Calcio e Finanza
·26 de março de 2026
Caso Chelsea, l'Everton dei Friedkin studia una causa contro la Premier League

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·26 de março de 2026

La mancata penalizzazione da parte di Football Association (la Federcalcio inglese) e Premier League ai danni del Chelsea, a causa di pagamenti non dichiarati ad alcuni calciatori e ai propri agenti nell’era Abramovich, potrebbe aprire un nuovo contenzioso legale per il massimo campionato di calcio inglese.
Come riporta il quotidiano The Guardian, l’Everton, di proprietà del Friedkin Group (che controlla anche la Roma in Serie A) e penalizzato due stagioni fa per le violazione del Fair Play Finanziario della Premier, starebbe valutando di imbastire una causa nei confronti della Premier League. I Toffees, per questo, stanno redigendo una lettera indirizzata alla lega per chiedere una spiegazione ufficiale per la mancata sanzione, anche in termini sportivi e non solo economici, nei confronti del club guidato da Todd Boehly.
Va ricordato come il Chelsea sia stato multato per 10,75 milioni di sterline (pari a 12,4 milioni di euro) da parte della Premier League, dopo che quest’ultima ha dichiarato che il club inglese ha nascosto pagamenti pari a 47,5 milioni in un periodo lungo sette anni (era stata la nuova proprietà del Chelsea a denunciare l’accaduto). Una decisione che ha fatto storcere il naso a diversi club inglesi per la sua leggerezza, considerando anche la grande potenza economica di cui gode la società londinese.
In questo clima, dove diversi club hanno contattato direttamente i vertici della Premier, l’Everton si sente particolarmente penalizzato vista anche della penalizzazione di otto punti di due stagioni fa per due violazioni distinte sul FPF. Nel caso del Chelsea le penalizzazioni sportive non sembrano essere state prese in considerazione. Inoltre, il club dei Friedkin, per questioni legate alla gestione di Farhad Moshiri, potrebbe ricevere altre sanzioni visto che è oggetto di una richiesta di risarcimento da parte del Burnley pari a 50 milioni di sterline dopo che quest’ultimo è retrocesso in Championship nella stagione 2021/22 quando l’Everton è stato dichiarato colpevole di violazioni del FPF inglese.
Oltre all’Everton, anche il Nottingham Forest, anch’egli penalizzato nel 2023/24 dalla Premier League per violazioni del FPF, starebbe valutando di muoversi dopo questa decisione. I dirigenti del club, infatti, avrebbero incontrato negli scorsi giorni gli omologhi dei Toffees per valutare un’azione congiunta contro la Premier League, unendo di fatto le forze per contestare l’operato del massimo campionato di calcio inglese in merito a questa vicenda.
La paura dei club di Premier è che questa decisione possa creare un precedente pericoloso, in vista anche di quella che si annuncia essere la sentenza spartiacque della storia recente del torneo: il verdetto sulle presunte 130 violazioni del FPF inglese da parte del Manchester City. In vista di una condanna dei Citizens, che negano qualunque accusa ma rischiano molto dal punto di vista sportivo, le altre big inglesi – Arsenal, Liverpool, Manchester United e Tottenham – già due anni fa avevano incaricato i propri legali di studiare un’eventuale richiesta danni.
Un approccio diverso sembrerebbe essere stato scelto da Everton e Nottingham, che stanno concentrando le proprie attenzioni sull’operato della Premier League, che non ha voluto includere nelle sue considerazioni la possibile violazione ai sensi di “vantaggio sportivo” nonostante il Chelsea, nelle stagioni finite sotto inchiesta, abbia vinto in tutto otto trofei, compresi due campionati.









































