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·23 de maio de 2026

Gasperini: “Oggi prevalgono attenzione e tensione. Il gruppo ha sempre guardato avanti”

Imagem do artigo:Gasperini: “Oggi prevalgono attenzione e tensione. Il gruppo ha sempre guardato avanti”

Le parole di Gasperini prima di Hellas Verona-Roma, ultima partita del campionato 2025/2026. La sfida è decisiva per la Champions.

L’ultima conferenza stampa dell’anno precede l’atto più importante di tutti. Gian Piero Gasperini parla alla vigilia di Verona-Roma, partita che la squadra giallorossa affronta da padrona del suo destino. Con una vittoria, infatti, sarebbe ufficiale la qualificazione in Champions League, la prima dell’era Friedkin. Nella sfida del Bentegodi, Gasp dovrà fare a meno di Wesley, squalificato, e degli infortunati Ndicka, Pellegrini e probabilmente Tsimikas, colpito da una tonsillite. Fuori anche Ferguson e Zaragoza che ormai, al di là dei problemi fisici, non rientrano più nei piani. Gli scaligeri, dal canto loro, sono già matematicamente retrocessi da un pezzo, ma si trovano in un buon periodo di forma, in cui esprimono un buon calcio che è decisamente di ottimo auspicio per la prossima Serie B. Nelle ultime giornate, il Verona ha fermato sul pari Juventus e Inter e perso immeritatamente col Como.


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Gasperini: “Koné è recuperato”

Come arriva la squadra come condizione fisica la squadra? Può aggiungere qualcosa sulla condizione di Koné?

«Koné ha recuperato, si è allenato tutta la settimana, non è al 100% ma è disponibile, vediamo se dal primo minuto o a gara in corso. Sul resto della squadra, le temperature son cambiate, c’è il caldo, ma è soprattutto l’attesa, dobbiamo essere bravi ad arrivare nel modo giusto a domenica sera».

Che cosa la soddisfa di più di questa stagione?

«Sì, questo è un momento di bilanci di solito, però faccio fatica oggi in questo senso. Siamo concentrati sulla partita di domani, sappiamo benissimo che sarebbe un grande traguardo per tutti, che manca da anni. Dipende da noi, non dipendiamo da altri, e quindi le analisi totali le faremo domani. Oggi quello che prevale è l’attenzione e la tensione».

Questa è una partita che nasconde delle insidie, a Roma sono riemersi dei fantasmi, cosa va evitato e ha lavorato sulla testa dei senatori?

«No, sono tutti concentrati, ovviamente è una settimana lunghissima, ma sarebbe un bel traguardo per una squadra che ha risposto bene, è sempre stata applicata».

In che cosa ha cambiato l’attitudine di questa società, la mentalità, nel quotidiano?

«Non è stato un anno facile, ho cercato di portare il mio metodo. Ho avuto la fortuna di trovare i ragazzi giusti, di essere credibile ai loro occhi. Abbiamo trovato il giusto feeling, degli obiettivi comuni da sviluppare giorno per giorno. Adesso però quello che prevale è riuscire a coronare un risultato che neppure noi in alcuni momenti consideravamo raggiungibile. Questo lo rende un po’ più atteso, dipende tutto da noi domani, il calcio in questo è crudele perché in 90′ ti giochi tutto. Prima si parlava di risultati negativi, ma sono sicuro ce ne siano stati anche di positivi nella storia della Roma».

Dopo Bologna-Roma, con un’altra classifica, lei ha detto: “Non ci date per spacciati”, cosa ha visto? Ci credeva o voleva motivare il gruppo?

«No, io vedevo una squadra cresciuta, che ha iniziato a segnare di più e questo ti permette anche di vincere le partite, di recuperarle. Poi chiaramente non dipendeva solo da noi».

Il peso di questo obiettivo lo rende uno dei possibili traguardi migliori della sua carriera?

«Non voglio fare classifiche, ognuno ha i suoi obiettivi e ogni obiettivo è importante. C’è chi si pone l’obiettivo di vincere il campionato e chi di salvarsi. Noi questo traguardo ce lo siamo posti anche al di là di quello che era programmato e questo ci ha stimolato. Poi avvertivamo che fosse l’obiettivo che voleva la gente, che la avrebbe fatto felice».

Lei ha parlato dell’importanza di Ryan Friedkin, ha avuto la garanzia di una presenza maggiore il prossimo anno?

«Questo è un impegno forse gravoso su cui ho battuto molto, perché la presenza della proprietà è fondamentale. Permette di evitare comunicazioni frammentarie, permette di velocizzare e fa bene anche alla squadra. Sarà una scommessa importante, andare avanti per costruire una società forte con dei progetti comuni».

Soulé domani giocherà? Le ha chiesto una grande evoluzione, è soddisfatto e che margini di miglioramento vede?

«Ha fatto una prima parte di stagione positiva, con gol e assist, e poi ha avuto un periodo di assenza che ha poi influenzato il suo rendimento. Ha fatto il quinto lo scorso anno, ma le caratteristiche erano offensive. L’importante è che stia bene, se supera questi problemi può diventare ancora più forte».

Lei ha vinto un’Europa League e giocato tante Champions, un tifoso potrebbe preferire la prima, può spiegare l’importanza della Champions?

«Per la società è una questione economica importante, la forbice economica è ampia. Puoi fare investimenti maggiori, aumentare la distanza dalle altre squadre, hai maggiore appeal sui calciatori e i tuoi si valorizzano. Poi c’è l’aspetto emotivo, è una grande soddisfazione personale che ti gratifica far parte dell’elite europea».

Si sente di dirsi: “Bravo”, autocomplimentarsi?

«Te lo dico domani sera (ride, ndr). Sicuramente c’è gratificazione, però c’è ancora domani sera, perché poi chi vince festeggia e chi perde racconta, e noi non vogliamo raccontare».

Il Verona pressa molto e poi va bene in ripartenza, c’è stato un focus su questo aspetto?

«Sì, però la Roma ha fatto tanti risultati contro le medio-piccole, quindi il focus non è solo sulle ripartenze ma su tutto. Sappiamo che il Verona è retrocesso ma ha giustamente continuato a giocare tutte le partite, non sarà facile».

Vincendo domani eguaglierebbe Liedholm al quinto posto come punti in Serie A, come si sente?

«Intanto vuol dire che alleno davvero da tanto, ma è una bella soddisfazione essere vicino a un mostro sacro come Liedholm, magari è una bella coincidenza anche questa».

C’è stato un momento specifico in cui si è reso conto della compattezza del gruppo?

«Tutte le volte che si perdeva una partita. Di solito dopo le sconfitte iniziano le polemiche, le chiacchiere, che ci sono state ma non da parte della squadra che ha sempre mostrato compattezza e soprattutto voglia di ripartire e andare avanti».

Si rimprovera qualcosa in questa stagione?

«Tutti gli errori sono stati fatti in buona fede, dagli errori poi si impara. Tutto ciò che è stato sbagliato poi è servito per fare meglio dopo».

Si aspettava il 23 agosto, giorno di Roma-Bologna, che sarebbe stato a questo punto?

«Non guardavo così avanti, si guarda partita dopo partita, si vede contro chi si deve giocare, come affrontare le squadre e si pensa volta per volta».

Quanto è importante avere un portiere come Svilar, ieri premiato come migliore del campionato?

«Qualcuno (Nereo Rocco, ndr) diceva: “Datemi un portiere che para e un centravanti che segna, poi al resto ci penso io”, ed era un grande allenatore. Adesso ce li ho tutti e due, e infatti si vede (ride, ndr)».

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