Inter News 24
·19 de fevereiro de 2026
Inter Bodo Glimt, il club nerazzurro protesta con la Uefa: ecco il perché e cos’è successo

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·19 de fevereiro de 2026

L’Inter lascia la Norvegia con un carico di rabbia e delusione dopo il match contro il Bodo/Glimt. Oltre al risultato negativo, a far discutere sono le condizioni proibitive del terreno di gioco sintetico, definito da La Gazzetta dello Sport simile a un «panno del Subbuteo steso male». Le abbondanti nevicate e le operazioni di sgombero hanno reso il campo ai limiti della praticabilità, con avvallamenti che hanno messo a rischio l’incolumità dei calciatori di Cristian Chivu.
Il timore della vigilia si è trasformato in realtà al 60’, quando il capitano nerazzurro è stato costretto al cambio per un problema al polpaccio causato proprio dalla superficie artificiale. «Il peggiore timore è diventato realtà proprio intorno al 60’», racconta il quotidiano, sottolineando come l’uscita del leader abbia preceduto il blackout che ha portato all’uno-due letale dei norvegesi.
Nonostante la furia per le condizioni ambientali, il tecnico Cristian Chivu è stato perentorio nel post-partita: il campo non deve diventare una scusa per il KO, anche se l’abitudine del Bodo a «pattinare meglio degli altri» rimane un fattore determinante. La vera preoccupazione della società riguarda però l’infermeria, che si fa sempre più affollata in un momento cruciale della stagione.
Al problema di Lautaro si aggiungono infatti le condizioni precarie di Zielinski, oltre alle assenze pesanti di Calhanoglu e Frattesi. La dirigenza nerazzurra è pronta a far sentire la propria voce nelle sedi competenti, portando l’infortunio del proprio fuoriclasse come prova al tavolo della Uefa. La qualificazione ora si complica e Chivu dovrà fare i salti mortali per gestire una rosa ridotta all’osso dai continui acciacchi fisici.









































