Toni analizza: «La Serie A è in difficoltà. Rilanciare il campionato italiano? Ecco quale potrebbe essere la soluzione» | OneFootball

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·12 marzo 2026

Toni analizza: «La Serie A è in difficoltà. Rilanciare il campionato italiano? Ecco quale potrebbe essere la soluzione»

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Luca Toni ha analizzato così la crisi del calcio italiano evidenziando le carenze strutturali dei nostri vivai e la distanza con i grandi club in Europa

Luca Toni, in un’intervista a La Repubblica, ha affrontato apertamente il delicato momento del nostro calcio, puntando il dito contro le evidenti mancanze gestionali e le carenze strutturali nei settori giovanili.


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MODELLO BAYERN «Arrivai al Bayern con Ribery, Podolski, Klose, li riportammo in alto. Da quel momento, ogni stagione hanno preso uno o due giocatori di qualità da aggiungere a un’ossatura collaudata. Certo, loro non sbagliano gli acquisti. A Monaco investono quello che incassano. Sento spesso parlare di Superlega, di modi per far entrare più soldi. La verità è che ci vorrebbero più dirigenti che sanno fare calcio. Alcuni club per vincere la Champions si devono indebitare. Il Bayern ha il bilancio in attivo.»

CRISI EUROPEA – «Dovrebbe farci riflettere il rendimento europeo complessivo delle italiane. La Serie A è in difficoltà. Il confronto con le corazzate è duro, siamo distanti. Le due finali dell’Inter ci hanno illuso, ora siamo tornati alla realtà. L’Atalanta è quella che ha meno rimpianti. Il 6-1 è pesante, ma non può esserci paragone con il Bayern. Non mi è piaciuto il Napoli. Ha avuto tanti infortuni, va bene, ma ha buttato via partite che doveva vincere. Per Conte è stata una brutta Champions. L’Inter mi ha deluso, con il Bodø doveva superare il turno. La Juventus con il Galatasaray deve rammaricarsi per la gara d’andata.»

SETTORI GIOVANILI «Bisognerebbe curare di più i settori giovanili. Ci sono poche strutture per i bambini. E alcune regole sbagliate. Ad esempio, non ci sono più vincoli per i ragazzi dai 12 ai 18 anni: possono cambiare squadra ogni stagione. Mio figlio Leonardo ha 12 anni, gioca nel Sassuolo, potrei portarlo tra un po’ da un’altra parte, e così tu società che hai investito su di lui ti ritrovi senza nulla in mano. Il rischio è che si apra anche un mercato delle famiglie: ti do 5 mila euro se porti tuo figlio da me, e viceversa. Così si rovinano i bambini. Il tennis in Italia è ben organizzato. Nel calcio Baggio aveva fatto un programma di rilancio e neanche è stato preso in considerazione. Le riforme le fa chi non ha mai giocato. Ci devono essere figure politiche, ma vanno affiancate da qualcuno che conosce il pallone: chiama Maldini, chiama Baggio. Altrimenti continueremo a far ridere.»

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