Juventusnews24
·19 febbraio 2026
Thuram affossa Mourinho sul caso Vinicius Jr Prestianni: «È patetico, un piccolo uomo. Finché ci saranno comportamenti come questo…»

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A L’Equipe, Lilian Thuram ha parlato del caso di razzismo che ha visto protagonisti Vinicius Jr e Prestianni, attaccando duramente Mourinho.
L’ATTACCO A MOURINHO – «La natura delle sue parole dice molto sul perché non si va avanti. Mourinho è un grande allenatore, con una carriera eccezionale, ha lavorato con molti giocatori neri nella sua vita e questo non gli impedisce, primo, di dubitare della veridicità dell’atto razzista e, secondo, di interrogarsi sulla responsabilità della vittima (Vinicius) per il modo in cui ha festeggiato il suo gol. Ma come può dire una cosa del genere? Ma chi è lei, signor Mourinho, per permettersi di decidere cosa Vinicius ha il diritto di fare o non fare? In questo giudizio c’è un sentimento di superiorità e di narcisismo bianco»
SUL CASO VINICIUS – «L’atto di razzismo di cui è stato vittima Vinicius non è legato al suo comportamento, ma al colore della sua pelle. Pensate che i bambini vittime di atti razzisti a scuola o nel calcio lo siano per il loro comportamento? No. Allora cosa dovrebbero fare? Che Vinicius e i bambini vadano a giocare con un altro colore della pelle? Mourinho suggerisce che possa essere, in qualche modo, colpa di Vinicius. Che in fondo se la sia cercata. È di una violenza totale. Questo sentimento di superiorità che alcune persone bianche hanno impedisce loro di mettersi al posto delle vittime. Servirebbe più umiltà. E come si può non prendere in considerazione ciò che dicono i giocatori? Allora è questo: Vinicius è pazzo, ha inventato un insulto ed è corso dall’arbitro? Anche Mbappé l’ha sentito, quindi è pazzo pure lui? I neri sono pazzi, è questo? Sono paranoici e inventano storie… Quando Mourinho cerca di farci credere che Vinicius sia responsabile del razzismo che subisce, è patetico. Con questa analisi diventa una piccola persona, un piccolo uomo. Finché ci saranno comportamenti come questo, non saremo tutti uniti nella lotta. Ed è anche questa la storia del razzismo. Mourinho non analizza l’atto razzista come uomo, ma come uomo bianco. Non siamo obbligati a pensare attraverso il colore della pelle»









































