Milannews24
·25 de maio de 2026
Dopo l’addio di Allegri si punta Iraola: contatti avviati, chi è e come gioca il tecnico basco che piace alla dirigenza

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·25 de maio de 2026

Il club è già totalmente proiettato verso la ricostruzione in vista della prossima stagione sportiva. Dopo la recente e netta separazione che ha portato all’addio ufficiale di Massimiliano Allegri, i vertici societari si sono messi immediatamente al lavoro alla ricerca della nuova guida tecnica a cui affidare il nuovo ciclo sportivo. Stando alle ultime e sempre più insistenti indiscrezioni di mercato, la dirigenza ha allacciato i primi contatti con l’entourage di Andoni Iraola per sondare il terreno, valutando così la concreta fattibilità di portare il manager spagnolo a San Siro. Ma chi è il tecnico che ha stregato la dirigenza e perché la sua filosofia potrebbe rappresentare una scommessa affascinante ma vincente?
Classe 1982, Andoni Iraola è prima di tutto una leggenda calcistica dell’Athletic Bilbao, club con cui ha collezionato oltre 500 presenze sul terreno di gioco nel ruolo di terzino destro, venendo forgiato e influenzato a livello tattico da un maestro assoluto del calcio mondiale come Marcelo Bielsa.
Una volta appesi gli scarpini al chiodo, la sua ascesa sulla panchina è stata tanto rapida quanto sorprendente. Dopo l’esordio assoluto a Cipro con l’AEK Larnaca, ha stupito l’intera Spagna trascinando il modesto Mirandés fino alle storiche semifinali di Copa del Rey. La vera consacrazione, però, è arrivata alla guida del Rayo Vallecano, dove ha conquistato prima la promozione in Liga e poi un consolidamento ad alti livelli grazie a un calcio spettacolare. Il definitivo salto di qualità internazionale è avvenuto infine in Premier League sulla panchina del Bournemouth, dove ha impressionato l’intera Inghilterra per la capacità di valorizzare la rosa, trasformandola in una delle realtà più brillanti e richieste d’Europa.
L’identità sul rettangolo verde di Andoni Iraola incarna alla perfezione tutti i principali dettami del calcio moderno e proattivo. Il suo marchio di fabbrica indiscusso ed evidente è il pressing alto e asfissiante: i suoi undici sono programmati per difendere sempre in avanti, soffocando la costruzione dal basso avversaria per recuperare la sfera il più vicino possibile alla porta avversaria.
Il tecnico basco rifiuta categoricamente il possesso palla orizzontale, lento e sterile, prediligendo al contrario una verticalità estrema, sottomessa a transizioni offensive fulminee. Il suo modulo di riferimento è un dinamico 4-2-3-1, interpretato con un ritmo forsennato per tutti i novanta minuti. In fase di possesso, i suoi attaccanti esterni tendono ad accentrarsi sulla trequarti per liberare le corsie laterali alle continue sovrapposizioni dei terzini, creando densità, superiorità numerica e totale imprevedibilità nella trequarti campo avversaria.
Scegliere un profilo emergente come Iraola significherebbe per la società sposare una filosofia di gioco coraggiosa, intensa e fortemente europea, segnando un taglio netto e profondo con il recente passato tattico e gestionale della squadra.
Da un lato, il suo calcio moderno potrebbe esaltare e rivalutare l’enorme potenziale offensivo e la velocità degli esterni in rosa, portando una ventata di freschezza ed entusiasmo a San Siro. Dall’altro lato, tuttavia, restano le incognite legate alla sua totale mancanza di esperienza diretta in un campionato tatticamente bloccato come la Serie A e, soprattutto, la gestione delle pressioni quotidiane di una piazza che esige fin da subito il ritorno alla vittoria e la lotta per i massimi traguardi nazionali e internazionali.







































