Calcionews24
·23 de junho de 2026
Paganini: «Maldini ottimo per la Nazionale ma si riparta prima dai settori giovanili. Milan nelle mani di Ibrahimovic, Vlahovic Juve ancora possibile» – ESCLUSIVA

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In esclusiva ai microfoni di Calcionews24, il giornalista Paolo Paganini ha analizzato i principali temi che stanno animando il calcio italiano: dal futuro della Nazionale dopo l’elezione del nuovo presidente federale alle possibili scelte per il ruolo di commissario tecnico, passando per le strategie di mercato di Milan, Juventus, Inter e Lazio. Ecco le sue dichiarazioni.
Ciao Paolo. Dopo l’elezione del nuovo presidente federale Malagò, quali dovrebbero essere le priorità della Federcalcio per rilanciare il calcio italiano? E come valuta le ipotesi di Roberto Mancini o Antonio Conte come nuovo commissario tecnico, con Paolo Maldini possibile direttore tecnico della Nazionale?
«Indubbiamente ieri è stato un passaggio comunque importante per quanto riguarda la Federcalcio, ma in generale il calcio italiano. Adesso è chiaro che noi siamo bravi, soprattutto, parlo di noi giornalisti, a concentrarci sui nomi, sui ballottaggi, prima è stato Abete Malagò, adesso Mancini Conte, però è chiaro che il discorso deve essere guardato più in profondità ai settori giovanili e a tutte le disposizioni, le regole che dovranno essere introdotte per realmente riportare il livello del calcio italiano, almeno a livello nazionale, in alto. Lo stanno già facendo a livello giovanile, poi è chiaro che lì diventa un problema più dei club, perché i giovani che fanno bene in nazionale purtroppo non trovano poi spazio nelle squadre di club. Questa è una premessa, perché poi comunque, sì è vero, adesso Mancini o Conte, sono due ottimi allenatori entrambi, Maldini ha dimostrato come dirigente di essere non solo stato un grande campione, ma anche un grande dirigente, in compagnia di Massara ha vinto lo Scudetto e ha programmato il Milan, è chiaro che in questo momento salgono forse di più le quotazioni di Conte rispetto a Mancini, perché Mancini paga fondamentalmente il suo strappo con la nazionale quando lui se ne andò in Arabia Saudita. Stiamo parlando di due ottimi allenatori, c’è un problema anche legato all’ingaggio, perché comunque sia Mancini ma soprattutto Conte hanno ingaggi importanti e quindi la Federcalcio non è che si può indebitare, di conseguenza saranno fondamentali anche gli sponsor in questa situazione, in questa chiusura di trattativa».
Che idea si è fatto del nuovo corso del Milan? Quanto pesa il ruolo di Ibrahimovic e quale futuro vede per giocatori come Leao, Pulisic e Modric?
«Sicuramente il discorso del Milan è un discorso secondo me piuttosto chiaro, il Milan è Ibrahimovic dipendente, quindi fa tutto lui, lo ha dimostrato prima con Pioli, lo ha ridimostrato con Allegri, andando allo scontro con Allegri, con Tare, quindi Ibrahimovic non è un dipendente del Milan, è socio di Cardinale, quindi di conseguenza è lui che ha la gestione vera, l’uomo determinante nel bene e nel male è lui, quindi bisogna capire se questa scelta di Cardinale, di affidarsi in toto a Ibrahimovic sarà premiata oppure no, a oggi i risultati dicono il contrario, però adesso è stata fatta una rivoluzione vera e propria, vedremo se alcuni giocatori rimarranno, perché comunque Rabiot pare tentato nuovamente da Allegri al Napoli una volta che verrà ufficializzato l’acquisto e l’ingaggio di Allegri. Gli altri sono in una situazione di punto interrogativo, Pulisic sta trattando il rinnovo, però vuole capire anche i programmi del Milan e vuole capire anche il tipo di collocazione che può avere nel nuovo Milan di Amorim, per quanto riguarda Modric si va verso un contratto part time, ammesso che lui abbia ancora gli stimoli dopo il mondiale deciderà di continuare oppure no, poi c’è il discorso di Leao che è vero che è portoghese come Amorim, ma secondo me Leao sarà uno di quei giocatori che sicuramente andrà via, quindi questa è un po’ la situazione, l’altra situazione da non sottovalutare, per questi giocatori non c’è soltanto un discorso di programma, c’è anche un discorso che il Milan non fa la Champions, fa l’Europa League e quindi il palcoscenico della Champions comunque per un giocatore di un certo livello è fondamentale».
Come valuta l’arrivo di Carnevali alla Juventus e quali potrebbero essere le prossime mosse di mercato, tra Vlahovic e il nuovo portiere?
