla Roma. Anche il Real Madrid mi cercò, ma risposi così…»

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Ospite di Luca Toni nel format Fenomeni su YouTube, Andriy Shevchenko ha aperto il libro dei ricordi, svelando un retroscena di mercato finora rimasto nell’ombra. L’ex fuoriclasse ucraino ha raccontato di quando, nel 2008, ricevette una proposta concreta per vestire la maglia giallorossa, declinandola per amore dei colori rossoneri. Nonostante la stima per l’attuale tecnico bianconero, il cuore ha prevalso sulla carriera.
Sheva ha spiegato con estrema onestà quel momento delicato della sua vita professionale: «Nel 2008 ero al 50% dello Sheva di prima. Mi aveva chiamato anche Spalletti per andare alla Roma, un signore. Ma per me tornare in Italia significava solo il Milan». Un legame, quello con il Diavolo, che lo aveva portato in passato a dire di no anche ai Galacticos: «Nel 2002 e nel 2003 il Real mi cercò, ma rassicurai Berlusconi dicendogli che sentivo di non aver ancora fatto niente per il Milan. Per me l’obiettivo era vincere e dare tutto con il Milan».
Il Pallone d’Oro ha poi ripercorso i momenti più intensi in rossonero, dalla sofferta decisione di trasferirsi al Chelsea fino all’apoteosi della Champions League vinta contro la Juventus di Lippi.
Il ricordo della finale di Manchester contro Gianluigi Buffon resta il frame più iconico della sua carriera, un duello psicologico vinto sul dischetto: «Lo avevo osservato in tutti i rigori precedenti. Dovevo aspettare che scegliesse un angolo. Ogni passo che ho fatto verso il dischetto continuavo a ripetermi “Non cambiare la decisione”». Shevchenko ha descritto quegli istanti come un’esperienza quasi mistica: «Arrivato sul dischetto per un po’ non ho sentito il fischio dell’arbitro… Dopo, quando sono tornato nello spogliatoio, mi sentivo stanco, ero vuoto. Avevo dato tutto quello che avevo».


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