Calcio e Finanza
·15 de abril de 2026
Esame "farsa" a Suarez: condannati gli ex vertici dell'Università per stranieri di Perugia

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·15 de abril de 2026

Si è concluso con la condanna dei tre imputati il processo per il cosiddetto esame “farsa” per la certificazione della conoscenza dell’italiano dall’attaccante uruguaiano Luis Suarez, allora al Barcellona e in procinto di trasferirsi alla Juventus, sostenuto all’Università per Stranieri di Perugia nel settembre del 2020. La cittadinanza serviva al club bianconero per tesserare eventualmente Suarez con lo status di giocatore comunitario.
Il tribunale ha infatti inflitto un anno e mezzo di reclusione ciascuno all’ex rettrice Giuliana Grego Bolli, all’allora direttore generale Simone Olivieri e all’ex direttrice del Centro di valutazione e certificazioni linguistiche Stefania Spina accusati a vario titolo di falso e rivelazione di segreto d’ufficio. Pena sospesa per tutti.
I giudici hanno assolto i tre imputati con la formula «perché il fatto non sussiste» dall’accusa di falso ideologico contestata nel primo capo d’imputazione, nel quale si ipotizzava il falso in relazione al verbale relativo alla decisione di anticipare la sessione d’esame per Suarez. Hanno inoltre modificato l’accusa di rivelazione di segreto d’ufficio, escludendo vantaggi patrimoniali per gli imputati che hanno sempre rivendicato la correttezza del loro comportamento.
I tre sono stati processati per l’accusa di avere istituito una sessione «ad personam» per Suarez e quindi di avergli rivelato in anticipo i contenuti della prova. L’attestazione della conoscenza dell’italiano di livello B1 era necessaria a Suarez per conseguire la cittadinanza italiana e quindi – secondo la versione accusatoria – essere eventualmente ingaggiato dalla Juve con la quale «era in corso una trattativa», mai andata in porto. «L’accusa si è ridimensionata già in questo primo grado e le condanne sono state inferiori a quelle chieste dall’accusa – ha commentato l’avvocato Francesco Falcinelli, difensore di Olivieri –. Attendiamo le motivazioni della sentenza e poi ricorreremo in appello».
«Pur sfociando in una condanna, la decisione segna un ridimensionamento del quadro accusatorio – ha commentato a sua volta l’avvocato David Brunelli, difensore della ex rettrice Giuliana Grego Bolli e della professoressa Stefania Spina –. Il Tribunale ha ridimensionato la vicenda del cosiddetto “esame farsa”, ma non nella misura da noi auspicata, non avendo accolto la richiesta di piena assoluzione per la Rettrice Grego e per la professoressa Spina».
«Nell’attesa di leggere le motivazioni della sentenza, rimaniamo convinti delle nostre buone ragioni e contiamo di farle valere nel successivo giudizio di appello», ha concluso l’avvocato Brunelli, che con il collegio difensivo ha evidenziato anche come a fronte di una richiesta complessiva di danni di 1 milione di euro il tribunale l’abbia ridotta a 100mila.









































