Flachi: «Dispiace per Gattuso, è l’ultimo dei colpevoli. Italiano o Gasperini al suo posto e vi spiego perchè. Sulla Sampdoria…» – ESCLUSIVA | OneFootball

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Calcionews24

·04 de abril de 2026

Flachi: «Dispiace per Gattuso, è l’ultimo dei colpevoli. Italiano o Gasperini al suo posto e vi spiego perchè. Sulla Sampdoria…» – ESCLUSIVA

Imagem do artigo:Flachi: «Dispiace per Gattuso, è l’ultimo dei colpevoli. Italiano o Gasperini al suo posto e vi spiego perchè. Sulla Sampdoria…» – ESCLUSIVA

Flachi, ex centravanti della Sampdoria, ha analizzato il momento del calcio italiano e non solo: le sue dichiarazioni in esclusiva

Francesco Flachi si è concesso in esclusiva ai microfoni di Calcionews24. Le sue dichiarazioni sul momento del calcio italiano e non solo.

Partiamo dall’analisi del momento della Nazionale Italiana dopo la mancata qualificazione al Mondiale. Di chi sono le responsabilità maggiori?


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«Ma è normale che le responsabilità sono di tutti, andando ad analizzare tutto il percorso da Spalletti fino a Gattuso. Rino ha portato euforia nel modo in cui allena, è sempre stato un motivatore e grande trascinatore e lì per lì aveva dato una sterzata e qualche cosa in più. Poi non so cosa sia successo nelle altre partite, hanno perso entusiasmo. Qualche giocatore magari ha avuto dei problemi fisici e si possono creare diverse problematiche a cascata. Però il problema principale è che l’Italia, uno dei paesi che ha vinto di più, per la terza volta non è andata al Mondiale. Sono passati tantissimi campioni sia stranieri che italiani, ritrovarsi per la terza volta di seguito a non andare al Mondiale credo sia una grande grande sconfitta per il calcio. In questo momento il calcio sta un pò perdendo, si sta raffreddando l’entusiasmo. Manca quell’appartenenza e quella passione che i giocatori non ti danno più. Chi ci rimette maggiormente sono i ragazzini che non vedendo l’Italia non si avvicinano al calcio e fanno altri sport. Ci perdiamo tutti e arrivati a questo punto si deve cambiare».

Te che sei stato un grande attaccante: come vedi la situazione nel reparto viste anche le due partite contro Irlanda del Nord e Bosnia?

«Credo che avendo Kean questo sia stato il problema minimo. Io credo sia mancata la qualità, siano mancati i fantasisti e l’uno contro uno sugli esterni. Sono mancati i difensori. Stiamo parlando di un calcio dove mancano le motivazioni, manca il carattere. I calciatori attuali sono troppo adagiati a differenza dei miei tempi. Questo a livello mentale può pesare nelle partite che contano».

Gattuso si è dimesso ufficialmente ieri: chi vedresti meglio al suo posto?

«Mi dispiace perchè Rino è sì l’allenatore ma penso che sia uno dei meno colpevoli. Buffon uguale. Perchè sono ex giocatori che hanno vissuto il calcio che conta e che potevano solo essere di insegnamento. Il problema sono i giocatori che devono apprendere perchè per quanto mi riguarda le responsabilità sono sempre di chi va in campo. Se sei convocato in Nazionale vuol dire che sei ritenuto uno dei migliori della tua Nazione e quindi in campo devi fare qualcosa in più. In ogni caso io punterei su Gasperini o Italiano perchè sono quei due allenatori che danno qualcosa in più a livello calcistico alle proprie squadre. Giocano un calcio propositivo, un calcio offensivo, un calcio di uno contro uno dove entrambi ogni anno sono migliorati o stanno migliorando. Stanno facendo bene dappertutto. Gasperini ha sicuramente più esperienza ma Italiano non vale sicuramente meno di lui. Italiano da quando fa l’allenatore ha sempre portato le proprie squadre al successo alzando il livello dei calciatori a disposizione».

Credi che Gattuso abbia indovinato le convocazioni o te avresti fatto qualcosa di diverso?

«Non è semplice fare questa analisi perchè parlare dopo è sempre più facile. Alcune scelte si fanno anche di petto. Quel gruppo di giocatori ti ha portato fino agli spareggi quindi magari è giusto dargli fiducia. Sicuramente se tornasse indietro Rino non metterebbe Retegui perchè è tutto un altro giocatore. Porterebbe forse qualche fantasista, porterebbe qualche giocatore di fascia però ormai è troppo tardi. Sicuramente non avrebbe giocato sempre a 3 con questa difesa o sul portarsi il blocco dell’Inter anche perchè io penso che chi gioca in Serie A debba adattarsi a qualsiasi modulo. Non è che la Nazionale deve giocare in base a come si gioca nei club, non devono giocare per forza Barella o Tonali con un determinato modulo. Credo un’analisi Rino l’abbia fatta e qualcosa avrebbe cambiato».

Un tuo commento da grande ex sulla situazione della Sampdoria…

«La Sampdoria mi auguro che possa uscire da questa situazione. La squadra c’è ma la Samp deve migliorare su altri aspetti fuori dal campo. C’è una situazione incerta all’interno della società. Se non hai stabilità la cosa può inevitabilmente riflettersi sul campo. Sono anni che la Sampdoria viaggia in queste acque agitate quindi ad un certo punto bisognerà trovare anche la causa e cercare di risolverla. Dopo un anno credo si possa anche imparare nel non proseguire a fare scelte sbagliate. Me lo auguro quantomeno per i tifosi della Sampdoria che stanno soffrendo vedendo una società così blasonata in questa situazione. Fa male a tutto il calcio italiano. Poi ovviamente non vanno tralasciate le responsabilità di chi va in campo. Quindi bisognerà dare delle base e un’impronta importante perchè se vuoi ottenere dei risultati la base è la società. Se ci sono problemi lì ne risente a cascata anche la squadra».

Lotta scudetto in Serie A: chi vedi favorita tra Inter, Milan e Napoli?

«Sicuramente l’Inter è quella avvantaggiata e non solo per i punti di vantaggio. Tutte e tre non devono giocare le coppe europee e hanno tempo per preparare le partite. L’Inter non deve sbagliare. Gli arrivano di corsa e in questa situazione qui non hanno più niente da perdere. Se dovessero vincere avrebbero fatto un grande campionato altrimenti nessuno direbbe nulla. L’Inter è una squadra che ha più qualità ed è la più forte però io credo che sia in basso che in alto sarà tutto aperto fino all’ultimo».

SI RINGRAZIA FRANCESCO FLACHI PER LA DISPONIBILITA’ DIMOSTRATA IN QUESTA INTERVISTA

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