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·02 de janeiro de 2026
Lazio, da cinghiale a elefante: la trasformazione di Maurizio Sarri tra Napoli e capitolini

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Il tecnico italiano riflette sul suo percorso, tra rivoluzioni tattiche, stile di vita e la sfida di adattarsi a una Lazio diversa dal suo Napoli dei sogni, riporta la penna di Marco Ciriello su Gazzetta.
Maurizio Sarri è cambiato, ma il suo spirito resta riconoscibile. L’ex Napoli, oggi alla Lazio, si confronta con una realtà più adulta, meno selvaggia, dove l’allenamento dei sogni deve fare i conti con vincoli di rosa, mercato e organizzazione. Il tecnico che a Napoli faceva divertire e provocava, ironizzando e lamentandosi con naturalezza, oggi sembra un “elefante” che misura e pianifica ogni passo, senza perdere però quella sfrontatezza che lo contraddistingue.
Il Napoli dei sogni: anarchia e bellezza
Al Napoli, Sarri aveva creato una squadra capace di stupire e sorprendere. L’approccio era esteticamente sublime, ma libero e coraggioso. Una formazione in cui il pallone correva, i moduli erano flessibili e i giocatori si sentivano liberi di esprimersi. Gonzalo Higuain segnò 36 gol, diventando simbolo di un calcio spettacolare che univa geometria, azzardo e imprevedibilità.
Nonostante l’assenza di titoli, il Napoli di Sarri rimane nella memoria come una delle esperienze più innovative del calcio italiano, un mix di coraggio, tecnica e personalità, capace di rompere schemi consolidati e sfidare i migliori.
La Lazio: adattamento e pragmatismo
Alla Lazio, il contesto è differente. Sarri si è trovato a gestire una rosa che non aveva costruito, in un ambiente più pragmatico e meno incline alla libertà totale. La metafora è chiara: se a Napoli era un cinghiale che travolgeva tutto, oggi è un elefante, più calcolatore, attento a equilibri e risultati.
Il tecnico deve conciliare le proprie idee con vincoli di mercato e scelte societarie, adattandosi a una squadra adulta, con un calcio più conservativo e disciplinato. La gestione della Lazio, tra successi e limiti, rappresenta la sua sfida più complessa: “Cucino piatti gourmet gestendo una friggitoria”, come ha confessato con ironia.
Evoluzione personale: dal cinghiale all’elefante
Il percorso di Sarri non è solo tattico. Dopo una fibrillazione atriale, il tecnico ha dovuto rivedere il proprio approccio alla vita e al lavoro. La libertà anarchica di Napoli ha lasciato spazio a una gestione più ponderata, ma la sfrontatezza, l’ironia e la capacità di difendersi restano centrali.
Il risultato è una scissione temporanea tra calcio e personalità: il linguaggio e lo stile di gioco non coincidono più perfettamente, ma Sarri mantiene la sua identità. La Lazio diventa così il laboratorio di un allenatore che deve conciliare passato glorioso e presente pragmatico.
Il ricordo del Napoli: il comandante dei sogni
Nonostante la metamorfosi, il passato napoletano continua a influenzare Sarri. Il Napoli lo costringe a ricordare chi era: il cinghiale che rompeva schemi e gerarchie, l’innovatore anarchico che osava sfidare il calcio tradizionale. Quel periodo rimane una pietra miliare della sua carriera, un modello di coraggio e creatività che oggi osserva dalla prospettiva di una gestione più misurata.









































