Inter News 24
·18 maggio 2026
Sommer si confessa: «Ecco cosa farò quando smetterò col calcio. La parata più difficile contro Yamal in Champions League»

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·18 maggio 2026

Intervenuto ai microfoni di RSI Sport, Yann Sommer si è raccontato, tra le parate più belle, il capitolo Nazionale e qualche anticipazione sul futuro e sul post carriera. Il numero uno nerazzurro ha ripercorso le tappe fondamentali del suo percorso sportivo, affrontando con grande serenità il tema legato ai prossimi anni della sua vita professionale.
SUL RIGORE PARATO A MBAPPE NELL’EUROPEO DEL 2021 – «Ho guardato gli arbitri, loro hanno osservato bene se avessi il piede sulla linea. Non ero sicuro ma è stato meglio così. La Francia era sicura di vincere, noi dopo il 3-2 di Seferovic ci abbiamo creduto».
SULLE DUE PARATE A YAMAL NELLA SEMIFINALE DI CHAMPIONS: QUALE FU LA PIU’ DIFFICILE? – «La seconda su Yamal. Perché era più vicino, più sull’angolo ma più vicino. Come contro la Francia, la storia della partita è stata incredibile, tanti gol, quello di Acerbi, una partita bellissima anche da vedere. Per tanti giocatori era la prima finale raggiunta».
SUL MOMENTO IN CUI DIVENNE IL PORTIERE TITOLARE DELLA SVIZZERA – «Era un momento importante in carriera, essere il numero 1 del mio paese è stato un grande momento. Questa esperienza da 2 dietro a Benaglio, ho imparato tanto da lui, un grande portiere, grande personalità. Per me è stato importante fare questa esperienza per fare poi il mio cammino. Abbiamo caratteristiche diverse. Io osservo tutti gli allenatori e anche i preparatori dei portieri».
I SUOI IDOLI – «Casillas e Buffon. Gigi è stato uno dei migliori. Anche Julio Cesar è molto forte, anche Van der Sar, Barthez».
SULLA CAPACITA’ DI GIOCARE ANCHE CON I PIEDI – «Mi piace giocare con i piedi perché così è più difficile per l’avversario ma anche ho sempre avuto allenatori che volevano che giocassi coi piedi».
SULLE CRITICHE ALLA SUA ALTEZZA E SE HA MAI SUBITO UN GOL A CAUSA DI QUESTO – «Neanche uno. Questo è un po’ nato in Germania, ho fatto un’amichevole col ‘Gladbach col Bilbao, ho preso tre gol su calcio d’angolo. Leggo un giornale che scrive “portiere bonsai” e mi ha fatto male, non mi è piaciuto. Dopo questo è nato questo tema sull’altezza che mi ha accompagnato in tutta la mia carriera».
SUL PRIMO MONDIALE NEL 2018 – «Mi ricordo, per alcuni giocatori era una partita speciale. La separazione tra Kosovo e Serbia è un argomento speciale e critico. Come squadra abbiamo provato ad essere tranquilli ma anche questo fa parte della storia della partita, Shaqiri e Xhaka hanno fatto gol. Abbiamo parlato tanto di questo, per me è difficile dire qualcosa perché è una storia più grande di noi».
SE ESISTE UN SEGRETO PER PARARE I RIGORI E L’ELIMINAZIONE CONTRO LA SPAGNA – «No. Studio o istinto? Istinto ma anche studio. I tiratori hanno esperienza, sanno che noi portieri studiamo. Eravamo convinti di andare fino in fondo, uscire con la Spagna ai quarti è un grande peccato. Tempo fa riguardavo le immagini, ora abbiamo tante partite. In futuro riguarderò vecchi momenti e vecchie partite».
SUL VAR – «E’ una bella cosa, in generale è bello per l’arbitro, per la partita. Mi dispiace perdere la partita per un errore grande».
SUGLI ALLENAMENTI CON PATRICK FOLETTI – «Ho imparato tantissimo con lui, mi ha fatto piacere lavorare con lui. Qualche volta gli allenamenti sono strani. Cosa cambia con Spinelli all’Inter? Tutto. Spinelli e Foletti allenamento molto in modo aperto, di situazioni di partita. Tutti hanno il proprio stile e questo è una cosa positiva. Foletti è una parte importante della mia carriera. Con lui abbiamo iniziato al Grasshopper e poi anche in Nazionale. Possiamo parlare anche di altre cose, non solo di calcio».
SU EURO2024 E L’ELIMINAZIONE CONTRO L’INGHILTERRA – «Anche io credevo di vincere dopo il gol di Embolo, c’era fiducia. Il gol di Saka? Ero coperto. Abbiamo avuto la chance di vincere, poi ai rigori siamo usciti. Dopo i rigori non pensavo all’addio della Nazionale anche se era possibile. Mi sono preso del tempo, i primi giorni sono molto duri. Non ho mollato per la concorrenza di Kobel, da portiere devi fare la tua performance per poter giocare. Dopo 12 anni di Nazionale, era il momento di lasciare, il momento giusto per dire addio. Mi sono concentrato sull’Inter, sulla mia famiglia, sul mio corpo».
SUI PIANI FUTURI DOPO AVER SMESSO COL CALCIO – «Quando arriverà il momento che non mi divertirò più ad andare all’allenamento, allora è il momento di dire basta. La mia seconda figlia è nata durante l’Europeo 2021, era un momento duro, sono andato in Germania due giorni per poi lasciarla. Non ho mai visto un compleanno di mia figlia, è un argomento che nella mia testa mi ha portato a dire basta alla Nazionale, è importante, mi piace moltissimo ma c’è anche altro nella vita».
SUI PIANI FUTURI DOPO AVER SMESSO COL CALCIO – «Quando arriverà il momento che non mi divertirò più ad andare all’allenamento, allora è il momento di dire basta. La mia seconda figlia è nata durante l’Europeo 2021, era un momento duro, sono andato in Germania due giorni per poi lasciarla. Non ho mai visto un compleanno di mia figlia, è un argomento che nella mia testa mi ha portato a dire basta alla Nazionale, è importante, mi piace moltissimo ma c’è anche altro nella vita. Il papà sicuro. Dopo altre cose, non lo so. Non allenatore, penso di no. Mi piace fare altro al di fuori del calcio anche se posso fare qualcosa con la mia esperienza. Ho qualche idea in testa, 2-3 anni sono ancora dentro il calcio».
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