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·3 settembre 2026
Vlahovic: “Il Besiktas è la scelta migliore per la mia carriera”. E sulla Juventus: “So qual è la verità”

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·3 settembre 2026

Vlahovic racconta l’addio alla Juventus, il mancato rinnovo e la nuova avventura al Besiktas: “So qual è la verità”.
Dusan Vlahovic si è presentato al calcio turco nel modo migliore possibile: una tripletta alla prima gara da titolare con il Besiktas e subito parole importanti sul proprio passato. L’attaccante serbo, intervistato da Mozzart Sport e riportato da Gianluca Di Marzio, ha raccontato i motivi che lo hanno portato a scegliere Istanbul e si è soffermato a lungo sulla separazione dalla Juventus, chiarendo diversi aspetti rimasti al centro del dibattito negli ultimi mesi.
Il serbo ha spiegato come la decisione sia arrivata soltanto dopo aver valutato numerose opportunità durante l’estate.
“Ho parlato con molti club. Essendo svincolato era normale. Molte squadre hanno cercato informazioni o hanno provato a ingaggiarmi. La finestra di mercato è un processo molto dinamico: un giorno succede una cosa e quello dopo può cambiare tutto. Ho riflettuto a lungo, sono stato paziente e alla fine credo di aver preso la decisione migliore per la mia carriera. Il tempo dirà se sarà così, ma io ne sono convinto”.
Poi il motivo principale della scelta del Besiktas.
“Hanno fatto di tutto per acquistarmi. Per tutta l’estate hanno cercato di contattarmi e questo mi ha fatto molto piacere. Credo che nella vita sia importante andare dove ti desiderano di più. Il presidente e il direttore sportivo sono venuti da Istanbul a Belgrado, sono rimasti sette-dieci giorni e abbiamo parlato. La loro ambizione, il progetto e soprattutto l’allenatore hanno avuto un ruolo fondamentale. Lo conosco molto bene, abbiamo lavorato insieme alla Fiorentina e forse è stato l’aspetto più importante”.
Vlahovic non nasconde l’affetto rimasto nei confronti del club bianconero, nonostante una separazione che ha fatto discutere.
“Avevo un contratto fino al 30 giugno. Il mio contratto è scaduto e da quel momento sono diventato un giocatore svincolato. Ho trascorso quattro anni e mezzo fantastici in questo club, sia per i rapporti interpersonali sia per tutto ciò che rappresenta una società come la Juventus. È stato un grande onore indossare questa maglia, rappresentare il club e segnare dei gol”.
C’è però anche un pizzico di amarezza.
“È un enorme rammarico non aver avuto l’opportunità di lottare per ottenere di più, di avere più possibilità di vincere trofei. Però sono sicuro che la Juventus tornerà su quella strada, perché è nel DNA del club e continuerà a esserlo per molti anni”.
È probabilmente il passaggio più forte dell’intervista. Vlahovic ha voluto chiarire pubblicamente la propria posizione sulle voci riguardanti il rinnovo contrattuale.
“È stato scritto che stavo ponendo diverse condizioni per un nuovo contratto con la Juventus, ma gran parte di ciò non era vero”.
Il centravanti ha poi raccontato il proprio ultimo anno a Torino.
“L’ultimo anno è stato difficile. Ho iniziato dalla panchina per un motivo ben noto: perché stavo entrando nell’ultimo anno di contratto. A mio parere, questo è stato l’unico motivo per cui ho iniziato la stagione dalla panchina. Certo, erano arrivati anche due nuovi attaccanti, ma io avevo accettato quel ruolo perché avevo deciso di andare in quella direzione”.
Ancora più significativo il riferimento ai rapporti con la dirigenza.
“In tre anni, per quanto si sia scritto sul mio rinnovo, non ho avuto alcuna conversazione specifica con la dirigenza del club fino alla fine della stagione. L’ultima volta che abbiamo parlato è stato senza un accordo. Si è parlato molto del fatto che chiedessi varie condizioni, ma c’era tanta pressione su di me che mi disturbava, perché so qual è la verità e so cosa è successo”.
Vlahovic ha ricordato anche uno dei momenti più complicati vissuti in maglia bianconera.
“Non è piacevole quando lo stadio ti fischia in un’amichevole contro la squadra Under 23. L’infortunio che ho subito è arrivato proprio quando non ci voleva”.
Poi un ringraziamento speciale a Luciano Spalletti.
“Quando è arrivato Spalletti, voglio ringraziarlo per tutto quello che ha fatto per me. Sia quando ero infortunato sia quando ero in salute ha sempre cercato di aiutarmi, oltre ad avere la volontà di farmi restare alla Juventus”.
Infine, il serbo non chiude completamente la porta a un futuro ritorno.
“Nel calcio non si sa mai cosa può succedere. Anch’io ho commesso degli errori parlando in passato, è normale quando sei giovane. Mai dire mai, perché nel calcio e nella vita può succedere di tutto. Perciò non escludo nessuna opzione”.
L’ultima dichiarazione è quasi una dedica al club che lo ha accompagnato per quattro anni e mezzo.
“Sono molto grato alla Juventus. È un club enorme, uno dei più grandi al mondo e per me è stato importantissimo. Ho cercato di ripagarlo sempre nel miglior modo possibile e sarà sempre un onore aver indossato questa maglia”.







































