Calcio e Finanza
·25 de fevereiro de 2026
Bilancio e mercato: le conseguenze per l’Inter del flop in Champions

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·25 de fevereiro de 2026

«Se dovessimo mancare questo appuntamento è evidente che l’aspetto bilancistico lo andremo a rimediare in corsa, ma non è un problema, assolutamente». Parola del presidente dell’Inter Giuseppe Marotta, intervistato da Sky prima della sfida di ritorno dei playoff di Champions League contro il Bodo/Glimt. Una gara che ha certificato il flop nerazzurro nella stagione 2025/26 in Europa, complice l’eliminazione già ai playoff per mano dei norvegesi (squadra indubbiamente di livello inferiore), dopo aver raggiunto la finale nella passata annata. Un risultato che ha anche un impatto a livello economico: ma quanto?
Partiamo da un assunto: i club, nel predisporre il budget a inizio stagione, solitamente partono da stime decisamente prudenziali. Che, solitamente, riguardano la qualificazione alla fase ad eliminazione diretta in Champions League: per la Juventus, ad esempio, nel business plan fino al 2027 il risultato minimo riguardava il raggiungimento degli ottavi di finale; il Milan, come spiegato dal presidente Paolo Scaroni nei mesi scorsi, nel 2024/25 aveva indicato solo la qualificazione ai playoff.
È il motivo per cui, ad esempio, è fallace partire nel ragionamento dai ricavi della stagione precedente (soprattutto nel caso siano straordinari) per definire il piano di manovra di un club nell’anno che segue, quantomeno da un punto di vista di conto economico (e quindi anche di rispetto dei paletti UEFA e FIGC per i vari livelli di FPF). Perché è vero che rispetto al 2024/25 arriveranno 65 milioni in meno dai premi per la Champions (oltre ai circa 15 milioni dal botteghino per le gare in meno in Champions e i 30 milioni di premi per il Mondiale per Club), ma il punto di partenza era diverso.
Da quanto emerso nei mesi scorsi, l’indicazione minima per l’Inter da budget era la qualificazione agli ottavi di Champions League. Obiettivo quindi fallito, con conseguenti mancati ricavi per circa 15/20 milioni di euro: 11 milioni fanno riferimento ai mancati premi UEFA, il resto al potenziale incasso dal botteghino (in base anche a quella che sarebbe potuta essere l’avversaria, tra Sporting e Manchester City). Questa è quindi la cifra “mancante” per la stagione 2025/26 a livello di entrate per il club nerazzurro, rispetto al budget di inizio stagione.
E quanto impatta a livello di bilancio? Per capirlo, va allargato il quadro. Secondo le stime di Calcio e Finanza, al momento i ricavi per l’Inter si aggirano intorno ai 465/470 milioni di euro: in sostanza, un calo pari a circa 100 milioni rispetto ai 567 milioni del bilancio al 30 giugno 2025. Se da un lato infatti i risultati peggiori in Europa e l’assenza delle entrate dal Mondiale per Club valgono la diminuzione di cui sopra, a fare da contraltare c’è la crescita nei ricavi da stadio tra biglietti e abbonamenti (considerando l’aumento dei prezzi) e soprattutto la crescita dei ricavi da gestione calciatori, con plusvalenze che si aggirano intorno ai 30 milioni di euro.
Un netto calo nel fatturato, quindi, a cui tuttavia corrisponde anche un calo rilevante nei costi. Dai 482 milioni della stagione 2024/25, al momento la stima per il 2025/26 si aggira intorno ai 445/450 milioni di euro, con una diminuzione legata al costo del personale (in particolare vista la differenza di costi per lo staff tecnico passando da Simone Inzaghi a Cristian Chivu), agli ammortamenti e anche ad alcuni costi tecnici come i minori costi per le trasferte, impattati in particolare dalla partecipazione al Mondiale per Club la scorsa estate.
A questo calo, poi, va aggiunta anche un’altra diminuzione, ovverosia quella degli oneri finanziari: nel 2024/25 erano pari a complessivi 35,9 milioni di euro ma riferiti in larga parte al vecchio bond, mentre nella stagione in corso (visto il nuovo finanziamento con valori e interessi più bassi) si stimano oneri per circa 15 milioni di euro.
Nonostante quindi la mancata qualificazione agli ottavi di Champions, al momento le stime vedono il bilancio dell’Inter aggirarsi poco al di sopra del break even per la stagione 2025/26. E il club nerazzurro ha ancora alcune leve da poter sfruttare: innnanzitutto i risultati sportivi (la vittoria dello scudetto conquistando molti punti può alzare la quota dei diritti tv della Serie A, così come vincere la Coppa Italia) ma anche, eventualmente, il mercato nel mese di giugno. Ma, quantomeno dal punto di vista del conto economico (senza voler entrare nel tema del cashflow), il bilancio stando alle stime non necessariamente avrà bisogno di una cessione rilevante.
Guardando invece la situazione dal punto di vista del mercato per la prossima stagione, la mancata qualificazione agli ottavi avrà un impatto? Anche in questo caso, limitandoci al conto economico, vale il discorso di cui sopra: il budget per la stagione 2026/27 (non per il mercato, ma in generale) sarà stilato in base ai risultati minimi per la prossima stagione, non partendo dal fatturato di quella in corso. Ma per capire il margine di manovra, intanto, si può stimare un primo valore considerando i costi “liberati” dai giocatori a scadenza di contratto, ovverosia Sommer, De Vrij, Acerbi, Darmian e Mkhitaryan (ipotizzando che a nessuno di questi venga proposto il rinnovo).
La cifra aggregata, tra stipendi lordi e ammortamenti, è di 25 milioni di euro: in sostanza, potrebbe bastare per acquistare due giocatori da 30 milioni di euro di cartellino con contratto quinquennale e stipendio da 3,5 milioni netti. Ma anche, sempre stando nel campo delle ipotesi, tre calciatori a parametro zero con contratti triennale, stipendi da 4 milioni netti e commissioni per 3 milioni ciascuno. Oppure ancora operazioni più ampie numericamente sforando di poco la cifra: nell’estate 2025, gli investimenti su Bonny, Diouf, Luis Henrique e Sucic per 80 milioni di cartellini e 8 milioni complessivi di stipendio hanno avuto un impatto di circa 30 milioni, non molto oltre quella soglia. Il resto potrà arrivare dalle cessioni, un tema rilevante visto che nelle ultime due stagioni per i nerazzurri le plusvalenze sono state pari a 41 milioni complessivi: dal player trading, ridotto rispetto alle dirette avversarie negli ultimi anni (per strategia e/o per necessità) per limitare gli scossoni nella rosa, passerà molto del prossimo mercato interista.
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