DirettaCalcioMercato
·21 settembre 2026
Xhaka ammette il certificato Covid falso: escluso dal ritiro della Svizzera

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Il centrocampista del Sunderland Xhaka ha riconosciuto di aver ottenuto un certificato di vaccinazione contraffatto durante la pandemia. La Procura di Lucerna sta indagando sulla vicenda. La Federazione svizzera: «Ora riportare la calma e concentrarsi sulla squadra».
Granit Xhaka ha ammesso di essere entrato in possesso di un certificato di vaccinazione contro il Covid-19 senza essersi sottoposto alla vaccinazione. La vicenda, risalente al periodo della pandemia, torna ora alla ribalta, come riporta ESPN nell’ambito di un’indagine che coinvolge un medico svizzero sospettato di aver prodotto certificati falsi per persone non vaccinate.
Il centrocampista del Sunderland, 33 anni e recordman di presenze con la nazionale svizzera, ha deciso di intervenire personalmente dopo le indiscrezioni emerse negli ultimi giorni. In una dichiarazione, Xhaka ha riconosciuto la propria responsabilità e ha definito la scelta compiuta allora “un errore“.
“All’epoca ero profondamente turbato e nutrivo seri dubbi riguardo al vaccino contro il Covid-19“, ha spiegato il giocatore, ricordando il clima di paura e incertezza vissuto durante la pandemia. Xhaka ha quindi ammesso di aver richiesto un certificato di vaccinazione invece di affrontare i propri dubbi attraverso i canali appropriati.
“Oggi mi rendo conto chiaramente che questa è stata la linea d’azione sbagliata. È stato un errore. Mi dispiace. Mi assumo la responsabilità di questa decisione”, ha dichiarato il calciatore, aggiungendo di essersi già messo in contatto con le autorità competenti e di voler collaborare pienamente con gli inquirenti.
La Federazione svizzera ha comunicato che Xhaka non prenderà parte all’attuale raduno della nazionale. La decisione è stata presa di comune accordo con il giocatore.
Il presidente della Federazione, Peter Knäbel, ha spiegato che l’obiettivo immediato è quello di permettere alla squadra di concentrarsi sugli impegni internazionali. “Accogliamo con favore il fatto che Granit stia facendo questo passo e affrontando la questione di petto”, ha dichiarato Knäbel.
La Federazione ha inoltre precisato che, al termine della pausa per le nazionali, la situazione verrà rivalutata insieme al giocatore. Non è stata quindi annunciata una definitiva esclusione di Xhaka dalla nazionale né una decisione sulla sua fascia di capitano.
Sul caso sono in corso accertamenti da parte delle autorità svizzere. L’indagine riguarda anche un medico sospettato di aver fornito certificati vaccinali falsi a persone che non avevano ricevuto il vaccino.
Le eventuali conseguenze giudiziarie per Xhaka saranno determinate dall’esito del procedimento. Al momento, l’ammissione del calciatore non equivale a una condanna e resta alle autorità competenti il compito di stabilire le eventuali responsabilità penali.
Xhaka, intanto, continua la sua stagione in Inghilterra con il Sunderland. Il centrocampista ha disputato sei partite in questa stagione, compresa la recente sfida persa 5-3 contro il Manchester City.
Con 152 presenze, Xhaka è il giocatore che ha vestito più volte la maglia della nazionale svizzera. Il suo futuro con la selezione rossocrociata sarà discusso dopo la pausa internazionale, quando Federazione e giocatore torneranno a confrontarsi sulla vicenda.