Vlašić, la Croazia e l'attesa di Abate e dei tifosi. Il Toro aspetta il vero numero 10 | OneFootball

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·9 settembre 2026

Vlašić, la Croazia e l'attesa di Abate e dei tifosi. Il Toro aspetta il vero numero 10

Immagine dell'articolo:Vlašić, la Croazia e l'attesa di Abate e dei tifosi. Il Toro aspetta il vero numero 10

La convocazione con la Croazia è un segnale di fiducia per il fantasista granata, ma le prime tre giornate raccontano un Vlašić ancora lontano dal rendimento della scorsa stagione. Abate dovrà trovare il modo di rimetterlo al centro del progetto.


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Da una parte c'è la fiducia della Nazionale, che continua a considerarlo un elemento importante del proprio gruppo. Dall'altra ci sono le prime tre giornate di Serie A, nelle quali il rendimento del croato è stato ancora piuttosto altalenante.

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TRE PARTITE, TRE VOTI CHE RACCONTANO UN VLAŠIĆ IN CRESCITA

Contro il Milan, nella prima giornata, Vlašić ha ricevuto 6.

La valutazione della nostra redazione sottolineava un aspetto evidente: il Milan aveva preparato la partita anche per limitarlo, arrivando a triplicare le marcature sul giocatore considerato il principale riferimento tecnico del Torino.

Il giudizio, però, evidenziava anche che il croato doveva ancora raggiungere la migliore condizione.

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Una settimana più tardi è arrivato il passaggio a vuoto di Reggio Emilia.

Contro il Sassuolo, Vlašić ha preso 5. La prestazione è stata giudicata insufficiente soprattutto per quanto accaduto nella ripresa, quando il trequartista è progressivamente uscito dalla partita.

A Firenze, invece, il voto è nuovamente salito a 6.

Non è ancora il Vlašić dominante che il Torino ha conosciuto nella passata stagione, ma il giudizio ha evidenziato il lavoro svolto per la squadra anche senza una prestazione particolarmente brillante dal punto di vista offensivo.

La media delle tre pagelle è quindi 5,67.

Non è un dato che boccia il giocatore. È piuttosto la fotografia di un calciatore che deve ancora trovare continuità.

IL VLAŠIĆ DELLA SCORSA STAGIONE È IL TERMINE DI PARAGONE

Il problema, probabilmente, è proprio questo.

Quando si parla di Vlašić il confronto non è con un giocatore qualsiasi, ma con quello che nella scorsa stagione ha dimostrato di poter essere il principale riferimento tecnico del Torino.

Il croato ha qualità per giocare tra le linee, associarsi con i compagni, attaccare l'area e soprattutto aumentare la qualità delle azioni offensive.

Per questo, quando non riesce a incidere, la sensazione è immediatamente più evidente rispetto a quella lasciata da altri giocatori.

Contro il Milan gli avversari hanno scelto di limitarlo.

A Sassuolo non è riuscito a trovare contromisure.

A Firenze ha dato un contributo più equilibrato, ma senza ancora accendersi con continuità.

Il percorso delle prime tre partite sembra quindi abbastanza chiaro: Vlašić c'è, ma non è ancora diventato il Vlašić che il Torino si aspetta.

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ABATE DEVE TROVARE IL MODO DI VALORIZZARLO

Qui entra in gioco Ignazio Abate.

Il tecnico ha cambiato parecchio il Torino rispetto alla scorsa stagione e l'arrivo di giocatori come Mandragora, Fitz-Jim, Bragança e gli altri nuovi innesti gli permette di avere soluzioni che prima non erano disponibili.

Questo potrebbe diventare importante anche per Vlašić.

Se il croato viene costantemente individuato dagli avversari come il giocatore da neutralizzare, il Torino deve essere in grado di creare altre fonti di gioco e di pericolo.

La prestazione di Firenze ha già mostrato qualcosa in questo senso.

Mandragora ha preso in mano la squadra, Fitz-Jim ha giocato una partita di qualità e Belghali, entrando dalla panchina, ha fornito l'assist decisivo ad Adams.

Questo può diventare un vantaggio anche per Vlašić.

Meno responsabilità sulle sue spalle significa potenzialmente più spazio per ricevere palla nelle zone in cui può fare la differenza.

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TORINO-ROMA PUÒ ESSERE LA RISPOSTA

Dopo la sosta il Torino affronterà la Roma all'Olimpico Grande Torino.

Sarà una partita importante per Abate e per la squadra, ma anche per Vlašić.

Il croato dovrà dimostrare di poter tornare a essere un giocatore decisivo, non soltanto un elemento capace di lavorare per la squadra.

La concorrenza e le nuove soluzioni offensive aumentano le possibilità del Torino, ma al tempo stesso alzano il livello delle aspettative.

Il nuovo Toro non deve necessariamente dipendere da Vlašić.

Ma avere il miglior Vlašić possibile significa per il Torino poter fare un salto di qualità, soprattutto nelle gare complicate contro squadre ostiche che si chiudono in difesa; in quei frangenti la classe del numero 10 croato deve fare la differenza.

IL GIUDIZIO DI CUORETORO

Dopo tre giornate non c'è motivo per parlare di problema Vlašić.

I voti raccontano piuttosto un giocatore ancora in fase di rodaggio: 6, 5, 6.

La convocazione con la Croazia conferma che la sua qualità non è in discussione.

Adesso resta da capire quando arriverà la versione migliore.

Perché se Mandragora ha già dimostrato di poter cambiare il volto del centrocampo e Fitz-Jim ha mostrato qualità importanti a Firenze, il prossimo salto di qualità del Torino potrebbe passare proprio dal ritorno del suo numero 10 ai livelli che conosciamo.

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