Zerocinquantuno
·09 de março de 2026
Sconfitta inaspettata e preoccupante, riecco errori e fantasmi. Rowe e Lucumí gli unici positivi, Odgaard mezzala non convince, la gestione di Italiano nemmeno

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·09 de março de 2026

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Bologna-Hellas Verona 1-2: ecco le note liete e quelle dolenti in casa rossoblù relativamente al match disputato ieri al Dall’Ara.
PRO
Gli unici due a salvarsi – Rowe mi è piaciuto, ha segnato il gol del vantaggio e probabilmente è uno dei due a meritare la sufficienza se si guarda tutto l’arco della gara. Direi che oltre a lui sia da salvare solo Lucumí, che nonostante le infilate prese dalla squadra ha mantenuto un buon livello di prestazione.
CONTRO
Il calo di tensione – È stata una brutta batosta, non me l’aspettavo. La sconfitta è negativa di per sé ma è stata la prestazione, più di tutto, a spiazzarmi. A differenza di quanto fatto nelle ultime partite, il Bologna non è stato pronto alla battaglia e a fare una corsa in più, e questo fa pensare che la reazione vista nelle ultime uscite sia stata causata unicamente dalla sensazione di avere l’acqua alla gola: una volta che la squadra si è rilassata un attimo, ecco che sono riaffiorati alcuni fantasmi. Forse ora come ora il Bologna non può abbassare la guardia nemmeno per un secondo, e non è da escludere che le giornate extra di riposo di cui i giocatori hanno goduto prima del match contro il Verona siano state deleterie. Di certo si è concesso tanto, troppo, all’ultima in classifica. E in vista del doppio confronto europeo con la Roma, è un dato che preoccupa parecchio.
Gli errori sui gol – È un punto quasi banale, tanto sono evidenti le fattispecie che hanno portato alle reti del Verona. La prima è arrivata da una rimessa laterale che Lucumí non avrebbe concesso se Skorupski fosse uscito e l’avesse aiutato, mentre sul secondo Vitik era in evidente ritardo su Harroui, che l’ha sverniciato innescando l’azione del raddoppio.
La solitudine di Moro – Non capisco perché Italiano si stia intestardendo con l’idea che Odgaard possa fare il centrocampista. A mio avviso è un ruolo in cui Jens fa molta fatica, e anche ieri l’ho visto in difficoltà. Mi pare che quello del mister sia solo un pretesto per trovare un posto al danese, ma la verità è che giocatori come Pobega e Sohm sarebbero molto più adatti. Ieri in quella zona di campo il Bologna ha sofferto tanto, perché da tempo Ferguson non è più lo stesso e mi dispiace ripeterlo: Moro è apparso l’unico in palla, ma è stato costretto a tenere su il reparto da solo ed era una missione praticamente impossibile.
La gestione (e le parole) di Italiano – Il turnover era un mantra di Italiano, e adesso mi pare che stia venendo a mancare pure questo. Si stanno stressando alcuni giocatori, Lucumí e Castro su tutti, mentre altri sono spariti dalle rotazioni. Ieri non avrebbe potuto giocare Casale? Helland lo vedremo mai? Presumo che sia stato comprato per giocare, non capisco cosa ostacoli il suo inserimento. Persino Ravaglia, che nel periodo di assenza di Skorupski aveva complessivamente offerto buone garanzie, è sparito dai radar: non può andare in campo nemmeno contro l’ultima in classifica? Non capisco, così come non mi è chiara la gestione dei cambi, né per il momento della gara in cui avvengono (sempre dopo il 60′) che per gli uomini che coinvolgono. Orsolini, ad esempio, sa già in partenza che dopo un’ora sarà sostituito: perché toglierlo sistematicamente? È obbligato a segnare entro il 60′ o viene messo a sedere? Bernardeschi è in forma, è vero, ma ieri piuttosto non sarebbe potuto entrare al posto di un Odgaard in difficoltà? Sono tante le cose che si potrebbero chiedere a Italiano e che fanno discutere, perché di certo non è stata tutta colpa di Castro (come nel post partita ha lasciato intendere lui, in maniera a mio avviso rivedibile) se il Bologna si è fatto battere dal fanalino di coda della Serie A.









































