Calcionews24
·12 marzo 2026
Toni analizza: «La Serie A è in difficoltà. Rilanciare il campionato italiano? Ecco quale potrebbe essere la soluzione»

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Luca Toni, in un’intervista a La Repubblica, ha affrontato apertamente il delicato momento del nostro calcio, puntando il dito contro le evidenti mancanze gestionali e le carenze strutturali nei settori giovanili.
MODELLO BAYERN – «Arrivai al Bayern con Ribery, Podolski, Klose, li riportammo in alto. Da quel momento, ogni stagione hanno preso uno o due giocatori di qualità da aggiungere a un’ossatura collaudata. Certo, loro non sbagliano gli acquisti. A Monaco investono quello che incassano. Sento spesso parlare di Superlega, di modi per far entrare più soldi. La verità è che ci vorrebbero più dirigenti che sanno fare calcio. Alcuni club per vincere la Champions si devono indebitare. Il Bayern ha il bilancio in attivo.»
CRISI EUROPEA – «Dovrebbe farci riflettere il rendimento europeo complessivo delle italiane. La Serie A è in difficoltà. Il confronto con le corazzate è duro, siamo distanti. Le due finali dell’Inter ci hanno illuso, ora siamo tornati alla realtà. L’Atalanta è quella che ha meno rimpianti. Il 6-1 è pesante, ma non può esserci paragone con il Bayern. Non mi è piaciuto il Napoli. Ha avuto tanti infortuni, va bene, ma ha buttato via partite che doveva vincere. Per Conte è stata una brutta Champions. L’Inter mi ha deluso, con il Bodø doveva superare il turno. La Juventus con il Galatasaray deve rammaricarsi per la gara d’andata.»
SETTORI GIOVANILI – «Bisognerebbe curare di più i settori giovanili. Ci sono poche strutture per i bambini. E alcune regole sbagliate. Ad esempio, non ci sono più vincoli per i ragazzi dai 12 ai 18 anni: possono cambiare squadra ogni stagione. Mio figlio Leonardo ha 12 anni, gioca nel Sassuolo, potrei portarlo tra un po’ da un’altra parte, e così tu società che hai investito su di lui ti ritrovi senza nulla in mano. Il rischio è che si apra anche un mercato delle famiglie: ti do 5 mila euro se porti tuo figlio da me, e viceversa. Così si rovinano i bambini. Il tennis in Italia è ben organizzato. Nel calcio Baggio aveva fatto un programma di rilancio e neanche è stato preso in considerazione. Le riforme le fa chi non ha mai giocato. Ci devono essere figure politiche, ma vanno affiancate da qualcuno che conosce il pallone: chiama Maldini, chiama Baggio. Altrimenti continueremo a far ridere.»









