«Ma intanto la Juventus secondo me ha fatto un’ottima operazione prendendo Carnevali. Sicuramente è un dirigente capace, è un dirigente che comunque ha dimostrato al Sassuolo di avere anche un discorso, una visione generale non soltanto di conoscenza dei giocatori ma anche di conduzione finanziaria, quindi secondo me ha fatto un ottimo acquisto innanzitutto a livello dirigenziale la Juventus, perché altrimenti c’era un blocco vero tra una mancanza di identità di vedute tra Comolli e Spalletti, la Juventus ha fatto una scelta chiara, ha mandato via Comolli e ha tenuto Spalletti prendendo Carnevali. Per quanto riguarda il discorso del mercato, il discorso dell’avvicinamento di Vlahovic, secondo me c’è, anche perché non c’è tutta questa corsa a Vlahovic da parte degli altri club, ricordiamo che lui è a parametro zero, quindi si può accasare in qualsiasi momento e a oggi a parte qualche richiesta da parte del Besiktas e squadre turche e qualche sondaggio da parte della Premier, ma soprattutto da Manchester United non c’è questa corsa a Vlahovic, quindi siccome il serbo sa benissimo che Spalletti è un suo grande estimatore, Carnevali farà un ulteriore tentativo, lì il problema soprattutto non è tanto l’ingaggio suo, perché comunque stiamo parlando di cifre importanti, 8 milioni di euro, quanto le commissioni che deve percepire il padre o comunque i suoi agenti, quindi lì bisogna limare quello. E poi è anche vero che per la Juventus sarebbe comunque un problema qualora non trovasse l’accordo con Vlahovic, perché comunque deve andare a prendere 1/2 attaccanti di livello e gli attaccanti di livello costano. Per quanto riguarda il portiere, io credo che la priorità di Spalletti sia il Dibu Martinez, perché il Dibu Martinez è un portiere con grande personalità e alla Juventus mancano giocatori di personalità, quindi lui è uno in grado di dirigere, oltre ad essere un ottimo portiere, anche in grado di dirigere bene la difesa, l’alternativa è Vicario che è comunque un ottimo portiere, però secondo me se la Juve può, in questo momento dà la priorità a Dibu Martinez».
L’Inter sta lavorando su diversi profili come Palestra e Nico Paz. Credi che il doppio colpo sia possibile?
«Io credo che l’Inter chiuderà per Palestra, anche se sinceramente è un ottimo profilo, però pagare un laterale destro, un terzino, 50 milioni di euro è tanta roba, però sono le regole del mercato, sono queste. Poi quando vai a trattare con l’Atalanta, cosa che è successa l’anno scorso per Lookman, l’Atalanta ti dice questo giocatore costa tot e devi pagare tot, non ci sono margini di trattativa. Per quanto riguarda Nico Paz, secondo me resterà al Como, uno perché comunque il Como è in Champions, come l’Inter è vero, però il Como è una società forte, i proprietari del Como sono i più ricchi del calcio italiano, quindi non hanno problemi in qualche modo a blindare Nico Paz, anche per gli ottimi rapporti che hanno con il Real Madrid, lo stesso Fabregas mi sembra che sia stato molto chiaro nei confronti dell’Inter, in particolare di Zanetti che stava facendo una corte serrata per Nico Paz, facendo capire che lì non c’è trippa per gatti, quindi io credo che rimarrà al Como e l’Inter farà degli altri movimenti tipo Jones del Liverpool, anche se sarà fondamentale la cessione di Frattesi».
In casa Lazio si parla della cessione di Gila e di un possibile interesse per Zaniolo. Quanto c’è di concreto e quali scenari si possono aprire?
«Ma la situazione della Lazio è tutta in divenire, perché secondo me il mercato della Lazio ruota tutto intorno alla cessione di Gila, che dovrebbe andare al Napoli, e quindi di fatto vorrebbe con la cessione di Gila rifinanziare il mercato. Zaniolo è curioso il fatto, se davvero la Lazio va su di lui, su indicazioni di Gattuso, che Gattuso non lo aveva convocato per la Nazionale, lo vorrebbe alla Lazio, ma io credo che non la vedo così semplice la possibilità che Zaniolo firmi coi biancocelesti. C’è anche la Juventus ad esempio che sta parlando con il suo procuratore e anche il Milan, quindi sinceramente la vedo come una situazione, sarebbe clamorosa, ne abbiamo viste altre di situazioni così clamorose, è chiaro che per Zaniolo che comunque ha disputato un’ottima stagione, si è rilanciato all’Udinese, quindi venire a Roma, questa volta sponda Lazio anche a livello ambientale non è che sarebbe nelle condizioni più serene per giocare, è un professionista chiaramente, però penso che l’ipotesi Lazio la prenderebbe in considerazione qualora non andassero in porto altre situazioni che sono in ballo».
SI RINGRAZIA PAOLO PAGANINI PER LA DISPONIBILITA’ DIMOSTRATA IN QUESTA INTERVISTA







































