Juventusnews24
·16 febbraio 2026
Spalletti, discorso alla squadra dopo le ingiustizie con l’Inter: «Sono orgoglioso di voi». E poi aggiunge…

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·16 febbraio 2026

Un discorso da leader, capace di toccare le corde emotive di un gruppo ferito ma estremamente compatto. Alla Continassa, Luciano Spalletti ha scelto la via del cuore per ricucire lo strappo psicologico dopo la contestata notte di San Siro. Con poche parole, dirette e cariche di significato, il tecnico ha voluto blindare i suoi ragazzi: «Sono orgoglioso di voi». Un’attestazione di stima che la squadra sentiva di meritare e che, pronunciata da un allenatore così carismatico, ha agito come un balsamo sulle recenti scorie arbitrali. Lo riporta Tuttosport.
La Juventus riparte da qui per affrontare la trasferta più insidiosa del mese: l’impegno di Champions League a Istanbul contro il Galatasaray. Il momento è delicatissimo: i bianconeri arrivano logorati da dieci giorni di risultati beffardi tra campionato e Coppa Italia, mentre i turchi volano sulle ali di un fresco 5-1 e di un giorno di riposo extra. A complicare il quadro ci sono l’assenza di Holm e i dubbi su Thuram, ma Spalletti ha chiesto di voltare pagina e ripartire da una tela bianca.
Il messaggio passato nello spogliatoio è chiaro: se la prestazione resta quella vista contro l’Inter, il vento della fortuna non potrà che tornare a soffiare a favore. Spalletti ha rincuorato i singoli uno ad uno, elogiando la capacità del gruppo di non rifugiarsi nell’alibi arbitrale — pur inattaccabile — per restare focalizzati sul gioco. Per preparare la battaglia in Turchia, il mister ha optato oggi per il cosiddetto “allenamento invisibile”, puntando tutto sulla connessione mentale e sulla strategia: in Champions si ragiona sui 180 minuti e la gestione delle energie sarà fondamentale.
Il mantra scandito alla Continassa prima della partenza è un’iniezione di fiducia pura: «Giocando in questa maniera, in parità o in inferiorità numerica, vinceremo tante partite». La squadra si fida ciecamente del suo condottiero; non è una Juve che si perde nel bel gioco fine a se stesso, ma un collettivo che trae forza dai concetti solidi del suo allenatore. Domani a Istanbul serviranno sorrisi e pensieri positivi: il passato è alle spalle, il futuro è l’Europa.









































