Calcionews24
·04 de abril de 2026
Conferenza stampa Chivu alla vigilia di Inter Roma: «La faccia questi giocatori l’hanno sempre messa! Accettano le critiche ma di riconoscenza nel calcio ce n’è poca»

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In conferenza stampa alla vigilia di Inter Roma, Cristian Chivu ha rilasciato queste dichiarazioni.
PREOCCUPATO DELLA DELUSIONE DEI CALCIATORI ITALIANI? – «Io ho a che fare con grandi campioni dal punto di vista soprattutto umano, me l’hanno fatto vedere quest’anno e in tutti gli anni, hanno sempre saputo rialzarsi una volta assaggiata l’amarezza. Hanno imparato che far parte di una squadra, facendo questo sport, ogni tanto si casca e non si raggiunge l’obiettivo. Quello che conta è la reazione, il carattere, quello che riescono a mettere in mostra per loro stessi, per i compagni e per l’amore dei tifosi. Sanno anche loro che le delusioni fanno parte del gioco. Non sono preoccupato perché in questi 8 mesi me lo hanno fatto vedere che abbiamo a che fare con uomini che hanno valori e qualità».
COSA CAMBIA ADESSO COL RIENTRO DI LAUTARO, ANCHE DAL PUNTO DI VISTA DELLA CARICA CHE PORTA IN CAMPO – «Per me i risultati fanno parte di questa maratona che è il campionato. Voi parlate di 14 vittorie, io parlo di 18 gare nelle quali ne abbiamo vinte 14, pareggiato 3 e persa 1. E’ un ritmo direi anche molto buono. Certi drammi per un pareggio si fanno solo per l’Inter e non con altre squadre, fanno parte dell’andamento di un campionato e dell’avversario. Ovvio che volevamo di più, ma ci prendiamo quello che abbiamo meritato finora. Direi che fin quando siamo primi sismo riusciti a rimanere competitivi e a mantenere le nostre aspettative. Ovvio che a livello individuale ogni giocatore è indispensabile, lo è Lautaro come lo sono Luis Henrique e Diouf, visto che sono quelli che hanno giocato meno. Ognuno di loro sa quanto è importante avere tutti a disposizione, ma anche pronti mentalmente e fisicamente per essere la loro miglior versione».
COSA E’ CAMBIATO RISPETTO ALL’ANDATA CON LA ROMA? – «Sappiamo tutti la forza di questa squadra e di questo allenatore, che è riuscito in poco tempo a imporre la sua identità e lo ha fatto abbastanza bene. Sappiamo che è una partita importante, ne mancano 8. Per noi la prossima è la più importante, dobbiamo essere pronti a ritrovare un po’ di convinzione, a dare intensità e ad accettare quello che la Roma ti propone in campo. Non è mai semplice affrontare le squadre di Gasperini, bisogna avere personalità e coraggio».
SERVE UNO STEP IN PIU’ RISPETTO AI FINALI DELLE SCORSE STAGIONI? – «Ho parlato prima di qualità umane e valori. Questo gruppo ha dei valori, ha imparato dagli errori del passato e lo hanno sempre fatto vedere. Di più o di meno conta poco, quello che conta è quello che siamo e che siamo diventati. Nonostante le difficoltà abbiamo rialzato la testa e ci abbiamo sempre messo la faccia. E qui parlo anche di Bastoni che io l’ho lasciato con le stampelle e poi l’ho visto in campo in Nazionale 3 giorni dopo. La faccia questi giocatori l’hanno sempre messa e accettano le critiche, pur consapevoli che di riconoscenza nel mondo del calcio ce n’è poca. Si punta sempre il dito e si va a cercare qualcosa che non ha a che fare con i valori umani di questa squadra, soprattutto di Bastoni. Lo ha fatto lui, lo fanno anche gli altri. Hanno imparato dagli errori del passato e sono convinto che si faranno trovare pronti per il finale di stagione».
COME STA BASTONI? – «Nel mondo del calcio quello che conta è il rispetto dei compagni, il lavoro e quello che sei tu umanamente. Io sono convinto che lui in questo momento sia dispiaciuto per l’accaduto ma allo stesso tempo è contento di aver ricevuto il sostegno dei suoi compagni in Nazionale, il sostegno dei suoi compagni nel club. Perché la faccia l’ha messa, in un momento di difficoltà si è presentato lì per rappresentare un paese, per cercare di portare a buon fine il sogno di tutti gli italiani. Nonostante le difficoltà e le condizioni fisiche in cui era al momento, lui ha dato disponibilità. Per me questo vale tanto, capisco cosa vuol dire fare 10 giorni di stampelle per poi metterci la faccia e prenderti la responsabilità dell’importanza di quella partita. Quello che conta è quello che ricevi».
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