Juventusnews24
·2 marzo 2026
Tudor rischia la retrocessione, sfogo durissimo: «Ci hanno imbrogliati». E poi attacca i suoi

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Il momento nero del Tottenham prosegue senza sosta, trascinando Igor Tudor in una spirale di risultati negativi. La sconfitta interna per 2-1 contro il Fulham segna il secondo stop consecutivo per l’ex tecnico della Juventus, lasciando gli Spurs pericolosamente vicini alla zona retrocessione, con un margine di soli quattro punti. Al termine della gara, l’allenatore croato ha dato sfogo a tutta la sua frustrazione, mettendo nel mirino sia la direzione di gara per il gol concesso a Wilson — viziato da una spinta di Jimenez su Dragusin — sia l’atteggiamento rinunciatario dei suoi uomini.
Sull’episodio arbitrale, Tudor è stato categorico:
«Certo che è fallo, secondo me. Nove persone su dieci diranno che è fallo, credo, perché è così evidente. A volte non capiscono che basta anche un piccolo contatto, se ti dà un vantaggio per segnare, bisogna annullare l’azione. Non è un normale duello in cui uno è troppo leggero, no: quando spingi con le mani e non guardi la palla… A volte è facile ottenere un vantaggio così».
Il tecnico ha poi rincarato la dose, parlando apertamente di una gestione regolamentare illogica:
«È ridicolo non fischiare fallo, perché la conseguenza è troppo grande. Non è un piccolo fallo a centrocampo, è un gol. C’è una logica: l’arbitro vuole lasciar giocare, duelli forti, è fantastico, mi piace. Ma c’è una logica: se il gol nasce perché uno si prende un vantaggio senza pensare al calcio, non pensava alla palla, pensava a come imbrogliare. Ha spinto e hanno segnato. Questa è la logica: è un imbroglio e c’è fallo».
Oltre alla moviola, Tudor ha analizzato con estrema durezza la crisi d’identità del club londinese, invocando una scossa caratteriale profonda:
«È una situazione complicata, ci sono tanti problemi. Dobbiamo trovare la voce dentro ognuno di noi. Serve più personalità, più voglia di reagire. È una situazione incredibile. Ci sono grandi problemi qui. Ci è mancato tutto. Non si tratta solo di un gol o di un errore. Quando giochi per questo club, ti aspetti un certo livello di lotta e qualità, che oggi non si è visto. È un momento difficile e dobbiamo guardarci dentro».
Infine, l’allenatore ha allontanato i discorsi tattici, focalizzandosi sulla differenza di intensità atletica e mentale vista in campo:
«Non è una questione di sistema. In questo momento è l’ultima cosa importante. È difficile da capire perché la qualità c’è. Ma il calcio è anche corsa e duelli. Ho la sensazione che i giocatori del Fulham corrano sempre, anche con la testa. Arrivano prima, prevedono le situazioni, mentre noi siamo sempre in ritardo».









































