DirettaCalcioMercato
·23 de abril de 2026
Roma, senti Sabatini: “Rapporto tra Gasp e Ranieri finito”

In partnership with
Yahoo sportsDirettaCalcioMercato
·23 de abril de 2026

L’ex direttore sportivo della Roma Walter Sabatini ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport: le sue parole.
Cosa ci dice del rapporto tra Gasperini e Ranieri?
“È una vicenda così grottesca che non vorrei aggiungere confusione a confusione. Una mia idea ce l’ho, ma non vorrei che diventasse una rissa di opinioni che non farebbe il bene della Roma”.
Come potranno lavorare i due ancora insieme?
“Non lo faranno. Quando l’equilibrio viene rotto in modo così fragoroso diventa una cosa irreversibile. È una questione di rispetto che è stato infranto da tutti e due. Penso che Ranieri non possa accettare questo tipo di convivenza, qualcosa succederà: o Claudio prende una decisione che lo riguarda, come quella di andarsene, o la prenderanno i Friedkin nei confronti dell’uno o dell’altro. Il terzo incomodo è Massara, è lui il ds della Roma e va trattato con rispetto. Gasp è un ottimo allenatore, però sul piano della comunicazione ha fatto cose pessime. Ha attaccato il ds in maniera inconcepibile e condotto il gruppo in modo personale bocciando giocatori con scelte e parole: non è stato certo un amico dell’azienda Roma”.
Cosa si aspetta dai Friedkin?
“Nulla, di sicuro faranno una scelta. La Roma ha bisogno di competenze e chiarezza, che ora è davvero “opaca”. Dispiace che da tutto questo Massara ne esca frantumato sul piano dialettico, non su quello sostanziale. È un uomo onesto, che ha vinto lo scudetto col Milan e ha preferito subire per proteggere la società”.
Si aspettava la replica a Gasperini da parte di Ranieri?
“Era esasperato per le uscite del tecnico. Non credo abbia mai vissuto una situazione così torbida, ha ritenuto di dover fare delle puntualizzazioni in ogni caso non offensive. Forse avrebbe potuto aspettare qualche tempo, ma posso capirlo in fondo”.
Pure lei ebbe difformità di vedute con Franco Baldini, nominato consulente nell’era Pallotta…
“Le risolvemmo facilmente perché io me ne andai, ma non contro Baldini bensì contro l’idea di avere un consulente: che ci sta a fare il ds? Fu doloroso, ma davanti a una situazione così equivoca ritenni giusto lasciare”.
Quanti dualismi a Roma: Totti-Spalletti, Mou-Pinto, De Rossi-Souloukou. Come si esce da questo trend?
“Adeguando i comportamenti all’etica necessaria che, soprattutto a Roma, si impone. Perché la città stessa deflagra per inezie che appaiono tempeste e in realtà sono piovaschi”.
Che meriti riconosce a Gasp?
“Carriera brillantissima. Non lo discuto, ma rilevo comportamenti che io non avrei mai accettato”.
Ma non le sembra giusto che chi rischia in panchina ponga poi anche condizioni per rilanciare il proprio progetto tecnico?
“No. In Italia l’allenatore fa l’allenatore, non è un manager all’inglese. Non credo neppure che lui abbia fatto tutte queste richieste o posto le condizioni che sono state riferite, forse qualcuno vicino a lui ha ispirato questa narrazione. Discussioni e richieste vanno fatte in società”.
Quante chance ha ancora la Roma in chiave Champions?
“Deve vincerle tutte e può farcela, con un po’ di fortuna potrebbe arrivare un risultato eclatante…”.









































