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·30 aprile 2026

Totti ora aspetta l’ultimo via libera

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Quello tra Totti e Gasperini è un rapporto già solido, cementato da cene e incontri. L’ex Capitano aspetta la chiamata per un ruolo più ampio del semplice ambasciatore.

Corriere dello Sport (J.Aliprandi) – Francesco Totti aspetta. Non scalpita, non forza la mano. Ma c’è. Il contratto da ambasciatore è lì, pronto, manca solo l’ultimo via libera. E mentre Friedkin rimette ordine nei tasselli societari, Totti osserva, dialoga. Il suo ritorno è un’idea concreta che prende forma giorno dopo giorno. E un altro passo verso il Fulvio Bernardini è arrivato quindici giorni fa. Non in un ufficio, non dietro una scrivania, ma davanti a un microfono.


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Totti ha parlato da dirigente, prima ancora che da simbolo. Diretto, lucido, senza nascondersi. In merito alla vicenda Ranieri, ha chiesto unità, ha invocato compattezza, ha messo la Roma davanti a tutto. Nessuna ambiguità, nessun passo indietro. Un messaggio che ha attraversato lo spogliatoio, la dirigenza, la tifoseria. E che ha avuto un effetto immediato: ricompattare un ambiente che rischiava di sfaldarsi. Nel suo intervento, tra le righe ma neanche troppo, si è intravisto anche un sostegno a Gasperini. Un rapporto solido, cementato tra cene e confronti. Totti non si è nascosto: ha parlato di rispetto, di direzione comune, di un unico obiettivo. La Roma.

Quel messaggio non si è fermato a Trigoria. Ha attraversato l’oceano ed è arrivato dritto negli uffici americani. Friedkin osserva tutto, studia, analizza. E ha apprezzato. Non solo il contenuto, ma il tempismo, il modo, la responsabilità. Perché in quelle parole c’era esattamente ciò che la Roma cerca: una figura capace di tenere insieme i pezzi.

E allora il ritorno di Totti non è più solo una suggestione da centenario, non è solo una bandiera da sventolare. È una necessità che prende forma. I tifosi lo sanno, lo chiedono, lo immaginano in un ruolo che vada oltre l’etichetta di ambassador. Un ponte. Tra squadra e dirigenza, tra allenatore e ambiente, tra passato glorioso e futuro da costruire. Perché quando parla Totti, la Roma ascolta. Sempre. E oggi, forse più che mai, ne ha bisogno.

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