Sprofondo Juve, in 6 anni 100 punti di distacco dalla vetta, cinque allenatori e niente Champions. L’analisi sui bianconeri | OneFootball

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·26 maggio 2026

Sprofondo Juve, in 6 anni 100 punti di distacco dalla vetta, cinque allenatori e niente Champions. L’analisi sui bianconeri

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Juve, una analisi de ‘La Gazzetta dello Sport’ ha messo a nudo la crisi dei bianconeri e i numeri confermano uno sprofondo bianconero

Un’analisi spietata de La Gazzetta dello Sport mette a nudo la crisi profonda della Juve, costretta a fare i conti con una realtà amara: sembra di essere tornati al punto di partenza. Il sesto posto in classifica fotografa una squadra fuori dalla Champions League e distante anni luce dalle posizioni che contano.

Il dato che fa più male alla Juve è il distacco accumulato dalle rivali scudettate. Negli ultimi sei anni, il divario complessivo ha toccato quota 100 punti. La cronistoria di questo declino parla chiaro:


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  • 2020-21: -13 dalla vetta
  • 2021-22: -16 dai campioni
  • 2022-23: -18 dal primo posto
  • 2023-24: -23 dai nerazzurri
  • 2024-25: -12 dal Napoli
  • 2025-26: -18 dall’Inter

I continui ribaltoni in panchina non hanno invertito la rotta della Juve. L’avvicendamento di ben cinque allenatori diversi in sei stagioni ha prodotto un bottino misero: appena due Coppe Italia e una Supercoppa, collezionando ben quattro stagioni senza alzare alcun trofeo.

Il paradosso della Juve risiede negli enormi sforzi finanziari della proprietà. Dal 2020 a oggi sono stati investiti 875 milioni di euro sul calciomercato, generando un saldo passivo di 400 milioni. Eppure, l’ultima stagione ha certificato il fallimento di ogni traguardo minimo: esclusione dall’Europa che conta, eliminazione in Coppa Italia per mano dell’Atalanta e stop prematuro nei playoff europei contro il Galatasaray.

Il piano di rinascita della Juve, affidato alle strategie dell’amministratore delegato e alla guida tecnica confermata a lungo termine, non ammette passi falsi. La sessione estiva di trasferimenti sarà cruciale: la rosa non ha bisogno di incognite o giovani promesse, ma di leader affermati e innesti di assoluto spessore internazionale.

L’ambiente della Juve cerca conforto nel passato, precisamente nell’estate del 2011. Anche allora la squadra arrivava da due settimi posti consecutivi, ma la dirigenza seppe ricostruire il gruppo acquistando campioni del calibro di Pirlo, Vidal, Lichtsteiner e Vucinic. Quella campagna acquisti esemplare permise di conquistare immediatamente il tricolore, dando il via a un’epopea di nove titoli consecutivi in cui la Juve dominò il campionato. Per raddrizzare una situazione oggi capovolta e colmare la distanza con le prime della classe, serve esattamente la stessa determinazione di allora.

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