Calcio e Finanza
·2 maggio 2026
Sport italiano in lutto: è morto Alex Zanardi

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·2 maggio 2026

Lutto per lo sport italiano: è morto Alex Zanardi. Lo annuncia la famiglia. Ex pilota di Formula 1 e campione-simbolo del paralimpismo, Zanardi, nato a Bologna, avrebbe compiuto 59 anni il prossimo ottobre.
Dopo l’incidente automobilistico del 2001 a causa del quale aveva subito l’amputazione delle gambe, si era dedicato al paraciclismo vicendo quattro ori e due argenti ai Giochi di Londra 2012 e Ri0 2016. Nel 2020 un altro tragico incidente, uno scontro con un camion mentre in handbike partecipava, sulle strade del senese, a una gara di beneficenza da lui organizzata.
“È con profondo dolore che la famiglia comunica la scomparsa di Alessandro Zanardi, avvenuta improvvisamente nella serata di ieri, 1 maggio”. Così la nota della famiglia nell’annunciare la morte del grande campione che avrebbe compiuto 60 anni il prossimo ottobre.
“Alex si è spento serenamente, circondato dall’affetto dei suoi cari – si legge – la famiglia ringrazia di cuore tutti coloro che in queste ore stanno manifestando vicinanza e chiede il rispetto del proprio dolore e della privacy in questo momento di lutto”. Le informazioni sulle esequie saranno comunicate successivamente.
Nato a Bologna nel 1966, Zanardi aveva sviluppato fin da giovanissimo una passione totalizzante per i motori. Nemmeno il dramma della perdita della sorella in un incidente stradale, nel 1979, lo aveva allontanato dalla velocità. A 14 anni il primo kart, poi la trafila nelle formule minori fino all’approdo in Formula 1 nel 1991 con la Jordan Grand Prix. Nel Circus avrebbe corso fino al 1994, guidando anche per la Team Lotus, senza però raccogliere i risultati attesi.
La svolta arrivò negli Stati Uniti, nel campionato CART, dove tra il 1996 e il 1998 visse le stagioni migliori della carriera, conquistando due titoli e diventando una star oltreoceano. Nel 1999 il ritorno in Formula 1 con la Williams F1 Team non fu fortunato: chiuse la carriera nel Circus con 44 Gran Premi e un solo punto.
Il 15 settembre 2001 la sua vita cambiò per sempre. Durante una gara di Champ Car al Lausitzring, in Germania, un incidente violentissimo – con l’impatto contro la vettura di Alex Tagliani – gli costò l’amputazione di entrambe le gambe. Sopravvisse per miracolo, dopo aver rischiato di morire dissanguato: 16 interventi chirurgici e sette arresti cardiaci. Ma anche da quella prova estrema Zanardi seppe ripartire.
La seconda vita fu ancora più incredibile della prima. Scoprì il paraciclismo e, con una determinazione fuori dal comune, diventò uno dei più grandi atleti paralimpici di sempre. Alle Paralimpiadi di Londra 2012 e alle Paralimpiadi di Rio 2016 conquistò quattro medaglie d’oro, a cui aggiunse otto titoli mondiali su strada. Parallelamente si fece conoscere anche al grande pubblico televisivo, conducendo programmi come Sfide e raccontando lo sport con uno sguardo unico, fatto di umanità e profondità.
Nel 2020, durante una staffetta benefica in handbike, un nuovo, drammatico incidente sulla statale 146 nei pressi di Pienza lo riportò tra la vita e la morte. Dopo un lungo coma e numerosi interventi, iniziò un altro percorso di recupero tra Milano, Lecco e Padova, riuscendo ancora una volta a riemergere. Nel dicembre 2021 Alex Zanardi fece ritorno a casa, dove proseguì con determinazione il suo percorso di riabilitazione, affiancato dai professionisti e dall’affetto della famiglia, che non lo ha mai lasciato solo fino a ieri, giorno della sua scomparsa.







































